L'Arcivescovo Giuseppe Betori, proseguendo la sua visita pastorale, ha incontrato alla sala "il Momento" a Empoli il mondo del lavoro. Ad introdurre il cardinale è stato il proposto Don Guido Engels, che invitando a studiare la situazione per certi versi drammatica della zona ha salutato anche Don Giovanni Momigli, incaricato della pastorale per il lavoro. "La Chiesa vuole essere presente nella vita della comunità - ha esordito Betori - oltre che nelle parrocchie anche nelle scuole, in comune e nel mondo del lavoro, anche se spesso nella società si tenta di mettere da parte la religione: bisogna invece riconoscere la presenza del Cristo nella società".
Il Cardinale ha poi illustrato sinteticamente la dottrina sociale della Chiesa, spiegando come la radice della crisi sia stata il pensare che i soldi producessero altri soldi, quando invece i soldi devono venire dal lavoro, che deve essere al centro dell'attenzione di finanza, capitale, lavoratori e imprenditori. L'uomo, sempre secondo Betori, è l'emanazione di Dio sulla terra anche col suo lavoro e importante è la domenica, che deve essere dedicata al riposo e alla meditazione. Togliere il lavoro ad un uomo, ha proseguito l'Arcivescovo, significa togliergli parte della sua identità e il profitto deve servire per investire e non per vivere di rendita, pena il diventare schiavi del sistema economico. "Bisogna agire per aiutare i giovani - ha affermato il Cardinale - prendendo esempio dalla Spagna che con due provvedimenti è riuscita ad invertire la rotta negativa. La classe politica italiana blocca qualsiasi decisione in un immobilismo che fa fare solo passi indietro. Bisogna invece promuovere il lavoro per aumentare i consumi e aiutare così i meno abbienti". La parola è stata presa da Simone Campinoti, presidente di Confindustria, che condividendo le parole del Cardinale ha affermato che al momento non ci sono certezze e che la comunicazione invece di unire allontana le persone potendo portare anche ad una guerra, mentre oggi è fondamentale incontrarsi per risolvere i problemi.
"In Italia - ha concluso Campinoti - non si riesce a fare impresa, mentre all'estero sì". E' stata poi la volta di Nicola Longo della CISL, che ha sottolineato come in presenza di molti disoccupati il sindacato sia importante, avendo come obiettivo lavoro per tutti con attenzione massima verso i giovani. Rossano Rossi della CGIL ha ringraziato il Cardinale per l'interessamento verso la vicenda Shelbox, affermando poi che il lavoratore che si piega a lavori umilianti perde la dignità e che c'è gente che lavora a 70 anni a fronte di giovani che non hanno lavoro, motivi per cui è necessario cambiare le scelte politiche. Il rappresentante della UIL ha affermato che il lavoro è dignità e partecipazione attiva alla vita della società e che la pressione fiscale è sì rigore ma è troppa e va coniugata con la giustizia retributiva, concludendo ricordando come l'accesso al credito vada incentivato e come la povertà sia aumentata.
Ha quindi preso la parola Rossella Boldrini dei servizi sociali della ASL 11 che ha affermato che sono aumentati gli anziani, sia autosufficienti che non autosufficienti e che troppo spesso le persone entrano in una spirale fatta di perdita del lavoro, perdita della casa, perdita della famiglia, uscita definitiva dal mondo del lavoro. Il responsabile del Co&So, Francesco Franco, ha ricordato come secondo un rapporto Irpet per diversi anni la situazione non cambierà, per cui è necessario elaborare progetti di cittadinanza civile. Claudio Freschi, responsabile del Centro Accoglienza, ha affermato che servono nuove esperienze perchè sono in crisi anche gli assistenti sociali: i progetti di rete sono una risposta ottimale di fronte a nuove povertà. Bisogna quindi lavorare in rete fra lavoratori, artigiani, sindacati, imprenditori e servizi sociali. L'Associazione Donne Imprenditrici ha comunque ricordato come l'empolese valdelsa sappia produrre.
Per CNA, Confesercenti e Confcommercio è necessario cambiare il ruolo di impresa e politici, a fronte di un futuro che avrà meno risorse e più domanda sociale, per cui sono necessari molti progetti. Per il rappresentante di Confartigianato ci vuole la pace sociale e l'applicazione dello statuto delle imprese del 2011, a tutt’oggi non applicato. Ferrara, rappresentante degli agricoltori, ha proposto di aiutare le aziende agricole dando i terreni incolti della Curia ai giovani disoccupati. Gianluca Guidotti, divenuto disoccupato dopo 25 anni e senza ammortizzatori sociali, con moglie e due figli, ha spiegato a tutti la sua difficile situazione con al momento nessuna possibilità di assunzione ma tanta voglia di fare e di non abbattersi. Maria Grazia Maestrelli, della commissione pari opportunità, ha spiegato come le donne siano una grande risorsa ma che devono anche conciliare il lavoro col desiderio di maternità che spesso le vede costrette alle dimissioni. In rappresentanza del Comune di Empoli c'era l'assessore Faraoni che ha speigato come metà degli alunni che erano con lui al liceo ora vivono all'estero e che bisogna cambiare la politica economica di tutti i comuni. Anche il rappresentante del Comune di Montelupo ha portato il suo contributo, dicendo che è necessario far emergere le sinergie.
Dopo i vari interventi, il Cardinale ha tratto le conclusioni, partendo dall'assunto che la funzione della Chiesa è quella di stimolare tutti a risolvere i problemi sul lavoro, affermando poi che c'è un deficit culturale che va verso l'individualismo evitando il sociale. Questo va cambiato, partendo dal contrapporre famiglia, associazionismo e volontariato al mito individualistico. Betori ha poi parlato del tema della creatività che va stimolata mentre si va incontro a grandi nemici come le multinazionali e i grandi poteri, il cui esempio è la Shelbox che è scandaloso che nessuno aiuti. Il Cardinale ha anche ricordato come sia necessario fare rete, banche comprese, anche per dare soldi al sociale ed evitare di avere una politica miope che non riesce a lanciare progetti a lunga distanza e non cadere in una situazione nella quale la speranza va a diminuire e si va verso la disperazione. A conclusione del suo intervento Betori ha affermato che "La dimensione economica deve crescere insieme alla dimensione sociale e la Chiesa deve fare la sua parte".
Fonte: Ufficio Stampa
