gonews.it

Nuovi documenti, il PD chiede chiarimenti a Torrigiani sul rimborso delle ore di lavoro saltate come assessore. Missiva di Comune all'azienda già a marzo 2011, oltre un anno prima della lettera anonima

Filippo Torrigiani di fronte alla sede del PD a Empoli (foto gonews.it)

Torrigiani: "Ero a conoscenza delle lettere che per me erano normali scambi fra uffici amministrativi. Sapevo che alla fine sarebbe stato fatto il conto in maniera precisa e non avrei mai preso un centesimo di euro in più"

Il 5 febbraio scorso Filippo Torrigiani ha presentato ufficialmente la sua candidatura alle Primarie del PD con una conferenza stampa durante la quale, oltre alla sua proposta per la città e al programma, ha spiegato alcuni passaggi della vicenda che lo portò alle dimissioni da assessore del Comune di Empoli dopo l’arrivo in municipio di una lettera anonima, era giugno 2012.

ORE e PERMESSI RETRIBUITI

In quella missiva si segnalavano anomalie sui permessi retribuiti per svolgere l’incarico in giunta come dipendente di un’azienda partecipata che eroga un servizio pubblico a stipendio intero con indennità dimezzata da amministratore locale.

LE CARTE in MANO al PD

A distanza di qualche giorno dalla candidatura, però, anche il Partito Democratico di Empoli pare sia stato messo a conoscenza dell’intera vicenda attraverso un’ampia e completa documentazione che finora non era mai stata disponibile al partito. Quegli stessi fogli circolavano a suo tempo già nei giorni immediatamente successivi alle dimissioni di Torrigiani. E’ lo stesso incartamento che altri forze politiche hanno avuto a disposizione da subito e sulla base del quale furono posti appunti all’allora assessore.

Adesso dopo il suo ritorno da protagonista nel panorama politico locale, con la partecipazione alle Primarie del 9 marzo, qualcuno ha deciso di mettere al corrente anche il PD di alcune fasi del caso che inizia come minimo un anno prima dell’arrivo della missiva anonima.

Anche per questo i dirigenti di via Fabiani hanno chiesto spiegazioni al candidato. Un semplice chiarimento, ma un chiarimento.

LETTERE da COMUNE ad AZIENDA

Si tratta delle copie delle lettere inviate dal Comune al datore di lavoro di Torrigiani, missive nelle quali gli uffici municipali per mesi chiedono di fare chiarezza sulle cifre delle fatture per il rimborso delle assenze del dipendente Torrigiani.

Lettere tutte protocollate in municipio inviate per conoscenza anche a Torrigiani che dunque stava seguendo la questione. Una prima lettera risale al 2 marzo 2011: una questione dunque che andava avanti come minimo da mesi. La seconda lettera è del 27 ottobre 2011 e qui il Comune di Empoli spiega, in maniera più circostanziata, informa l’azienda del numero delle giunte comunali a cui aveva partecipato Torrigiani nel 2010, ovvero 50. Si dice che a un plafond di 260 ore complessive presunte (un conto che si desume da un numero possibile di 52 giunte da 5 ore ciascuno) possono essere aggiunte 24 ore mensili per un totale di 288 ore annue (24 ore per 12 mesi).

“A seguito di quanto sopra, il totale delle ore massime liquidabili per l’assessore della assessore ammonta a n. 548”. Quota evidentemente superata.

Nella lettera del marzo si chiedeva di distinguere “il numero delle ore e il relativo costo, usufruite dall’assessore Torrigiani per la partecipazione alle sedute dalla Giunta Comunale e quelle usufruite in relazione al Comma 4 dell’art. 79 del Decreto Legislativo 267/2000”.

Le due lettere sono a firma del dirigente del settore Affari Generali e Istituzionale, dr.ssa Marzia Venturi.

IL PARERE della CONSULTA delle AUTONOMIE LOCALI 

Un problema, quello dei rimborsi dovuti dal Comune al datore di lavoro di un assessore con indennità dimezzata, che non ha preso aspettativa, che era stato all’ordine del giorno della stessa giunta di Empoli in quanto aveva riguardato anche la ex assessore Annalisa Fiore che chiese un parere tramite il sindaco Luciana Cappelli all'organo supremo competente per materia: la Consulta delle Autonomie Locali. Questa ha a sua volta interessato la Corte dei Conti che si è espressa sul caso.

A marzo 2011 c’era stata anche una giunta in cui è stato comunicato a tutti gli assessori l'impossibilità di fruire di permessi fuori limite massimo.

NESSUN DANNO per il COMUNE, NESSUN REATO

La questione è relativa ai tempi. Appurato infatti che non si configura un danno per le casse del Comune, con conseguente rilevanza di reato, perché il Comune non ha mai acconsentito al pagamento dell’importo totale delle fatture inviate dall’azienda da cui dipende Torrigiani. Dunque non c’è reato come anche certificato dalla Procura di Firenze sotto richiesta dell’ex assessore.

POST LETTERA ANONIMA

Diciamo che quello che non torna è il perché non prima, ma solo dopo la missiva anonima ricevuta in Comune a giugno 2012, protocollata a firma assessore Annalisa Fiore il 18/06/2012, la questione si sia sbloccata con una nota di credito dell’azienda a favore del Comune. In questa si riduce notevolmente l’importo del rimborso dovuto dal Comune per le assenze del suo dipendente indicando un numero di ore di assenza di Torrigiani nei termini di legge. E’ del 22 giugno 2012 una nota del sindaco Cappelli all’assessore Fiore, all’epoca assessore al Bilancio, in cui spiega che "In ragione di quanto comunicato all'azienda sono pervenute le note di credito che annullano le fatture suddette unitamente alò nuovo e regolare conteggio. Un controllo è stato anche effettuato sulle spese di missione di ogni assessore dal quale, relativamente all'ammontare e delle stesse, non emerge niente che sia degno di nota".

LE SPIEGAZIONI di FILIPPO TORRIGIANI

Di fronte a questa documentazione Torrigiani ha spiegato in conferenza stampa che “Quanto di più ho ricevuto dall’azienda sto restituendo con un piano di rientro programmato. Nessuno ci ha rimesso niente, né Comune né la mia Azienda”.

“Non è vero che il tutto si è svolto ‘a mia insaputa’ – ha aggiunto oggi – Ero a conoscenza delle lettere che per me erano normali scambi fra uffici amministrativi. Sapevo che alla fine sarebbe stato fatto il conto in maniera precisa e non avrei mai preso un centesimo di euro in più di ciò che mi spettava. Ci mancherebbe. Sinceramente attendevo anche io che fosse fatta chiarezza. Cosa che è stata fatta”.

Giacomo Cioni

Exit mobile version