Matteo Renzi, appena insediato a Palazzo Chigi, si è subito affrettato a dichiarare che bisogna “investire nella scuola per uscire dalla crisi”. Parole che potrebbero essere di buon auspicio per i 1200 lavoratori e lavoratrici toscani degli ‘appalti storici’ che assicurano la pulizia delle strutture scolastiche.
Ad oggi, però, il servizio è fortemente colpito dai tagli e ha visto praticamente dimezzarsi nel corso degli anni le risorse investite dallo Stato a livello nazionale. Proprio una recente manovra del Governo, il cosiddetto ‘Decreto del Fare’ ha tagliato 25 milioni nel 2014 e 50 per il 2015.
La riduzione dei finanziamenti si ripercuote direttamente sui lavoratori: o si licenzia o si dimezzano gli stipendi. Nel settore operano 24mila persone in Italia, ben 1200 in Toscana, 500 nella provincia di Firenze e circa 90 nell’Empolese-Valdelsa.
Intanto dal Governo arrivano dei primi segnali positivi: proprio questa mattina è stata concessa una proroga ai finanziamenti per il mese di Marzo. Ma l’operazione sembra essere inserita nella logica del ‘rattoppo’: fino al 31 Marzo ci sono garanzie, poi si vedrà. La Regione da parte sua ha garantito i fondi per la Cig: una possibilità, anche questa, che non risolve la situazione.
E proprio oggi, venerdì 28 febbraio, si è tenuta al circolo Arci di Ponte a Elsa a Empoli un’iniziativa pubblica che ha riunito i rappresentanti sindacali di Fisascat Cisl, Filcams Cgil e Uiltrasporti delle province di Firenze e Prato. L’assemblea, si tratta della terza iniziativa sul territorio, ha voluto denunciare “la grave precarietà in cui versano i lavoratori e delle pesanti ripercussioni che si manifesteranno sui livelli occupazionali nonché sulla salute degli alunni costretti a passare le ore scolastiche in ambienti meno puliti”, ribadendo la volontà di trovare soluzioni durature per i lavoratori.
In sala, oltre ai rappresentanti sindacali e ai lavoratori del settore, erano presenti anche esponenti delle istituzioni locali come Luca Rovai, assessore all’Istruzione del Comune di Montelupo Fiorentino, Claudio Toni, sindaco di Fucecchio con delega alla Scuola nell’Unione dei Comuni e Laura Cantini, ex sindaco di Castelfiorentino e senatrice del PD.
“Si va avanti a deroghe – spiega Massimiliano Fabozzi della Cgil – ma noi abbiamo bisogno di avviare un tavolo con il Governo e con il mondo della Scuola per salvaguardare i lavoratori in modo permanente. Renzi vuole ripartire dalla scuola, ma spero non si dimentichi del personale che fa andare avanti quelle strutture”.
All'orizzonte ci sono altre iniziative sul territorio che riportano in auge il dibattito sulle necessità del superamento della gestione per appalto di questi servizi: da anni, infatti, i sindacati chiedono che sia lo Stato a farsi direttamente carico dei lavoratori e delle mansioni che svolgono.
Tenere puliti i plessi o assicurare il servizio mensa garantisce la corretta fruibilità di quel sistema-scuola che il Governo dice di voler valorizzare. Ma se anche si decidesse di tenere le nostre scuole sporche, la vicenda assume comunque una dimensione sociale, la perdita di posti di lavoro, di cui il Governo dovrà comunque tener conto.
Intanto il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini ha annunciato per martedì un tavolo con il ministro del Lavoro per discutere del tema.
Giovanni Mennillo
