Passa a maggioranza il bilancio preventivo economico 2014 di Artea, l’agenzia regionale per le erogazioni nel settore agricolo in Toscana. Il Consiglio regionale ha votato l’atto dopo l’illustrazione fatta dal presidente della commissione Agricoltura Loris Rossetti.
Secondo quanto si legge nel bilancio preventivo, il valore della produzione di Artea è di cinque milioni e 219 mila euro, mentre le risorse per il funzionamento dell’agenzia, sempre per l’anno in corso, ammontano a un milione e 148 mila euro, ossia ad una cifra in linea con quanto previsto anche per lo scorso anno. Nel testo si legge inoltre che la valutazione di Artea, che è un “ente pagatore”, non può in ogni caso basarsi sul solo dato numerico. Deve essere infatti valutata su indici di efficienza come ad esempio la tempistica con cui sviluppa il proprio operato, il numero di pratiche che riesce a svolgere, il costo unitario di ognuna di esse. Questi sono gli elementi maggiormente legati all’operatività di un organismo pagatore che deve rispondere non solo alla Regione, ma anche agli organismi terzi di valutazione delle politiche agricole comunitarie, oltreché al sistema agricolo toscano.
Dubbi di perplessità sono stati avanzati dal vicepresidente della commissione Claudio Marignani che ha ricordato come nel corso dell’audizione del direttore dell’Agenzia Giovanni Vignozzi, fosse emersa una palpabile difficoltà di gestione. Artea è chiamata a svolgere una mole di lavoro impressionante ha spiegato il vicepresidente. Ricordato anche il dato sul contenzioso, cioè sulle pratiche che non vedono realizzati i progetti finanziati, sul quale Marignani aveva già chiesto un approfondimento. Toccato anche l’aspetto dei controlli ai quali, secondo Marignani, corrisponde una erogazione per prestazioni professionali esterne così esigua da far ritenere opportuno un chiarimento sulla tipologia dei controlli effettuati.
Per Antonio Gambetta Vianna siamo sempre alle solite; il consigliere ha richiamato la necessità almeno per il futuro, di avere atti dettagliati e non voci generiche, che impediscono una riflessione e un parere consapevole.
Fonte: Toscana Consiglio Regionale
