Si è conclusa la visita pastorale dell’Arcivescovo di Firenze alla parrocchia di San Michele a Pontorme, retta da don Martin Usan Akpan, coadiuvato da Don Anthony Okon Ebeo e Don Clement Esang Nkereuwer.
Il cardinale ha iniziato la visita entrando in chiesa baciando il Crocifisso ricevuto dal parroco, come prescritto dal Pontificale Romano nell’apposito sussidio precedentemente distribuito e mostrandolo al gruppetto di fedeli convenuti «Di null’altro ci glorieremo se non della croce del Signore nostro Gesù Cristo, il cui amore ci spinge al pensiero che egli è morto per tutti» ha detto Betori, che dopo un breve saluto ha recitato coi fedeli l’Ora Media in un momento di intensa e sincera partecipazione.
La mattinata è proseguita con la visita ai malati nelle loro case, accompagnato dal parroco, dai sacerdoti, da ministranti e laici. In ogni casa ove è entrato, il Vescovo ha trovato calda accoglienza, serena accettazione della malattia e impegno da parte degli infermi a dare alla propria sofferenza un valore redentivo.
Gli incontri con gli ammalati si sono conclusi con un momenti di preghiera, condiviso dai sofferenti e dalle persone che si prendono cura di loro. Betori si è poi recato alla casa di riposo “Chiarugi”, dove è stato accolto da Fabrizio Sestini, direttore della Misericordia e da Mariella Bulleri, direttrice della Rsa che hanno mostrato a Betori le varie parti della struttura <Vi saluto con un semplice buongiorno, come direbbe Papa Francesco> ha esordito il cardinale davanti ai numerosi ospiti, che lo hanno accolto intonato un «Alleluja».
Betori ha rivolto parole di incoraggiamento agli anziani <Nessuno di noi si deve sentire uno scarto, perché anche chi non è in piena salute ha una dignità che lo fa essere il centro del mondo e qua alla Chiarugi si combatte proprio la cultura dello scarto». Dopo una preghiera un ringraziamento anche al personale fatto di volontari e professionisti <Che aiutano a non essere soli nel dolore, perché ricordiamo che c’è sempre qualcosa da dare agli altri, ad esempio anche un sorriso può essere un dono>.
Il cardinale si è poi trattenuto a pranzo rispondendo anche alle domande poste da alcuni ospiti. Nel pomeriggio Betori ha incontrato i sacerdoti e le suore, segno di delicata attenzione verso coloro che sono inviati a prolungare la sollecitudine paterna del vescovo nelle singole comunità parrocchiali.
Il cardinale ha anche avuto modo di fare un breve giro a piedi sul territorio della parrocchia e di visitare la mostra “Pontormo e il suo seguito nelle terre d’Empoli”, allestita nell’oratorio di San Michele Arcangelo e realizzata in collaborazione fra soggetti pubblici e privati, dove è stato accolto dal vicesindaco Carlo Pasquinucci e dalla curatrice della mostra Cristina Gelli. La sera si è svolto l’incontro col Consiglio Pastorale, il cui direttore ha esposto brevemente le relazioni dei vari ambiti (catechesi, carità, liturgia, affari economici).
Tutti hanno tratteggiato la situazione nella quale la parrocchia al momento attuale si trova, senza mistificazioni e facendo emergere le luci e le ombre che accompagnano l’azione pastorale.
Il Cardinale si è soffermato su tutti gli aspetti dimostrando di essere un uomo di cultura, competenza e umanità. Domenica 16 febbraio Betori ha celebrato la Messa a conclusione della Visita pastorale, in una chiesa gremita; all’omelia il cardinale ha offerto spunti di riflessione, fra i quali quello secondo cui <Al centro della comunità c’è il Vangelo (verso la tua Parola) che diviene dono e responsabilità per tutti. Gesù non è venuto nel mondo per toglierci la libertà, ma per darcela, e questo dobbiamo comunicarlo al mondo intero. Si tratta di una sfida che il mondo si aspetta dai cristiani: quella di essere capaci di testimoniare e di professare la propria fede>.
Al momento dell’offertorio la vivace comunità pontormese ha offerto al Vescovo una foto che rappresenta la statua della Madonna Addolorata che è all’interno della chiesa, simbolo di una comunità che vuole camminare verso Gesù insieme a Maria.
Al termine della Messa c’è stato un momento di condivisione festosa attorno al pastore, gustando quanto la generosità di mani esperte aveva preparato: antipasti, pasta, secondi, dolci e un brindisi alla fraternità parrocchiale. Il cardinale ha successivamente visitato l’asilo nido e la scuola materna S. Giovanni Evangelista, per poi incontrare i ragazzi e bambini del catechismo.
Nonostante l’incontro fosse programmato nel bel mezzo del pomeriggio e di domenica sono stati molti i genitori che hanno accompagnato i figli, che hanno accolto l’Arcivescovo con musica, canti, e una raffica di domande, alle quali il cardinale, usando linguaggi diversi in base all’età, ha risposto in modo semplice. Anche i genitori hanno apprezzato l’incontro e hanno regalato al cardinale una riproduzione dell’Ultima Cena di Leonardo, mentre i bambini hanno preparato vari cartelloni. Alla fine merenda per tutti con l’augurio di potersi rivedere il prima possibile.
