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L'ex assessore Piero Meacci: "La candidatura di Damasco Morelli? Ha generato solo una gran confusione di cui non c'era bisogno"

La presentazione di Damasco Morelli candidato sindaco di Empoli (foto gonews.it)

In merito alla situazione politica attuale a Empoli interviene anche Piero Meacci. È stato in consiglio Comunale dal 1980 al 1999; dal 1985 al 1999, per 14 anni, ha ricoperto il ruolo di assessore all'istruzione.
Ha lavorato come responsabile dell'ufficio scuola al Comune di Pontassieve, come dirigente all'Istruzione del Comune di Firenze, per chiudere la carriera lavorativa il 31 dicembre 2012 alla Regione Toscana con la qualifica di coordinatore dell'Area Istruzione (dal nido all'università).

Di seguito la sua nota.

"La candidatura di Damasco Morelli sta facendo uscire allo scoperto anche chi non ti aspetti. Mi riferisco all’intervento di Paolo Salvi, ex segretario del Comune di Empoli.

Sulla candidatura di Damasco non dico nulla, per ora, se non che sta dando un grosso contributo alla confusione, di cui non c’era effettivamente bisogno.

Che il centro destra ad Empoli non avesse nessuno da presentare era noto da tempo, ma che Morelli si prestasse a rimetterlo in gioco mi ha molto meravigliato.

E’ tanto che non ci sentiamo con Damasco, siamo stati a lungo in giunta insieme, non mi sembrava che avesse idee destrorse, anzi lo ricordo particolarmente attento ai problemi dei più deboli e degli emarginati. Siamo sempre a tempo a cambiare idea.

Per giustificare questa operazione si scomoda perfino Cioni che, non trovando più posto sul palcoscenico fiorentino, cerca rivincite in provincia nei confronti del PD.

E’ sintomatico che per giustificare questa brutta operazione politica Cioni arrivi a dire che si tratta di elezioni amministrative, non politiche. Si discute della manutenzione dei giardinetti, di riportare i generi alimentari in centro per rivitalizzarlo, di mettere un po’ di lampioni e di segnaletica nella zona industriale. In questo non c’è nessun impegno ideale, per cui bisogna solo trovare persone disponibili a dare il proprio contributo, dal PDL alla Lista Marconcini .

Nei giorni scorsi c’è stato un convegno ad Empoli sulla scuola privata cattolica, c’è in Italia un’iniziativa della chiesa per la scuola cattolica. Che si fa Damasco si finanzia o no? Se dici di no si inalbera il PDL, se dici di si salta su Marconcini.

Avere in testa un’idea di città è il primo punto, politico non amministrativo, da cui deve partire un sindaco, altro che tagliare l’erba ai giardinetti.

Di questo avremo occasione di riparlarne.

Vorrei però dare una risposta alla domanda che si faceva Salvi: “ma Damasco che ci fa con quelli di via Fabiani”. In altre parole, dice Salvi, Morelli ha sempre manifestato idee tipiche della destra, per cui quale meraviglia se il centrodestra lo appoggia.

Siccome anch’io sono stato uno di quelli di via Fabiani, almeno al tempo cui si riferisce Paolo Salvi, vorrei ricordare che a quel tempo, intanto, eravamo in tanti, e non la pensavamo allo stesso modo, c’era grande discussione.

Cosa pensa Salvi che un partito che prendeva quasi il 70% dei voti, 28 consiglieri su 40, mettesse a tutti la campanella al naso? In via Fabiani si discuteva, anche animatamente, alla fine si usciva con una decisione ed era quella, chi non era d’accordo, storceva un po’ la bocca, ma accettava la decisione della maggioranza e non faceva ostruzionismo.

Credo che per la realizzazione della SPA dei servizi pubblici o del Circondario, ma potrei aggiungere della ASL ad Empoli (unica non provincia), dell’Agenzia per lo sviluppo etc… Varis Rossi e Vittorio Bugli abbiamo avuto un ruolo ben superiore a quello di Salvi e Morelli, tanto per dare a Cesare …

Salvi cita anche l’arrivo dell’Università ad Empoli. E’ vero che Morelli si è molto impegnato per portare una sede universitaria ad Empoli, chimica nella fattispecie, ma si è chiesto Salvi perché fu Morelli ad occuparsi di questo e non il sottoscritto che era l’assessore all’istruzione?

La risposta è molto semplice e la sanno in pochi. Non ero d’accordo con l’università ad Empoli, a mio parere sarebbe stato un costo ulteriore per la nostra comunità per un corso di serie B.  L’università veniva ad Empoli solo se il nostro territorio avesse trovato le risorse per attivare i corsi.

Ci fu discussione, prevalse la linea della sede ad Empoli. Chiesi che non fossi io ad occuparmi di una cosa in cui non credevo. D’altra parte il lavoro non mancava. C’era da operare una grande ristrutturazione della scuola ad Empoli, vennero chiusi tanti plessi, furono anni molto difficili, anche di scontri con i genitori. Alla fine riuscimmo ad operare un riassetto della scuola che prevedeva il mantenimento di plessi in quasi tutte le frazioni (o la materna o l’elementare), l’introduzione di nuovi indirizzi di scuola superiore e la nascita dei poli di Fucecchio e Castelfiorentino.

La giunta di Empoli guardava oltre i confini del proprio territorio comunale e si faceva carico delle necessità di quello che sarebbe diventato il Circondario.

Sull’università ancora oggi, dopo venti anni, non ho cambiato idea. A quelli che mi chiedevano perché non fossi d’accordo rispondevo con una domanda: “ma tu ce li manderesti i tuoi figli al corso di Empoli?” Oggi cambierei la domanda, metterei nipoti al posto dei figli.

Non ho mai avuto una risposta.

C’era discussione, nel partito ed in giunta, nonostante fosse un monocolore.

Anche sulla scelta di Bugli come sindaco, citata da Salvi, ci fu grande dibattito. Per la cronaca il candidato ufficiale era Romano Nanni, segretario del partito, venne avanti la candidatura di Morelli. L’organismo dirigente era diviso in due, la discussione si protrasse per giorni per trovare una composizione unitaria. Venne avanzata una proposta: i due candidati avrebbero fatto un passo indietro e sarebbe stato proposto un nome che non facesse parte della “nomenklatura”, un uomo della società civile: Vittorio Bugli.

Nanni fece il passo indietro, Morelli no, alla fine fu votato e prevalse Bugli.

Mi pare un metodo migliore, ma forse sbaglio, che non fare le primarie, dove due o più candidati dello stesso partito vanno in giro a promettere mari e monti, con programmi diversi, lacerando quel poco di partito che è rimasto.

Io ho la visione del partito come intellettuale collettivo che elabora proposte e propone uomini e donne in grado di realizzarli.

Il partito all’americana lo lascio ad altri.

L’uomo o la donna soli al comando non mi hanno mai convinto.

Lo so che sono idee vecchie, fuori moda, ma io ho fiducia nei ricorsi storici, non per volontà divina come pensava Vico, bensì degli uomini ed ovviamente delle donne.

Ricordate: abbiamo un grande futuro dietro le spalle".

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