"Ho una sofferenza fisica a pensare che Nardella sia ora nella mia stanza" al Comune di Firenze, "un dolore fisico e metafisico". Il premier incaricato Matteo Renzi, risponde con una battuta a una domanda su Dario Nardella, vicesindaco di Firenze e candidato a succedere allo stesso Renzi nel capoluogo toscano.
Dario Nardella, nominato lunedì scorso da Matteo Renzi nella carica di vicesindaco, non lavora nella sala di Clemente VII, quella finora occupata da Renzi in Palazzo Vecchio. La 'base operativa' di Nardella, spiegano dall'ufficio stampa del Comune, è, propriamente, l'ufficio del vicesindaco dove fino a pochi giorni fa operava Stefania Saccardi passata alla giunta regionale della Toscana. Uno spazio che Nardella, tra l'altro, conosce bene per aver ricoperto il ruolo di vice di Renzi fino all'aprile scorso, quando è stato eletto alla Camera tra i deputati del Pd.
La sala di Clemente VII è, dal 1871, tradizionalmente la sede dell'ufficio del sindaco di Firenze. Il predecessore di Matteo Renzi, Leonardo Domenici, l'abbandonò durante il suo secondo mandato, nel 2005, acconsentendo che fosse aperta al pubblico e inserita nel percorso museale di Palazzo Vecchio e riservandola alle attività proprie del sindaco solo per incontri istituzionali importanti. Al momento del suo insediamento, nel 2009, Renzi la recuperò però alla sua storica funzione, tornando ad occuparne il prestigioso spazio.
