A maggioranza l’assemblea regionale ha approvato la nomina di Luca Bagnoli, professore di economia aziendale dell’Università di Firenze, come nuovo rappresentante della Regione nel consiglio di amministrazione di Firenze Fiera, la società di gestione degli spazi espositivi della Fortezza da Basso di Firenze. Hanno espresso voto contrario il gruppo Fratelli d’Italia e il consigliere Gabriele Chiurli (gruppo Misto), Ncd, Udc, Più Toscana-Ncd. L’aula ha anche approvato all’unanimità l’ordine del giorno presentato da Forza Italia – Nicola Nascosti e Giovanni Santini – che lo stesso Nascosti ha illustrato in apertura del lungo dibattito su Firenze Fiera che ha impegnato l’assemblea toscana. Con l’ordine del giorno il Consiglio impegna Giunta e presidente della Regione a richiedere “entro 60 giorni dall’insediamento del nuovo Cda di Firenze Fiera, in qualità, come Regione, di socio di maggioranza, la presentazione delle competenti commissioni del Consiglio di un nuovo piano industriale”.
L’atto contiene in narrativa una ricostruzione degli eventi che hanno riguardato la società che gestisce gli spazi espositivi della Fortezza da Basso: assetto societario (la Regione è socio di maggioranza); passività di bilancio; impegni finanziari per sanare e rilanciare il polo fieristico sulla base di un piano concordato tra Regione Toscana, Provincia e Comune di Firenze, cui però ha fatto ricoscontro solo l’impegno della Regione, con lo stanziamento di 5,73 milioni. (segue – Cam)
Fiera: il dibattito
Gli interventi di Taradash (Ncd), Marcheschi (FdI), Pugnalini (Pd), Del Carlo (Udc), Donzelli (FdI), Lazzeri (Più Toscana-Ncd), Chiurli (gruppo Misto), Staccioli (FdI). La replica dell’assessore Nocentini
Voto contrario annunciato dal consigliere Marco Taradash (Ncd) e motivato con il deficit di conoscenza sia sul candidato alla nomina nel cda di Firenze Fiera - “Non si conosce neanche il curriculum prima del voto in Commissione” sia sulle prospettive della società: “Potrebbe fare molto, ma è tenuta in condizioni di sottoinvestimento”. La Giunta, “dopo polemiche e scontri, avrebbe dovuto mettere in condizione il Consiglio di dare un voto motivato sul futuro presidente di Firenze Fiera”.
Da Paolo Marcheschi, FdI, presidente della commissione Controllo, la ricostruzione degli ultimi passaggi in commissione, con la richiesta per avere un’informativa dalla Giunta al Consiglio precedente la nomina: “l’assessore Bugli – ha detto Marcheschi– si era imepgnato personalmente a farci avere una comunicazione”. La richiesta comunque non è stata accolta in sede di programmazione dei lavori del Consiglio. Marcheschi ha ripercorso alcune della tappe più importanti della vicenda di Firenze Fiera negli ultimi anni: “Abbiamo comprato la Fortezza, spendendo 38 milioni e mezzo, per far funzionare questa società; e invece è diventato un campo di battaglia tra Comune e Regione”. “Siamo il socio di maggioranza e tale rimaniamo, perché Comune e Provincia non partecipano a nessun aumento di capitale; nominiamo come membro del cda un professore universitario che farà il presidente di Firenze Fiera senza un mandato”, quindi “non si sa che cosa andrà a fare in quella società”. Si tratta di “una nomina buona per tutte le parti” per una società che ha avuto “gravissime inadempienze”. “A noi, ancora socio di maggioranza, l’onere di tirar fuori oltre 100 milioni di euro”.
Rosanna Pugnalini, Pd, presidente della commissione Sviluppo economico, ha ricordato i passaggi nella sua commissione e la disponibilità dell’assessore Sara Nocentini a venire in Consiglio subito dopo l’assemblea dei soci, che sarà il 12 marzo. “Oggi – ha detto – dobbiamo procedere con l’approvazione della nomina per svolgere il nostro compito e far partire il cda; non possiamo permetterci vuoti in un momento così delicato”. Da Pugnalini anche l’accoglimento dell’ordine del giorno presentato da Fi (Nascosti e Santini), comunque orientato alla centralità di Firenze Fiera a ridosso di importanti eventi di carattere nazionale legati alla moda e a Pitti.
