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Futuro della Shelbox, due domande di attualità in consiglio provinciale

La Shelbox di Castelfiorentino (foto gonews.it)

La Shelbox di Castelfiorentino e le sue prospettive sono al centro di alcune iniziative promosse in consiglio provinciale a Firenze, ad opera di Partito Democratico e Rifondazione Comunista.

Il testo del PD (firmatari Federigo Capecchi, Sandro Bartaloni, Enzo Montagni, Silvia Melani e Maurizio Cei)

"I sottoscritti Consiglieri Provinciali,

appreso che il 14 febbraio scorso si è riunito il tavolo tecnico in Provincia, alla presenza del curatore fallimentare dalla Shelbox e della Rsu, dal quale non sarebbero emerse soluzioni positive per il futuro dell'azienda;

ricordato che il 5 marzo scadrà la cassa integrazione per i 147 lavoratori dell'azienda, dei quali attualmente una quindicina sono "distaccati" con contratti a tempo in altre aziende, e che se entro quel giorno non spunterà un possibile acquirente (o non si troverà una soluzione alternativa) scatterà la mobilità;

ricordato che i dipendenti dell'impresa si trovano da oltre 13 mesi in questa pesante situazione, senza stipendio e con un futuro incerto;

appreso che tutti i soggetti interessati starebbero lavorando per per arrivare a una proroga della cassa integrazione;

appreso inoltre che l'azienda andrà all'asta la prossima settimana;

ribadita la necessità di mantenere l'impegno di tutte le istituzioni nel sostenere con opportuni strumenti di accompagnamento i lavoratori in questa fase di transizione, e nell'operare per una soluzione positiva della vicenda;

nell'esprimere la propria solidarietà ai dipendenti della Shelbox di Castelfiorentino;

CHIEDONO

al Presidente ed all'Assessore competente:

Il testo di Rifondazione Comunista (Andrea Calò e Lorenzo Verdi)

"Apprendiamo che sulla vertenza Shelbox di Castelfiorentino, ex azienda leader nel settore delle case mobili e prefabbricati   dichiarata fallita a marzo da parte del Tribunale di Firenze, si è tenuto il 14 febbraio in Provincia di Firenze il tavolo tecnico,  sulla delicata e drammatica situazione  dello stabilimento alla presenza del curatore fallimentare, della Fiom Cgil e  della Rsu.

Da 13mesi i lavoratori e la RSU sono in presidio permanente. La  cassa integrazione straordinaria durerà fino al 5 marzo 2014 dopo di che se non sarà individuato un nuovo acquirente potrebbe aprirsi lo scenario più temuto: i licenziamenti di massa. Si tratta di una corsa contro il tempo

Ricordiamo che in questi terribili 13 mesi di forte precarietà occupazionale  e salariale ,   sia i lavoratori che  la RSU e la Fiom Cgil ,  hanno lottato strenuamente affinché lo stabilimento ripartisse e con esso un nuovo processo di reindustrializzazione in tutta l’area,   numerosi sono stati gli appelli rivolti anche alle categorie economiche e alle associazioni di impresa affinché si facesse avanti un nuovo acquirente, che a  tutt’oggi ancora non c’è.

Da quello che ci è dato sapere al tavolo  procedurale non sono emerse novità di rilievo né da parte del curatore fallimentare né da parte delle   istituzioni.

In  questo scenario i sindacati  stanno lavorando  strenuamente per arrivare a una proroga della cassa integrazione mentre  l'azienda andrà all'asta “….la prima - che era stata annunciata per gennaio - è slittata e si terrà la prossima settimana….”.

Rifondazione Comunista nel ribadire la solidarietà ai lavoratori della Shelbox e il pieno sostegno politico e istituzionale alla vertenza chiede  a tutte le istituzioni   di fare il possibile affinché la fabbrica sia rilevata e riparta, siano  usati  tutti gli strumenti possibili e necessari alla drammaticità della  fase per la ricerca dell’acquirente,  sostenendo i salari e i redditi dei lavoratori in cassa integrazione. A tal proposito ci aspettiamo coerenza negli impegni assunti pubblicamente dalla lunga pletora di parlamentari e senatori del PD che hanno fatto il viatico nelle numerose assemblee pubbliche.

Nel  prendere atto che a tutt’oggi purtroppo non ci sono novità di rilievo per la riapertura di un nuovo sito industriale che dia lavoro e occupazione ai 147 lavoratori a rischio di licenziamento il gruppo consiliare di Rifondazione Comunista chiede al Presidente della Provincia di Firenze e all’Assessore competente di riferire dettagliatamente sul lavoro fino ad oggi svolto di scouting aziendale volto ad individuare soggetti, italiani o esteri, interessati a rilevare la Shelbox, che risultati hanno dato i rapporti con le categorie economiche e i soggetti di rappresentanza industriale, lo stato degli ammortizzatori sociali, la situazione dei lavoratori in merito agli strumenti di tutela e sostegno ai salari e redditi e i possibili sviluppi.

Altresì chiediamo di sapere quali sono le iniziative che la Provincia di Firenze adotterà per ottenere la proroga degli ammortizzatori sociali e quali iniziative concrete  la Regione Toscana, Provincia di Firenze, Unione dei Comuni del Circondario  Empolese Valdelsa, Comune di Castelfiorentino intendono attivare per realizzare la ripartenza e scongiurare i licenziamenti di massa".

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