Notte di paura per la piena dell'Arno a Pisa. Poi, dopo mezzogiorno, lo scampato pericolo con la riapertura di ponti e lungarni. Ma la situazione non può dirsi stabilizzata in Toscana. L'allerta meteo per il rischio idrogeologico è stato prolungato fino a domani nei bacini dei fiumi toscani che più impensieriscono: nella zona della foce dell'Arno e nei bacini centro-occidentali della Sieve, medio e basso Valdarno, Ombrone e Bisenzio.
A Pisa è stata massima apprensione: per rinforzare gli argini e le sponde del fiume nell'area urbana dove sono già collocate da 10 giorni le paratie si è fatto ricorso a centinaia di sacchi di sabbia.
Scuole chiuse a Pontedera, mentre nell'area golenale di Campo, nel comune di San Giuliano Terme, alcune famiglie sono state precauzionalmente fatte allontanare dalle loro abitazioni. E' stato aperto anche il canale Scolmatore per agevolare il deflusso dell'acqua dell'Arno verso il mare, reso più difficile rispetto alla piena di 10 giorni fa in seguito al vento forte che impedisce una buona ricezione di acqua e detriti provenienti dall'Arno.
Nella provincia di Firenze, venti famiglie hanno lasciato le loro abitazione a Sagginale, nel comune di Borgo San Lorenzo, dove alcuni torrenti sono esondati non trovando più sfogo nel fiume Sieve. Ma allagamenti e frane si sono registrati in tutte le province toscane, tranne quella di Siena, a causa delle abbondanti piogge che hanno colpito la regione. Esondati il fiume Cecina nel Pisano, a Montecatini Val di Cecina. Isolato per frane il comune di Palazzuolo sul Senio, raggiungibile solo dall'Emilia Romagna. Nel Fiorentino, è stato evacuato un complesso residenziale a Lastra a Signa, e a Firenze alcune stanze di un albergo sull'Arno. Allagamenti anche nel capoluogo. Nella notte apprensione per i livelli raggiunti da Ombrone pistoiese, Bisenzio e Macinante.
Nel Pisano l'esondazione del Cecina ha allagato alcuni campi coltivati e comportato l'evacuazione di animali dalle fattorie della provincia di Pisa. Nell'Aretino segnalate varie frane, con conseguenti chiusure di strade, mentre ieri 30-40 persone che vivono vicino alla diga della Penna sono state allontanate. In provincia di Livorno sotto monitoraggio il Cecina: il Comune di Cecina, dove oggi le scuole sono chiuse, sta informando della situazione la popolazione nelle stesse zone già allagate alla fine di gennaio. Intanto, non accennano a sopirsi le polemiche.
''Dobbiamo insistere - ha detto il presidente della Toscana Enrico Rossi - per chiedere al Governo che investa quanto facciamo noi. Se noi investiamo 50 milioni l'anno, il Governo deve fare altrettanto. Così potremmo giungere ad una svolta nel giro di 10 anni. La finanziaria 2014 ha destinato per il rischio idraulico a livello nazionale solo 40 milioni e per noi circa 2. Per noi la cifra sarebbe di 60 milioni e un miliardo a livello nazionale, fuori dal patto di stabilità''. L'assessore toscano al Bilancio Vittorio Bugli ha calcolato che dal 2011 in poi il maltempo e il terremoto in Toscana hanno causato ''un miliardo e mezzo di danni e la Regione ha speso quasi 150 milioni per una serie di eventi che hanno portato a una situazione di grave emergenza rispetto alla quale non possiamo continuare a intervenire da soli''.