Si era astenuto in commissione ma ha annunciato voto contrario sulla nomina il consigliere Udc, Giuseppe Del Carlo: “La possiamo definire una “nomina al buio” – ha dichiarato – perché ad oggi non sappiamo quali sono le prospettive e le intenzioni per il rilancio di Firenze Fiera. Attendiamo su questo la comunicazione della giunta, anche se sarà in ogni caso tardiva”.
Perplesso sulle modalità di nomina anche il consigliere Giovanni Donzelli, capogruppo di Fratelli d’Italia, che ha espresso “rammarico” per la decisione della conferenza di programmazione dei lavori del Consiglio di non far tenere l’informativa della Giunta. “Non è pensabile - ha detto - nominare il presidente di una delle società più importanti per lo sviluppo della regione senza sapere gli indirizzi di consiglio o giunta regionale”. Per Donzelli questa “è la riprova di come la giunta sia incapace di governare questo territorio”, di “dare un minimo di indirizzo generale anche per lo sviluppo della Toscana” .
Dubbi sulla parità di genere nelle nomine sono stati sollevati dal consigliere Gian Luca Lazzeri (Più Toscana/NCD): “Il consiglio – ha detto – è obbligato secondo la legge a valutare le nomine tra due candidati di entrambi i generi. L’impressione è che troppo spesso il nome femminile sia proposto solo pro forma”, e che il candidato uomo sia invece “quello vero”. Il consigliere ha fatto riferimento anche all’indicazione di dipendenti dei gruppi: “Non so fino a che punto siano legittime queste indicazioni, qui si tratta di soggetti che svolgono funzioni di controllo”. Quanto al candidato nel cda per la Regione, bagnoli, Lazzeri ha ricordato che non ha ancora lasciato l’attuale incarico, incompatibile con il ruolo. Può farlo dopo, “ma non è bello”.
Contrario anche il consigliere del Gruppo Misto Gabriele Chiurli: “Voglio solo ricordare – ha detto – che lo scorso presidente di FirenzeFiera è stato obbligato alle dimissioni dal Comune di Firenze, rimane quindi da capire a chi spettano le reali decisioni sulla società”.
La questione della parità di genere è stata ripresa anche dalla consigliera Marina Staccioli (Fratelli d’Italia): “In molti casi – ha detto - mi sono chiesta quale fosse il reale ruolo della commissione pari opportunità dal momento che spesso ci sono stati casi di sostituzioni di donne con uomini o nomine che non tenevano conto dei diritti di genere”. “Proprio ora – ha concluso la consigliera - il Pd sta portando avanti in parlamento la battaglia sulle quote rosa, mi chiedo perché nei comuni e negli enti in cui loro governano, queste non vengano applicate”. La consigliera infine ha richiesto alla giunta di tenere conto nel prossimo piano industriale “della questione delle tensostrutture, delle multe del Comune di Firenze e del contenzioso aperto con Equitalia”.
Ha difeso la nomina di Bagnoli l’assessore Sara Nocentini: “Non mi risulta – ha detto – che il Consiglio non sia stato informato a dovere della questione, visto che a cinque giorni dal mio insediamento ho svolto un’audizione in commissione”. Scegliere ora il presidente è secondo l’assessore una decisione strategica: “Il Cda di FirenzeFiera è dimissionario, quindi questa nomina è doverosa, inoltre in una situazione di rilancio così difficile è necessario non perdere tempo e iniziare a lavorare da subito”. Bagnoli, ha detto l’assessore, verrà informato quanto prima degli indirizzi che dovrà seguire dal Consiglio e dalla Giunta, che collaboreranno per fornire al presidente e al nuovo Cda le direttive – “indirizzi chiari” - per gestire al meglio la società. In ballo, ha ricordato l’assessore, le stretegie per l’attività di Firenze Fiera e per la presenza in fiere e Poli fieristici: “Mettiamoci a lavorare”, ha concluso.
Fonte: Toscana Consiglio Regionale
