Cedimento di un tratto della pista ciclabile sull'Arno, fra Montelupo e Camaioni.
Il crollo di un tratto di argine risale alla piena dei giorni scorsi. Il fiume ha fatto danni lungo quel tratto anche fino a Signa, con tratti di argine letteralmente 'mangiati' dalla furia dell'acqua.
Per quanto riguarda la pista ciclabile il danno riguarda qualcosa di più di 10 metri di percorso. La Provincia di Firenze interverrà per il ripristino.
In questo caso oltre che per la piena l'ipotesi è che la colpa sia da dividere con la copiosa presenza di nutrie.
I roditori hanno scavato le loro tane dentro gli argini dell'Arno. E questo non avviene solo in quel punto.
Sta di fatto che quei buchi nel terreno indeboliscono l'argine.
Sino a cedere all’arrivo della piena dei giorni scorsi.
A metà tra grossi topi e castori, le nutrie, originarie delle Americhe, sono state introdotte in Italia sul finire degli anni Sessanta. La loro pelliccia poteva sostituire a poco prezzo quelle costosissime di visone. Ma ben presto la moda dei giacconi in castorino - così si chiamavano all’epoca - passò. E quegli allevamenti intanto moltiplicati dismisura soprattutto al Nord vennero smantellati. Avvenne nel modo più semplice ed economico: aprendo le gabbie. Gli animali, estremamente prolifici, cercarono il loro habitat naturale nelle vicinanze dei fiumi.
Adesso spadroneggiano in Orme, nell'Arno e nei vari affluenti.
E' chiaro che un monitoraggio è d'obbligo sulle loro tane.
