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L'ex segretario comunale Paolo Salvi sulla candidatura di Damasco Morelli: "Spesso mi sono domandato cosa ci facesse con 'quelli di via Fabiani'"

Paolo Salvi

Paolo Salvi

Paolo Salvi, revisore contabile, ex segretario del Comune di Empoli, interviene nel dibattito a sinistra sulla candidatura di Damasco Morelli a sindaco in una lista 'trasversale'.

Di seguito il testo.

"Anch’io, come Fluvi, ho conosciuto e conosco da tempo Damasco Morelli. Precisamente dal 1994: lui era Presidente del Consorzio Publiser, io Segretario del Comune di Empoli.

Insieme, lui politicamente, io tecnicamente e si intende con l’aiuto di altre persone, concepimmo e realizzammo, così come imponeva la legge n. 142 del 1990, primi in Italia (anche rispetto ad Hera) il consorzio Publiservizi S.p.A., senza consulenze ed aggravi di spesa, interamente posseduto dagli Enti locali.

Di poi, anticipando i contenuti della sentenza Teckal della Corte di Giustizia Europea, acquisimmo la partecipazione di altri Comuni della Val di Nievole, del Pisano e del Senese, riscattando dal Gas Int di Siena la gestione del gas dei quattro Comunu della Val d’Elsa fiorentina (Certaldo, Castelfiorentino, Gambassi Terme, Montaione). Cosicché da un’azienda speciale di pochi Comuni fu creato un soggetto commerciale cui Nomisma (Prodi), se confermato nella gestione del core-business dei rifiuti, del gas e dell’acqua, attribuiva un valore di 350 miliardi di lire di vecchio conio.

Non solo, concepimmo e realizzammo l’istituzione del corso di laurea in chimica (ricordo ancora gli incontri settimanali presso l’Unione Industriali di Firenze con il Preside della Facoltà di Scienze matematiche, per tutta la stagione estiva). Non tanto perché volevamo avere un fiore all’occhiello, bensì concretizzare in loco un presidio a servizio (consulenze, ricerche, etc.) possibile per l’industria chimica del Circondario e del Comprensorio del Cuoio.

Fantasticavamo, infine, passeggiando per Empoli, su come realizzare un organismo senza evocare l’istituzione della Provincia, che garantisse l’autogoverno dei Comuni dell’Empolese e della Valdelsa     rispetto all’area metropolitana, che si pensava di imminente costituzione.

Quest’istituzione (dai a Cesare quello che è di Cesare) fu realizzata da Vittorio Bugli.

Sognavamo insomma di ripristinare nell’Empolese quella che negli anni ’60 era stata una sorta di Silicon Valley che garantisse lavoro ed occupazione, al punto che spesso fra me e me mi domandavo: ma Damasco che ci fa con “quelli” di via Fabiani?

Le risposte – piaccia o non piaccia – sono sotto gli occhi di tutti. A Damasco quale candidato a Sindaco di Empoli nelle elezioni del 1995 fu contrapposto Bugli, come candidato di mediazione e lui brillante ingegnere idraulico, dovette emigrare a Publiacqua: altro che mucca Carolina, caro Gaccione o comune partecipazione nella sinistra, caro Fluvi".

Paolo Salvi

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