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Concorsi per presidi, interpellanze del deputato Fanucci del PD: "Intervenga il Governo"

Edoardo Fanucci

“Si tratta di una situazione inaccettabile, al quale il Parlamento ha il dovere di porre al più presto rimedio”, Edoardo Fanucci, deputato PD, si esprime così in merito al pasticcio del concorso toscano per Dirigenti scolastici del 2011, il cui esito è stato contestato da oltre 200 candidati che hanno presentato ricorso per presunte irregolarità. Nei giorni scorsi, la sentenza del Consiglio di Stato ha dato ragione ai presidi esclusi e ha imposto una nuova correzione.

“La conseguenza immediata - spiega Fanucci - è che i presidi nominati sulla base del concorso rischiano di dover lasciare il posto di lavoro e ogni atto che hanno firmato potrebbe essere considerato illegittimo. Se al Ministero sono stati commessi errori, questi non possono ricadere sulle spalle dei vincitori del concorso. È una questione che riguarda ben 12 Dirigenti scolastici in provincia di Pistoia e 106 in tutta la Toscana, costretti a ripetere l’esame con l’incognita di non essere riconfermati nell’incarico assunto da due anni. Su questa materia, in accordo con molti altri deputati PD, ho firmato e predisposto un'interrogazione parlamentare urgente, al fine di contribuire a sbloccare la situazione e chiedere al governo come intenda agire per risolvere il problema. I presidi nominati non hanno alcuna colpa: sono persone competenti, preparate e molto motivate, che certamente non meritano un trattamento di questo tipo da parte della Pubblica Amministrazione, di cui sono vittime”.

Una soluzione che consenta di risolvere in parte il problema, annuncia Fanucci, potrebbe arrivare dal Decreto scatti, in questi giorni in discussione alla Camera, e da un emendamento promosso dal Partito Democratico. "La norma sarà presentata in aula lunedì 17 marzo, con l’obiettivo di sanare l'annullamento del concorso ordinario. È una sorta di meccanismo di auto-tutela della Pubblica Amministrazione, pensato per garantire i presidi e al contempo non lasciare numerosi Istituti della Toscana senza una guida. L’emendamento stabilisce che il personale in servizio continuerà a esercitare le funzioni in via transitoria, fino a che non si sarà svolto il nuovo concorso. Su questo punto abbiamo l’impegno formale anche del Ministro dei Rapporti col parlamento, Maria Elena Boschi: mi auguro davvero che sia possibile giungere ad una rapida soluzione del problema, in modo da salvaguardare la posizione dei presidi e delle Scuole coinvolte in una vicenda paradossale”, conclude Fanucci.

L'INTERROGAZIONE DI FANUCCI

Interpellanza urgente al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca I sottoscritti chiedono di sapere– premesso che:
con la sentenza n. 990 depositata il 3 Marzo 2014, il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso promosso dal Ministero dell'Istruzione Università e Ricerca confermando, in parte, la sentenza del TAR Toscana sul concorso per titoli ed esami relativo al reclutamento di Dirigenti Scolastici per la scuola primaria, secondaria di primo e di secondo grado e per gli istituti  ducativi, indetto con bando a seguito del decreto del MIUR del 13 luglio 2011;
l'Amministrazione ha certificato la legittimità e la correttezza delle procedure e ha definito conseguentemente una graduatoria di merito per 137 Dirigenti Scolastici dalla quale si è proceduto all'assunzione di 106 Dirigenti con decorrenza 1° settembre 2012 e di 6 Dirigenti con decorrenza 1° settembre 2013;
il 19 aprile 2013, a seguito di ricorso promosso da candidati che, pur avendo superato la prova preselettiva, non hanno ottenuto punteggio idoneo per il passaggio alla successiva fase concorsuale delle prove orali, il TAR per la Toscana ha accolto il ricorso;
la sentenza del Tribunale Amministrativo ha evidenziato un profilo di illegittimità in particolare nella composizione della commissione giudicatrice e nella sua modifica avvenuta a seguito di dimissioni del Presidente, illegittimità che ha condotto all’annullamento di tutte le operazioni concorsuali a partire dalla correzione delle prove scritte, facendo salva la sola prova preselettiva, e conseguente annullamento della graduatoria finale e degli atti di nomina dei vincitori;
l’Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana ha inoltrato appello al Consiglio di Stato richiedendo e ottenendo sospensiva della sentenza pronunciata dal TAR della Toscana;
con la sentenza del Consiglio di Stato del 3 marzo 2014 si è riconosciuto un vizio nella procedura di sostituzione del Presidente della commissione giudicatrice e si è
disposta la validità delle operazioni d'esame compiute dalla commissione originaria (compresa la correzione di una prima tranche di prove scritte), la ripetizione della
correzione delle restanti prove scritte nel rispetto dell'anonimato delle medesime, e la ripetizione delle prove orali di tutti gli idonei, con conseguente formazione di nuova graduatoria di merito;
i fatti sinteticamente esposti in premessa restituiscono una situazione di ulteriore e profonda incertezza per il sistema scolastico della Toscana che dovrà gestire nuove emergenze quali quelle connesse ai servizi esternalizzati di pulizie, in una situazione di instabilità della dirigenza che riguarda circa un quarto delle scuole toscane e che pone comprensibili apprensioni in molti docenti, alunni e famiglie; pur nella consapevolezza della necessità di riconoscere i diritti dei ricorrenti, occorre sottolineare la situazione di 112 incolpevoli Dirigenti che, come  riconosce lo stesso Consiglio di Stato, hanno svolto in correttezza e serietà tutto l'iter concorsuale valutato secondo rigorosi e corretti criteri, e che oggi vedono compromessa la loro posizione professionale per un mero vizio di forma dovuto ad errore dell'Amministrazione;
per effetto della sentenza del Consiglio di Stato sono evidenti non solo le possibili conseguenze sulla validità degli atti posti in essere dai Dirigenti chiamati a ripetere le prove concorsuali, ma anche le ricadute sul piano professionale e personale. Si parla di 112 donne ed uomini che hanno rinunciato alla precedente posizione lavorativa di docenti e che difficilmente  potranno occupare le precedenti cattedre destinate, nel tempo, a trasferimenti o immissioni in ruolo. Si tratta di persone che, in molti casi, si sono accollati gli oneri di trasferimenti che hanno pesato sulla loro sfera personale e familiare.
Se è a conoscenza e quali iniziative intenda assumere per garantire la regolarità degli atti posti in essere e la continuità di dirigenza di circa un quarto delle scuole Toscane oggi dirette da Dirigenti che, oltre ad aver svolto, una rigorosa e selettiva procedura concorsuale, hanno dimostrato sul campo, per quasi due anni, il possesso di elevata professionalità gestionale ed di  leadership educativa e, nel contempo, riconoscere il rispetto dei diritti dei ricorrenti evitando, secondo un consolidato orientamento giurisprudenziale, di far ricadere su lavoratori reclutati ed immessi in servizio le conseguenze negative di accertate irregolarità della Pubblica Amministrazione, con ciò evitando di esporre la stessa Amministrazione al rischio di
ulteriore contenzioso.

ROCCHI, FANUCCI

Fonte: Ufficio Stampa

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