Conclusa la fase di approfondimento dei contenuti e delle linee guida del nuovo Piano ambientale ed energetico della Toscana (Paer). Nelle commissioni Territorio e Sviluppo economico, presiedute rispettivamente da Gianfranco Venturi (Pd) e Rosanna Pugnalini (Pd), riunite in seduta congiunta, dopo il capitolo dedicato alle azioni di contrasto dei cambiamenti climatici (discusso nella seduta del 27 febbraio scorso), è stato approfondito quello relativo alle azioni di adattamento. Il prossimo passo è fissato per il 15 aprile con le consultazioni, quindi si entrerà nel vivo della discussione con l’eventuale presentazione di emendamenti prima del passaggio in Consiglio.
Secondo quanto approfondito nella seduta di oggi, giovedì 20 marzo, la strategia di lungo periodo che la Regione intende portare avanti è articolata su quattro programmi: risorsa idrica, difesa del suolo e della costa, tutela della biodiversità cui si aggiunge anche quello pluriennale per la messa in sicurezza sismica del patrimonio edilizio pubblico e privato nelle aree di maggior rischio per una stima di risorse necessarie di qui al 2030 pari a 390 milioni. Per quanto attiene al programma straordinario sull’acqua, il fabbisogno stimato ammonta a 875 milioni e comprende azioni per ridurre la scarsità di approvvigionamento attraverso interventi per la “diversificazione delle fonti e l’ottimizzazione dell’utilizzo della risorsa idrica”.
Il capitolo relativo alla difesa del suolo prevede un fabbisogno di 1,5 miliardi e punta alla riduzione del rischio idraulico e idrogeologico.
Gli interventi per la difesa della costa per il “riequilibrio del litorale e la riduzione dell’erosione”, sono invece stimati in 190 milioni. Gli obiettivi a tutela della biodiversità, se non hanno un fabbisogno calcolato, sono condensati in azioni volte al “completamento, ampliamento e razionalizzazione del sistema delle aree naturali protette”, al “miglioramento della gestione e della fruibilità”, al “monitoraggio di progetti sulla conservazione di specie e habitat protetti”, alla “promozione e valorizzazione di filiere economiche regionali e locali”.
Per il presidente della commissione Ambiente è “necessario precisare le priorità da affrontare non trascurando tempistica e modalità di intervento”. “Fare il punto sullo stato dell’arte anche dei progetti già redatti – ha rilevato – potrebbe agevolare il reperimento di risorse e cofinanziamenti utili alla realizzazione di opere strategiche per la Toscana”.
Sommando i diversi capitoli dedicati alle azioni di adattamento ai cambiamenti climatici, quello che è apparso evidente in commissione è il nodo risorse. Il fabbisogno stimato è ingente e per Marta Gazzarri (capogruppo Idv-Alde) è “fondamentale avere previsioni più precise almeno per gli interventi da realizzare nei prossimi cinque anni”.
Secondo Giuseppe Del Carlo (capogruppo Udc) le azioni individuate nel Piano costituiscono una “sintesi delle necessità, pur note, in Toscana”. Sono però due, a detta del consigliere, le “priorità assolute: la sicurezza idraulica e idrogeologica, il rischio sismico”.
Gli obiettivi strategici delineati nel Paer sono “condivisibili” anche per il vicepresidente della commissione Sviluppo economico Nicola Nascosti (Forza Italia), rimangono però da “verificare le fonti di finanziamento” e, riferendosi al programma di interventi sulla risorsa idrica, “rimane da capire la quota parte finanziabile attraverso la tariffa”. Sul tema acqua è intervenuta anche Marina Staccioli (Fratelli d’Italia) rilevando la necessità che la Regione “acceleri sui gestori. Una recente ricerca Irpet – ha ricordato – attesta una perdita lorda di circa il 40 per cento”.
Dal vicepresidente della commissione Ambiente Andrea Agresti (Nuovo Centrodestra) l’appunto “siamo bravi a gestire l’emergenza ma sull’ordinario occorre fare di più”. Richiamando i 50 milioni che la Regione ha deciso di stanziare ogni anno a difesa del suolo, Agresti ritiene “necessario sapere come e per cosa vengono spesi”. Sul tema, infatti, per il vicepresidente “manca una lista delle priorità. Non fermiamoci alla sola enunciazione di emergenze a tutti note”.
Monica Sgherri (capogruppo Fds/Verdi) ha invece toccato il tema della messa in sicurezza dal rischio sismico degli edifici pubblici (scuole, ospedali, municipi). Secondo quanto contenuto nel Piano la situazione attuale vede circa 2700 immobili segnalati come strategici e rilevanti. Di questi, 1100 sono oggetto di azioni di prevenzione sismica, 1400 sono in attesa di essere esaminati. Su questi ultimi Sgherri ha chiesto se ci siano “urgenze sfuggite”, domanda era riferita anche alla vicenda dell’ospedale di Borgo San Lorenzo la cui ipotesi di demolizione per rischio sismico sembra rientrata. “L’uso che si fa della dichiarazione di rischio – ha detto Sgherri – non può essere strumentale alla ricostruzione altrove”.
Stefania Fuscagni (Fi), portavoce dell’opposizione, ha invece rilevato la “necessità di adeguare” il corposo Piano alla lettura dei cittadini. “Il Paer, al pari di documenti come paesaggio e rifiuti, devono essere accessibili”.
Fonte: Toscana Consiglio Regionale
