«Occorre porsi il problema di come raccordare le funzioni dei diversi Comuni, superando la visione miope del Comune unico! Il Comune è la cellula di base dell’assetto istituzionale del paese, presidio di democrazia». Un pubblico interessato riunitosi nella sala della Casa del Popolo di Sovigliana, la scorsa Domenica ha ascoltato la dettagliata relazione che il professor Rossano Pazzagli, Ex sindaco di Suvereto e Docente di storia moderna all’Università del Molise, ha tenuto sul tema del Comune unico.
L’incontro, organizzato dal Comitato a sostegno della candidatura del Prof. Silvano Guerrini per la carica di sindaco di Vinci alle primarie del Partito Democratico che si terranno domenica 9 Marzo, ha approfondito un tema tornato d’attualità sul territorio. «Dal mio punto di vista – ha aggiunto Pazzagli – parlare di Comune unico, più che sbagliato, è antistorico. L’idea del Comune unico non è nuova. Fu lanciata dal Pci-Pds circa 20 anni fa. Io penso che quella del Comune unico sia un’idea vecchia e velleitaria, peraltro già fallita, rispolverata all’improvviso per non fare niente o per confondere le acque, per affondare definitivamente gli strumenti di coordinamento dei nostri Comuni.
L’idea del Comune unico rischia di aprire un inutile dibattito che potrebbe durare anni, un ennesimo tormentone. Non è di questo che il Comune di Vinci ha bisogno. Servirebbe invece una effettiva politica di area centrata sui municipi, altro che Comune unico!
Importanti studi indicano che la teorizzata economia di scala del Comune unico si esaurisce nella necessità di mantenere presidi locali e servizi dislocati. E’ impensabile che alcuni cittadini debbano percorrere decine di chilometri per accedere a determinati servizi. Il rilancio del locale è la moderna via per combattere la crisi globale e il degrado della politica. Quello che servirebbe è un rafforzamento dei Comuni, non il loro smantellamento; ciò che serve è la salvaguardia di diritti e servizi faticosamente conquistati nel tempo, il mantenimento di una rappresentanza democratica vicina alla gente e ai territori, il rispetto delle identità locali e il rilancio del ruolo dei consigli comunali. E, in tale ottica, promuovere strutture snelle di associazionismo e di coordinamento intercomunale. Territori e cittadini devono continuare a sentirsi vicini a chi li amministra. Il Comune unico sarebbe un ulteriore allontanamento del governo locale, che invece deve essere considerato il livello primario. Avverrebbe quello che è già avvenuto per molti servizi pubblici (si pensi all’acqua), dove una dimensione più ampia e lontana ha prodotto effetti negativi e mercificazione delle risorse.
Fonte: Comitato Guerrini per Vinci