L'assessore al centro storico Eleonora Caponi e l'assessore alle attività produttive Arianna Poggi rispondono alle dimissioni dei consiglieri di opposizione che fanno parte della commissione consiliare sul centro storico.
L'accusa è di non aver coinvolto questo organo per quanto riguarda l'ultimo bando presentato proprio oggi, martedì 2 aprile.
Non si è fatta attendere la replica.
Dall'assessore Caponi è stata molto netta la presa di posizione: "Innanzitutto mi prendo tutta la responsabilità politica della scelta di non aver chiamato in causa la commissione. Il passaggio in commissione non è necessario né obbligatorio. Io so che da settimane decine di persone mi e ci chiedevano, in Comune, novità e notizie su questo bando. Era importante renderlo noto e spiegarlo prima possibile. Io devo pensare a dare risposte ai cittadini, non a seguire polemiche politiche di cui, credo, ai cittadini non interessi niente".
"In Commissione - prosegue Eleonora Caponi - era nota la nostra volontà di aprire questo bando a cui stiamo lavorando da mesi. Inoltre non sono gli assessori a dover convocare la commissione. Il presidente della commissione Francesco Gracci sapeva che il bando era in uscita. Questo poi è un atto della giunta".
"Aggiungo anche che il prossimo 9 aprile scade il termine per le attività consiliari in vista delle prossime elezioni e quindi ci sarebbe stato un inutile ritardo per una cosa già ampiamente discussa. Ci siamo confrontati con tutti. Se volevano la potevano convocare. Una settimana fa o poco più era uscito un articolo sulla stampa che anticipava questo provvedimento".
"Una mossa elettorale? Sinceramente - conclude Eleonora Caponi - non uso questi mezzi per fare campagna elettorale. In cinque anni non ho assolutamente bisogno di fare campagna elettorale, almeno per me stessa. Io ed Arianno Poggi siamo uscite per dare risposte concrete ai cittadini".
Risponde anche la stessa assessore Poggi: "C'è stata una lunga concertazione con tutte le associazioni di categoria, da confesercenti a Cna, e poi ancora Asev e Fidi. Non ci siamo mai sottratti alla commissione e sinceramente non ci aspettavamo questa reazione forse dettata dal clima politico inasprito".
