Parrini nuovo segretario regionale del PD: "I cittadini ci chiedono un rinnovamento. Serve coraggio". Poi su Renzi a Palazzo Chigi: "Ha fatto un regalo all'Italia"

Dario Parrini saluta i delegati (foto gonews.it)
Anche la Toscana 'cambia verso'. Mentre infatti Matteo Renzi aspetta di ricevere le chiavi di Palazzo Chigi dal presidente della Repubblica, il Pd toscano nomina Dario Parrini segretario regionale.
L'ex sindaco di Vinci, che lo stesso Renzi defini' “il miglior candidato possibile”, prende il posto di Ivan Ferrucci. Un avvicendamento che è anche metafora dello scenario politico attuale, con un 'renziano di ferro' che prende in mano il PD regionale e lo traghetta verso una nuova fase di “profonda innovazione” come lo stesso Parrini ha dichiarato.
L'elezione è stata ufficializzata oggi, domenica 18 febbraio, a Prato presso la sala congressi dell'Hotel Wall Art che ha ospitato l'assemblea regionale del Partito Democratico. Presenti molti esponenti del Pd regionale tra cui il presidente Enrico Rossi. In sala anche l'onorevole Maria Elena Boschi, che secondo i rumors sta per diventare ministro del nuovo governo Renzi. Ad aprire i lavori Matteo Biffoni, candidato a sindaco proprio nella città del tessile, unico capoluogo non guidato dal Pd.
Una nomina, quella del nuovo segretario, che doveva solo essere ufficializzata: Dario Parrini era l'unico candidato, una scelta condivisa da tutto il partito che lo ha unitamente sostenuto.
Anche Ivan Ferrucci che pure si era mostrato inizialmente poco incline ad appoggiare il 40enne di Vinci, non meno di un mese fa si augurava che non ci fosse “una candidatura alternativa al congresso regionale” in quanto "Parrini può legittimamente rappresentare una sintesi opportuna delle varie sensibilità interne al nostro partito”. Il Pd toscano si presenta dunque unito intorno ad una sola figura.
Ma quali sono le 'profonde innovazioni' che Dario Parrini auspica di realizzare? L'intervento con cui il 40enne di Vinci ha chiesto formalmente il voto ai 500 delegati dell'assemblea sembra voler inanzitutto affermare un principio: la vicinanza del partito ai cittadini.
“Presto in Toscana voteranno 200 comuni e si sceglieranno i candidati a sindaco con la partecipazione consapevole di migliaia di cittadini. Dobbiamo fare proposte nette dando voce agli iscritti, agli amministratori locali e agli elettori”.
Non mancano quindi le bordate al M5S: “Parlano dal loro pulpito di maestri di democrazia. Fanno chiasso e pernacchie fuori dal Parlamernto invece di prendersi le responsabilità politiche necessarie. Bisogna cambiare atteggiamento”
E un altro punto su cui Parrini sembra puntare, quasi a citare Matteo Renzi, è l'idea di 'coraggio politico': “Oggi i cittadini ci chiedono di assumerci responsabilità, e anche se correremo rischi noi ci saremo. Sappiamo che conciliare lo sviluppo economico con la giustizia sociale in un momento di crisi economica sarà difficile, ma come dicono gli americani when in trouble, go big. Governare per fare è riformismo e noi siamo un grande partito riformista”.
Coraggio, appunto, per fare cosa? Dario Parrini sembra voler indicare “gli obiettivi prioritari che possano diventare patrimonio di tutta la classe dirigente democratica ad ogni livello istituzionale e di partito”.
Al centro lo sviluppo economico e la creazione di posti di lavoro. In tal senso il programma di Dario Parrini punta sulla semplificazione amministrativa e buroratica senza cui “l'Italia non può decollare”. Questa è considerata da Parrini “la maggior opera di giustizia sociale possibile in questo momento”.
Poi diminuzione delle imposte, agevolazioni fiscali, start-up e incubatori d'impresa: “Se un giorno qualcuno fonderà il movimento italiano delle start-up innovative, quel qualcuno dovrà scegliere come suo centro propulsione l'asse Firenze-Pisa”.
Un modello di sviluppo che lega saldamente scuola, lavoro, formazione e ricerca creando strutture solide che possano fare la voce grossa anche nel mercato internazionale.
Non mancano poi le politiche ambientali rivolte alla difesa del suolo e alla green economy, ma sempre nell'ottica di sviluppo e ottimizzazione. In tal senso è stata prospettata l'eliminazione dei Consorzi di Bonifica, i cui compiti dovrebbero essere assegnati ad altri soggetti esistenti.
