“L’auspicio è che a Roma si cambi davvero verso e si riesca a percepire che lo sviluppo di un paese passa anche dagli investimenti che si fanno sui territori, perché migliorano le città e perché creano economia.
Ad oggi però vi sono minori risorse, vincoli e limiti generati dal patto di stabilità, quindi occorre innanzitutto compiere due scelte fondamentali: la prima, quella di analizzare e decidere bene le priorità di intervento; la seconda, quella di costruire una nuova forma di sinergia pubblico-privato”.
Questi due binari dovranno puntare al comune obiettivo di innalzare la qualità degli spazi urbani (piazze, vie, parchi, aree verdi, ecc.) con strategie puntuali basate sull'armonia rispetto al contesto cittadino, sull’attrattività affinché la cittadinanza sia incentivata a fruirne e a viverli come luoghi di socialità, sull'estetica come cura del patrimonio e ricerca di uno stile caratteristico.
“Credo che le priorità siano due, il nodo del Ponte sull’Elsa ed il Parco Urbano. Il Ponte è indubbiamente un tema difficile e controverso, ma soprattutto così non funziona e quindi bisogna risolverlo.
Credo innanzitutto che l’intervento progettuale vada visto nella sua totalità con completa certezza del finanziamento. Parlo quindi di non iniziare dal ponte, ma di iniziare dagli accessi e dalla viabilità degli accessi (Piazzola e Area Gozzoli\Roosevelt\Duca d’Aosta), che agevolerebbero il cosa si vuol fare dopo.
Credo che il senso unico sia la soluzione migliore, ma deve essere figlio di un intervento pubblico che si colloca alla fine di un rifacimento totale delle due rive. L’area credo poi debba essere chiusa con lo spostamento del comando della Polizia Municipale nell’ex scalo merci della Stazione ferroviaria, che assegna il significato dell’attenzione per il centro, vale a dire introdurre funzioni pubbliche.
Il Parco Urbano invece, ha avuto molto successo tra la popolazione, è praticato, rappresenta un elemento caratterizzante della nostra città. Ora ha bisogno di crescere, divenire cintura verde che può portare su direttrici esterne che hanno la caratteristica di green ways (belpiano/vecchiarelle e cassa di espansione) e soddisfare ancora più esigenze di attività all'aria aperta, impiantistica leggera, miglioramento area camper”.
Un impegno maggiore dovrà essere messo nelle manutenzioni straordinarie e nel miglioramento della viabilità, nel capoluogo come nelle frazioni, soprattutto sugli accessi al paese dalla circonvallazione, dall'attuale e dalla futura 429, oltre che realizzare interventi puntuali per una maggiore accessibilità e ciclabilità urbana e di collegamento.
“Quando parlo di sinergia con il privato, penso naturalmente ad un mix di project financing e perequazione urbanistica, sapendo chiaramente che sono strumenti che i basano sulle possibilità di mercato oggi un po' spente. Ma il compito di un’amministrazione è quello di rendere incentivante e redditizio l’investimento da una parte spostando volumi e trovare soluzioni per riqualificare parti di città dall’altro (che per il pubblico è il vero obiettivo).
A titolo esemplificativo l’ex Cinema Puccini, che potrebbe essere l’occasione di ampliamento degli spazi culturali in centro (spazi espositivi, laboratori didattici, auditorium), vivacizzazione del CCN e accesso facilitato su via XX Settembre”. Ma di altre situazioni ne esistono in centro e potrebbero riuscire a dare questo tipo di risposta.
“Parlare di spazi della città vuol dire anche parlare di Castello Alto e lo faremo ancora una volta lunedì 24 febbraio dalle 19 in poi in un’abitazione storica e ricca architettonicamente attualmente vuota sita in Via Neri, gentilmente concessa per l’occasione dai proprietari. A Castello Alto si va per confrontarsi e per dire la propria, ascoltare si è già ascoltato. Castello Alto non ha bisogno di essere solo un tema, ha bisogno che vi siano avviate azioni concrete, determinate, successive e risolutive, volte a dargli quella connotazione che merita: essere Centro Storico.”
Fonte: Sandro Bartaloni, candidato primarie PD Castelfiorentino
