Poca meraviglia ha suscitato la notizia della svolta pentastellata del Consigliere Dimoulas.
Tale ”simpatia” è risultata evidente fin dall’inizio di questo mandato amministrativo, anche quando il Consigliere Dimoulas faceva parte della maggioranza, almeno nella forma.
Va ricordato che l’IDV era nella coalizione che sosteneva Luciana Cappelli nel 2009 e che il sostegno ad un candidato significa la condivisione di un programma politico, di obiettivi programmatici su cui si impernia tutta l’attività di una Amministrazione.
Nonostante l’appartenenza alla coalizione di maggioranza e nonostante il suo Partito esprimesse un Assessore in giunta (Annalisa Fiore ndr.), nei fatti il Consigliere Dimoulas non è mai riuscito ad aprire un dialogo serio con gli altri componenti la coalizione, anche facendo mancare il proprio appoggio nelle scelte fondamentali e, ripeto, precedentemente condivise, dell’Amministrazione.
Le considerazioni che fa sul Partito Democratico e conseguentemente sui suoi Colleghi Consiglieri sono assolutamente respinte al mittente ed anzi manifestano una evidente inconcludenza politica, basata solamente sul populismo e su luoghi comuni circa non meglio precisate lobbies, con accuse campate in aria, tanto per cercare di raccogliere un po’ di consenso.
Quando l’unico modo di fare politica è quello di sostenere che si è depositari della verità assoluta, accusando gli appartenenti al Partito Democratico di pochezza morale, si dimostra la mancanza di un reale progetto politico, si esprime un modo di fare politica basato esclusivamente sulla critica aprioristica dell’operato degli altri, senza avere un programma ed una visione della città di domani.
Questo è un modo di fare politica che i Consiglieri del Gruppo del Partito Democratico, e con loro tutto il Partito, rigettano in maniera assoluta.
Il fatto, poi, che il Consigliere Dimoulas cambi la propria appartenenza politica, lasciando l’IDV ed avvicinandosi al M5S, fa sospettare che la sua sia una scelta legata alla voglia di rimanere politicamente visibile, dopo l’implosione dell’IDV.
In questo periodo va molto di moda presentarsi alle elezioni amministrative senza simboli di partito.
Come Consiglieri del Partito Democratico, e con noi il Partito tutto, siamo invece orgogliosi di presentarci alla prossima tornata elettorale con il simbolo del PD, certi che gli elettori sapranno riconoscersi in una proposta politica chiara e coerente e nella figura di un candidato Sindaco, Brenda Barnini, legittimata, unica fra tutti, dal voto di oltre 3600 empolesi.
Roberto Bagnoli, Capogruppo Partito Democratico Empoli