Sul tema del lavoro, il PD toscano sembra volersi impegnare a fondo per conferirgli una centralità oggi appannata dalla finanza, come sintetizza Parrini: “I soldi si fanno con il lavoro. Ogni nostra azione sarà rivolta all'occupazione che riguardi il turismo, l'urbanizzazione o cultura. Lotteremo contro tutti i tipi di rendite tranne una, quella del 'fare'. I nemici del fare saranno i nemici del Pd toscano. Senza una lotta alla rendita non c'è sviluppo”.
Ma un'altra battaglia che il nuovo segretario si appresta a intraprendere è quella contro la frammentazione amministrativa, che si ripercuote sui bilanci regionali: “Vogliamo essere chiari sul fatto che sulle fusioni dei comuni noi vogliamo fare sul serio. Risparmieremo centinaia di milioni di euro”.
Poi le città metropolitane: “Nel resto d'Europa sono l'Istituzione principe delle politiche di crescita. Noi siamo in ritardo. Questo solo perchè le Province o Comuni temevano di essere ridimensionati. Un'alleanza di conservatorismi e localismi hanno impedito una riforma necessaria. Basta egoismi istituzionali, il localismo è una malattia”
Enrico Rossi, intervenuto poco prima del nuovo segretario regionale, ha da parte sua 'affidato' direttamente a Dario Parrini alcuni obiettivi ritenuti al centro dell'agenda politica del PD regionale: Rossi ha auspicato in primis un intervento deciso sui temi del rischio idrogeologico: “Non possiamo annegare o franare per Maastricht”.
Altro tema caro a Rossi è il potenziamento del sistema ferroviario regionale. Poi lo sviluppo economico, quindi politiche decise a favore dell'AnsaldoBreda, del polo siderurgico di Piombino e sulla Costa Concordia. “Su questi punti – afferma Rossi – Dario Parrini sembra essere d'accordo”.
La segreateria del Pd della Toscana nei prossimi sei mesi andrà nelle 13 federazioni toscane per iniziare a discutere con gli organismi territoriali della nuova linea programmatica.
Dario Parrini ha comunicato nel pomeriggio la sua segreteria: Antonio Mazzeo responsabile organizzazione, Stefano Bruzzesi responsabile enti locali, Leonardo Marras responsabile attività produttive e agricoltura, Filippo Gallo responsabile ricerca, università e innovazione tecnologica, Simone Naldoni responsabile politiche finanziarie e di bilancio, Carmine Zappacosta responsabile infrastrutture, Corrado Besozzi responsabile cultura e turismo, Rossella Lupi, responsabile scuola, Agnese Marchetti responsabile trasporti, Cristina Volpi responsabile servizi pubblici locali, Patrizia Conti responsabile commercio, Carla Maestrini responsabile politiche di genere e ambientali, Stefania Magi responsabile sanità e welfare, Maria Federica Giuliani responsabile riforme istituzionali, Cristian Pardossi responsabile lavoro.
Andrea Biagianti è stato eletto vicesegretario e Stefano Ciuoffo tesoriere. Nicola Danti è stato nominato portavoce. Presidente dell’assemblea regionale è stata eletta Francesca Bianchi.
RENZI A PALAZZO CHIGI
Ma mentre la Toscana sceglie il nuovo segretario del Pd regionale, la partita più importante si gioca a Roma, dove a breve Matteo Renzi otterrà la presidenza del consiglio. Un passo importante quello del sindaco di Firenze che sta comunque facendo discutere anche all'interno del partito. Se però i 'civatiani' mettono seriamente in dubbio la fiducia al governo Renzi, la strada più battuta tra chi non è del tutto convinto di questa scelta sembra essere quella riassumibile nelle parole di Enrico Rossi che, se lascia qualche riserva sulle modalità con cui Renzi è arrivato a Palazzo Chigi, “si poteva fare diversamente”, non ha dubbi sull'appoggio incondizionato al partito: “Ci sono da fare molte cose e auspico che Renzi vada presto al Governo e inizi le riforme”.
Da parte sua il neosegreatrio toscano Dario Parrini considera la scelta di Renzi “un regalo fatto all'Italia”
“Spero – continua Parrini - che Matteo prenda in mano le redini del paese e lo conduca con quell'energia e amore per questo paese che ci ha dimostrato di avere”
Una delle critiche più importanti fatte a Matteo Renzi è però quello di non essere passato dal voto dei cittadini, di aver fatto il solito 'gioco di palazzo', ma Dario Parrini tiene a precisare: “Matteo a differenza degli ultimi premier è legittimato dalle milioni di persone che lo hanno votato alle primarie”.
Insomma per il nuovo segretario regionale i circa due milioni di voti presi durante le primarie del Pd sono più che sufficienti.
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Giovanni Mennillo