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In Regione si decide il futuro della Shelbox, ma non c'è l'accordo sulla firma della liberatoria

Uno dei momenti del presidio Shelbox in Comune a Castelfiorentino (foto gonews.it)

Continua senza sosta il calvario dei lavoratori della Shelbox di Castelfiorentino. Nessun accordo in Regione per il prolungamento della cassa integrazione con la rinuncia di una contestata firma di una liberatoria.

Adesso le soluzioni e il tempo che stringe sono i fattori che determineranno il rush finale di questa lunga e tortuosa battaglia dei lavoratori.

Si cercherà la strada della mediazione in tribunale, altrimenti la procedura della mobilità sarà molto più che una possibilità.

La curatela fallimentare, guidata da Mario Marchini, non ha fatto un passo indietro: serve la liberatoria, ma i lavoratori non la vogliono. Da questa contrapposizione che è scaturito il braccio di ferro.

La Rsu Shelbox ribadisce: “Ci sono tutti i requisiti per il prolungamento della cassa integrazione”.

La scadenza è fissata al 5 marzo. I requisiti, previsti dalla legge Fornero sono chiari: oltre il 30% dei 147 lavoratori (il numero dei dipendenti che operava all’interno dell’azienda quando chiuse) non fa ricorso alla cassa integrazione.

Infatti 23 sono andati in pensione, alcuni licenziamenti, mentre 40 lavorano a tempo determinato in altre aziende. In questi casi l’erogazione dell’ammortizzatore sociale viene stoppato temporaneamente, in seguito nuovamente concesso una volta cessato il contratto.

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