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Ospedali psichiatrici giudiziari, ad oggi circa 1000 pazienti. Intanto Napolitano: "Ho firmato la proroga con rammarico"

L'ospedale psichiatrico giudiziario di Montelupo (foto gonews.it)

 

Attualmente sono attivi sul territorio nazionale 6 Ospedali psichiatrici giudiziari, situati rispettivamente in Lombardia (anche per Val d'Aosta e Piemonte), Emilia-Romagna (anche per le Province di Trento e Bolzano, Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Marche), Toscana - Montelupo Fiorentino (anche per Sardegna, Liguria, Umbria), Campania (2 strutture, anche per Lazio, Abruzzo, Molise), Sicilia (anche per Puglia, Basilicata, Calabria).

Gli ospedali psichiatrici giudiziari in Italia ospitano attualmente circa mille persone (cinque anni fa erano 1.600); gli ingressi (e le uscite) ogni anno sono circa 600. Dal 2010 ad oggi si è assistito ad un calo di un terzo di presenze negli Opg, dato che è da mettere in relazione con un incremento nelle dimissioni. A fronte di questo si rileva però come il flusso in ingresso non si modifichi sostanzialmente.

Le Regioni dovevano presentare programmi per accedere ai due finanziamenti previsti: in conto capitale per la costruzione delle Residenze di esecuzione delle misure di sicurezza (Rems) e di parte corrente per il personale necessario alla gestione delle stesse Rems.

Tutte le Regioni hanno presentato al ministero della Salute un programma per la realizzazione complessivamente di una ventina di Rems, Residenze per l'esecuzione delle misure di sicurezza (circa una per Regione, con esclusione delle Regioni più piccole). Il numero di posti complessivi destinati alle Rems è di 910.

Per alcune Regioni il programma è stato approvato formalmente (le prime hanno ricevuto il decreto di approvazione a fine novembre 2013); per altre sono stati richiesti chiarimenti e l'approvazione è giunta più tardivamente. Per le Regioni Veneto e Friuli-Venezia Giulia è in corso una riformulazione del progetto. Alcune Regioni di piccole dimensioni hanno definito accordi di programma con altre Regioni (Valle d'Aosta-Lombardia; Umbria-Toscana; Molise-Abruzzo).

La legge prevede anche che, in deroga alle disposizioni vigenti sul contenimento delle spese per il personale, le Regioni possano assumere personale qualificato da dedicare ai percorsi terapeutico-riabilitativi finalizzati al recupero e al reinserimento sociale dei pazienti internati provenienti dagli ospedali psichiatrici giudiziari.

Ad oggi risulta che in 13 Regioni (Marche, Emilia Romagna, Veneto, Piemonte, Liguria, Toscana, Umbria, Abruzzo, Molise, Puglia, Sicilia, Lombardia, Lazio) è in corso di formalizzazione il decreto di approvazione da parte del ministero della Salute della spesa corrente per il personale che gestisca le Rems. Per le altre Regioni che hanno presentato il programma il ministero ha chiesto chiarimenti.

 

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, aveva  rilasciato una dichiarazione molto polemica in questa mattinata.

 

Un ''autentico orrore indegno di un paese appena civile''. Così il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, definiva gli Ospedali psichiatrici giudiziari (Opg) nel discorso di fine anno del 2012.

A distanza di quasi due anni, il capo dello Stato esprime nuovamente ''rammarico'', questa volta per aver dovuto firmare il decreto che prevede lo slittamento della chiusura dei sei Opg attivi a livello nazionale dal 2014, come previsto dalla legge, al 2015. Una proroga, varata ieri dal Consiglio dei ministri, motivata dal fatto che non sono ancora state realizzate nelle Regioni le residenze per la riabilitazione previste come alternativa agli Opg, le cosiddette Residenze per l'esecuzione delle misure di sicurezza (Rems), che tuttavia, secondo varie associazioni, non rappresentano la soluzione al problema.

La proroga, sostiene il Comitato StopOpg, ''protrae solo la sofferenza'' dei circa mille detenuti-pazienti ancora internati nelle sei strutture. ''Ho firmato con estremo rammarico il dl di proroga'', ha affermato Napolitano, motivando il proprio stato d'animo''per non essere state in grado le Regioni di dare attuazione concreta a quella norma ispirata a elementari criteri di civiltà e di rispetto della dignità di persone deboli".

E ''ho accolto con sollievo - ha proseguito - interventi previsti nel decreto-legge di ieri per evitare ulteriori slittamenti e inadempienze, nonché per mantenere il ricovero in ospedale giudiziario soltanto quando non sia possibile assicurare altrimenti cure adeguate alla persona internata e 'fare fronte alla sua pericolosità sociale'".

Anche il Prc e il Pd criticano il rinvio: ''Il rammarico del Presidente Napolitano per il decreto che proroga di un anno la chiusura degli Opg non è sufficiente. Questa ulteriore proroga - sottolineano Paolo Ferrero e Nando Mainardi di Rifondazione Comunista - rischia di far perdere credibilità a qualunque tentativo di superamento degli Opg''. Parla di un ''traguardo di civiltà che appare ancora lontano" la deputata Vanna Iori del Pd ed Ermete Realacci, dello stesso partito, sottolinea la necessità di affrontare la questione in modo ''risolutivo''.

Il rinvio è una ''proroga della vergogna di Stato'' per Michele Saccomanno, ex senatore della XIV legislatura e relatore dell'inchiesta sugli Opg.

Dal canto loro, le Regioni si 'difendono': "Il rammarico del capo dello stato è anche il mio. Tuttavia non si può dare un giudizio generalizzato, alcune Regioni hanno lavorato per raggiungere l'obiettivo, altre no", ha commentato l'assessore alla Sanità della Liguria, Claudio Montaldo, mentre l'assessore alla sanità delle Marche, Almerino Mezzolani, precisa che la Regione si è subito ''attivata'' per il superamento degli Ospedali giudiziari. La 'svolta' tuttavia, sostengono varie associazioni, non potrà certo arrivare dalla realizzazione delle Rems.

Da qui la proposta del presidente dell'associazione Antigone, Patrizio Gonnella, di ''destinare parte dei fondi stanziati per la realizzazione delle nuove strutture, oltre 100 mln ad oggi inutilizzati, ai dipartimenti di salute mentale, perchè possano prendere in carico le persone non più pericolose che ancora sono internate''. Sulla stessa linea il responsabile Cgil per le politiche della Salute, Stefano Cecconi: ''Le Rems dovrebbero rappresentare una misura residuale, per i soli oggetti pericolosi. Al contrario - afferma - andrebbero potenziati i servizi di salute mentale sul territorio''.

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