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Il MoVimento 5 Stelle sul tema della partecipazione: "Invece di spendere 40mila euro per i processi, perché non fare dei referendum"

foto d'archivio

"Più la conosciamo e più l’amministrazione di Montelupo non cessa di stupirci. La partecipazione è un caso clamoroso. Il Comune ha speso nel 2012 circa 40.000 € per un processo  partecipativo dall’alto ma ha reso impossibile quello a costo zero dal basso. Nessuno si è mai chiesto perché a Montelupo non si mai svolto un referendum o discussa una petizione? Perché è semplicemente impossibile! Dopo avere enunciato roboanti principi nel proprio Statuto ci si è (per caso?) dimenticati di attuarli con un regolamento. Per cui chiunque volesse far sentire la sua voce resterebbe muto di fronte alla semplice risposta dell’impiegato di turno: "manca il regolamento, scusate ma ce ne siamo dimenticati".

Se questo è il concetto di partecipazione alla  cosa pubblica dei nostri amministratori, allora c’è molto da fare. Il Sindaco, nella famosa commissione pubblica (quello si che fu un esempio di partecipazione ed infatti fu vissuta con fastidio), disse che sulla questione Ecobit-Colorobbia il referendum non era possibile perché non era materia comunale.

Ma anche se lo fosse stata, aggiungiamo noi, il referendum sarebbe stato ugualmente impossibile per mancanza del regolamento. La partecipazione democratica è la via maestra per  riavvicinare i cittadini alle loro istituzioni. Spesso abbiamo sentito i nostri amministratori riempirsi la bocca con parole sacre quali "partecipazione" e "democrazia dal basso"; adesso, in  campagna elettorale sarebbe meglio spiegare perché non si sia già fatto il regolamento che permetta ai cittadini di dire la loro sui temi fondamentali che coinvolgono la città, invece di promettere che lo si farà".

MoVimento 5 Stelle Montelupo Fiorentino

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