gonews.it

Affidamento familiare, se ne parla in un incontro in via Barzino 'A te mi affido'

“A te mi affido” è il titolo dell’incontro sul tema dell’affidamento familiare in programma venerdì prossimo 21 marzo, alle ore 21.00, nel “saloncino” del Centro Accoglienza di Empoli in via Barzino n. 1.

“E’ un’iniziativa a cui teniamo molto – ha commentato Roberto Beconcini, responsabile della zona Medicea AGESCI – e l’abbiamo promossa in collaborazione con l’Asl 11, la Società della Salute di Empoli, l’Unione dei comuni del Circondario Empolese Valdelsa e il Centro Affidi, perché convinti che l’affidamento familiare implica una reale sussidarietà in cui i servizi pubblici e del privato sociale, compreso l’associazionismo, si integrano reciprocamente nel rispetto delle specifiche competenze”.

All'incontro interverranno Elisa Salvestrini e Roberto Beconcini, responsabili della zona Medicea AGESCI, Rossella Boldrini, direttore dell’unità operativa complessa Servizi Sociali dell’Asl 11, Chiara Mannucci, responsabile Area Minori Famiglia, Federico Torrigiani, assistente sociale del Centro Affidi.

Nell'occasione si parlerà di storie di bambini affidati, di famiglie affidatarie, dell’organizzazione territoriale dei servizi dedicati al tema e delle esperienze di coppie alle prese con l’affido.

Alcune informazioni...

L’affidatario è una persona che accoglie un bambino nella sua vita e nella sua famiglia con “l’affidamento familiare”, ossia un’azione di aiuto e sostegno che consiste nell’accogliere per un po’ di tempo un bambino presso una famiglia, una coppia, un single.

Questo è necessario quando la famiglia di origine del bambino sta attraversando un momento di difficoltà e non riesce a prendersi cura temporaneamente dei suoi figli.

L’obiettivo dell’affidamento familiare è il rientro del bambino nella propria famiglia di origine.

L’affidamento familiare è, quindi, caratterizzato dalla temporaneità e dal mantenimento dei rapporti del bambino con la sua famiglia di origine.

L’affidamento familiare è temporaneo e dura il tempo necessario affinché la famiglia risolva le difficoltà che non le hanno permesso di prendersi cura del proprio figlio.

Può essere progettato per periodi brevi, medi o lunghi e può essere: part-time (quando è limitato ad alcuni giorni e ad alcune ore della settimana); residenziale (quando il minore va a vivere per un periodo di tempo presso la famiglia affidataria, pur mantenendo rapporti e incontri con la propria famiglia naturale).

Per fare una esperienza di affidamento non servono persone eccezionali, ma persone disponibili e consapevoli della propria scelta.

Il mantenimento dei rapporti con la famiglia di origine e il rapporto affettivo che si crea con gli affidatari sono le due condizioni che permetteranno al bambino, una volta risolte le varie problematiche, di rientrare nella sua famiglia.

Nella maggior parte dei casi si crea un intenso rapporto affettivo tra il bambino e la famiglia affidataria che rimane nel tempo come un patrimonio di esperienza per entrambi, anche dopo la conclusione dell’affidamento.

Nonni, famiglie, coppie sposate e conviventi, single: tutti possono accogliere un bambino in difficoltà. Non sono fissati limiti di età degli affidatari rispetto al minore in affido.

Gli aspiranti affidatari possono rivolgersi al Centro Affidi dove saranno accolti da operatori esperti con cui potranno fare un percorso di conoscenza e formazione e che li sosterranno in tutto il percorso di affido, rivolgendosi all’Area Minori Famiglia, presso il distretto socio sanitario di via Rozzalupi n. 57, a Empoli oppure telefonando al numero 0571 702793, centroaffidi@usl11.toscana.it

Fonte: Azienda Sanitaria ASL 11 Empoli

Exit mobile version