La previsione di sospendere per due anni le sanzioni a carico degli operatori del commercio su aree pubbliche (gli ambulanti) i cui Durc (Dichiarazione unica sulla regolarità contributiva) non risultino in regola, è al centro delle consultazioni della commissione Sviluppo economico del Consiglio regionale presieduta da Rosanna Pugnalini (Pd). Nella seduta di oggi, mercoledì 19 marzo, sono state ascoltate categorie economiche e rappresentanze sindacali, nello specifico Confesercenti, Confcommercio e Cisl. Tutti hanno colto con favore lo “spirito della moratoria”, teso ad affrontare, “in tempi rapidi, un tema delicato” ha rilevato la presidente Pugnalini. Semmai le perplessità sono state rivolte al dilazionamento dei termini previsti per l’erogazione delle sanzioni qualora gli operatori risultino non in regola sotto il profilo contributivo.
In buona sostanza la proposta di legge prevede un periodo di due anni all’interno del quale, pur continuando i normali controlli da parte dell’Inps, la regolarità contributiva, sotto il profilo amministrativo, viene sospesa e quindi rimandate le sanzioni e le eventuali sospensioni di esercizio dell’attività. Secondo Confesercenti e Confcommercio, “due anni sono troppi e si rischia di favorire e alimentare una concorrenza sleale”. Per le associazioni che rappresentano piccole e medie imprese il termine “ideale dovrebbe scendere a nove mesi”. “Siamo consapevoli - hanno evidenziato - del momento di particolare difficoltà che stiamo vivendo e pur nella consapevolezza di dover dare un segnale importante alle imprese, crediamo sia pericolosa una dilazione così ampia che potrebbe incidere pesantemente sulle aziende che, con grandi sacrifici, sono in regola”.
Più elastico il termine giudicato “corretto con lo spirito della legge” avanzato da Cisl: “Crediamo che dodici mesi siano una boccata di ossigeno importante per imprese in difficoltà”. Dai rappresentanti sindacali, anche un appunto sul Durc: “Il concetto che sta alla base della dichiarazione – hanno detto – dovrebbe essere rivisto. Meglio sarebbe un requisito a titolo personale che aziendale per salvaguardare la contribuzione della singola persona ma anche di imprese che, nel caso del commercio su suolo, sono spesso individuali”.
La proposta di legge all’esame della commissione vede come primo firmatario Ardelio Pellegrinotti (Pd) cui seguono le firme dei consiglieri del Pd Ivan Ferrucci, Marco Remaschi, Lucia De Robertis e Gianfranco Venturi e dei consiglieri Pieraldo Ciucchi (gruppo Misto), Marta Gazzarri (Idv-Alde), Monica Sgherri (FdS-Verdi), Nicola Nascosti (Pdl), Marina Staccioli (FdI) Giuseppe Del Carlo (Udc) e Marco Taradash (Ncd).
Fonte: Toscana Consiglio Regionale
