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Rossi sull'aborto: "Si alla pillola Ru486 anche negli ambulatori". L'Udc: "Siamo contrari. Servono politiche a favore della vita"

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Enrico Rossi

"Non saprei dire se ci sarà un'iniziativa della Giunta. C'è un parere del Consiglio sanitario e forse non sarà necessario"

"In Toscana, la pillola Ru486 anche negli ambulatori. Il consiglio sanitario regionale, organo autonomo e composto da tecnici, ha precisato che la pillola abortiva può essere erogata anche negli ambulatori funzionalmente collegati agli ospedali, così come recita la legge 194. Questo conferma e amplia il parere già espresso dal Consiglio, secondo cui la pillola poteva essere erogata in regime di day hospital. A mio parere una posizione valida e scientificamente fondata, che tiene conto delle esigenze di sicurezza della donna, senza costringerla a un inutile ricovero ospedaliero".

Lo afferma, in un post su Facebook, il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi. "È del tutto evidente - aggiunge - la pretestuosità di chi dice che così aumentano gli aborti. I dati ci dicono che non esiste alcuna correlazione tra l'uso della pillola 486 e il numero degli aborti". Per questo, dice ancora, "il nostro impegno per una sessualità consapevole, che eviti il ricorso al dramma dell'aborto, deve essere intensificato, soprattutto in direzione dei giovani e degli immigrati".

Stamani, a margine di un'iniziativa, i cronisti hanno chiesto se adesso ci sarà un intervento legislativo da parte della Regione e il governatore ha sottolineato di "non sapere se ci sarà un'iniziativa della Giunta. C'è un parere del Consiglio sanitario e forse non sarà necessario. Sarà probabilmente ogni azienda sanitaria a decidere se e come applicare quel parere. Andrà fatta soprattutto una valutazione in loco in merito al collegamento funzionale".

 

Udc:  no a distruzione in consultori toscani

“Senza voler esprimere alcun giudizio nei confronti di chi ricorre a questo gesto estremo, spesso conseguenza di situazioni personali e familiari drammatiche, che avrebbero avuto bisogno in precedenza, di un aiuto concreto, anche psicologico, ribadiamo la nostra contrarietà alla distribuzione della pillola ru 486 nelle strutture ospedaliere e da oggi, a seguito della decisione del Consiglio sanitario regionale, nei consultori familiari.

Avremmo preferito che, anziché facilitare l’uso della pillola abortiva con il rischio che diventi quasi un “metodo contraccettivo”, si fosse presa qualche iniziativa a favore della vita che, secondo noi, va difesa dal suo concepimento fino alla morte naturale”.

Pd, la pillola nei consultori è la piena applicazione della legge

"Il parere favorevole espresso dal Consiglio sanitario sulla somministrazione Ru486 anche nelle strutture non ospedaliere ci pare più che corretto, anche perché tiene conto di una impegnativa campagna portata avanti per anni da tante donne e associazioni femminili, che nel tempo hanno sostenuto il diritto di applicare in pieno la legge 194. Perché di questo si tratta: applicare pienamente la legge". Lo affermano, in una nota, le consigliere regionali Pd Daniela Lastri e Lucia Matergi. "In questo modo - aggiungono - si consente di ricorrere all'interruzione di gravidanza garantendo la salute delle donne e si contrasta con più forza il pericoloso fenomeno degli aborti clandestini, che colpisce ancora troppe donne, in particolare immigrate con scarsa informazione. E' importante che la somministrazione possa avvenire anche nei consultori, in strutture controllate, sicure e quindi messe in grado di svolgere pienamente un ruolo di informazione, di applicazione della legge, ma anche di prevenzione". Per le esponenti Pd "è molto importante, infatti, che queste strutture siano in grado di svolgere anche un'attività di informazione sulla contraccezione, in particolare rivolta alle più giovani e alle donne immigrate. Bisogna quindi puntare a rivitalizzare e potenziare queste strutture".

 

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