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Mobilitazione dei lavoratori della Lucchini, non escluso lo sciopero. Si teme per la decadenza dell'offerta giordana

I lavoratori del gruppo Lucchini di Piombino sono sul piede di guerra e sono pronti alla mobilitazione, non escluso il ricorso allo sciopero. La decisione è all'esame della riunione del consiglio di fabbrica convocato stamani dopo che alla mezzanotte è scaduto il termine per la presentazione delle offerte non vincolanti per l'acquisizione dello stabilimento.

"Abbiamo a più riprese chiesto un'accelerazione del bando di gara per poter continuare l'attività produttiva, ora abbiamo il sospetto che qualcuno giochi in maniera sporca", dice Franco Gabrielli della Fiom. la preoccupazione è che si faccia decadere l'offerta fatta dall'imprenditore giordano Khaled al Habahbeh smantellando l'area a caldo.

"Il governo ci deve garantire che viene rispettata pari dignità delle offerte", sottolinea il sindacalista spiegando che la chiusura dell'altoforno farebbe decadere di fatto l'offerta dell'imprenditore giordano. Al momento i sindacalisti sostengono di non avere notizie sulle offerte arrivate. Quelle finora annunciate sono tre: quella della società Smc dell'imprenditore giordano, quella di Duferco e quella del fondo Klesch. Anche per il sindaco di Piombino, Gianni Anselmi "la continuità produttiva non si deve interrompere e si deve accelerare il migliore progetto industriale".

Dopo un'assemblea di fabbrica le Rsu Lucchini hanno deciso stamani di occupare la direzione dello stabilimento per il timore che non vengano ordinate le materie prime necessarie a mantenere in vita l'altoforno e di conseguenza l'attività produttiva dell'acciaieria.

L'ultimo giorno utile per assicurarsi il carico di minerale che consentirebbe di non interrompere la produzione è giovedì 13 febbraio, ma ad oggi, secondo quanto riferito dai sindacati, non sarebbe stato ancora inoltrato alcun ordinativo. Le rappresentanze sindacali unitarie hanno deciso così l'occupazione, fino a quando non ci saranno certezze sull'acquisto di materie prime, invitando anche il commissario straordinario Piero Nardi a decidere quanto prima sulla scelta della migliore offerta presentata per rilevare l'acciaieria. Nel frattempo le segreterie di Fim-Fiom e Uilm hanno chiesto e ottenuto nella giornata di oggi un incontro urgente al prefetto di Livorno.

Ghini (Uilm), risposte o intensificheremo lotta

"L'altoforno deve rimanere funzionante ed occorre decidere sulla scelta della migliore offerta presentata per rilevare l'acciaieria, dato che proprio ieri sono scaduti i termini al riguardo. Il governo mantenga i due impegni che si è preso, altrimenti non potranno che intensificarsi le iniziative di lotta da parte dei lavoratori". Lo ha detto Mario Ghini, segretario nazionale della Uilm, d'accordo con l'occupazione della direzione acciaieria dello stabilimento siderurgico di Piombino.

"E' assurdo - ha continuato Ghini - che si finisca sempre fuori tempo massimo nel prendere decisioni utili alla realtà industriale del Paese. In questo caso i fatti di Piombino sono emblematici: si teme che non vengano ordinate le materie prime necessarie a mantenere in vita l'altoforno e di conseguenza l'attività produttiva dell'intera acciaieria; ma si hanno fondate preoccupazioni di ritardi da parte del Commissario straordinario nel valutare le proposte utili ad acquisire l'acciaieria stessa. Le Rsu del sito in questione, i sindacati nazionali, ma soprattutto gli addetti interessati meritano risposte rappresentate da fatti concreti e non dai soliti proclami che giungono all'ultimo minuto".

''Abbiamo preso l'impegno a togliere l'occupazione alla direzione Lucchini - ha detto Vincenzo Renda, segretario della Uilm - ma se entro venerdì non avremo certezze e risposte dal ministero non ci limiteremo all'azione di oggi, ma metteremo in piedi iniziative più significative''. La decisione di sciogliere l'occupazione in Lucchini e' stata presa a conclusione dell'incontro di oggi in Prefettura a Livorno tra prefetto e i segretari provinciali di Fim, Fiom e Uilm.

Il prefetto Tiziana Costantino si e' presa infatti l'impegno a organizzare un incontro con i sindacati al Mise entro venerdì 14 febbraio. Nel frattempo il prefetto si attiverà anche garantendo un interessamento sulla questione dell'acquisto delle materie prime necessarie al mantenimento dell'attività produttiva.

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