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Il 'pastore' Betori con i ragazzi del Pontormo e del Ferraris-Brunelleschi e al "Momento"."E' necessario dare rilevanza pubblica alla fede"

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Il cardinale Giuseppe Betori al Ferraris - Brunelleschi di Empoli

Il cardinale Giuseppe Betori al Ferraris - Brunelleschi di Empoli

Il cardinale Giuseppe Betori, nel proseguire la visita pastorale, ha incontrato i rappresentanti di classe del liceo scientifico "Il Pontormo" e dell'istituto tecnico professionale "Ferraris - Brunelleschi" negli auditorium delle rispettive scuole.

"E' comodo dire che i giovani sono apatici - ha commentato il cardinale - perchè così si manovrano meglio ed è più facile, se sono superficiali, per gli adulti indirizzarli. Basta però instillare in loro la curiosità per affrontare problematiche non semplici". I ragazzi dei due istituti superiori, in gran numero ad ascoltare l'Arcivescovo, hanno posto domande personali a Betori, ad esempio su come era nata la sua vocazione (non come San Paolo, ha precisato il cardinale, ma proveniendo da una famiglia credente senza che poi avesse ripensamenti) o su come si svolge la sua giornata (al mattino preghiere, Messa e ascolto delle persone, al pomeriggio incontri e visite anche fuori dall'Arcivescovato, dopo cena lettura della posta e preparazione dei discorsi e delle omelie).

Altri temi toccati dai ragazzi sono stati il rapporto fra fede e scienza (non vi è contrapposizione fra le due, perchè percorrono due strade autonome e in più perchè la fede non è ideologia ma incontro con una Persona), le risposte della Chiesa alla crisi (nata quest'ultima per l'essersi dimenticati della persona prensando solo al profitto) e sulla drammaticità delle malattie (Dio si fa partecipe delle sofferenze dell'uomo, si avvicina a lui).Negli incontri coi liceali l'Arcivescovo non ha voluto dare risposte definitive, invitando invece i ragazzi alla ricerca nelle proprie realtà di vita.

Nel pomeriggio c'è stato, alla sala "il Momento", l'incontro vicariale con gli operatori liturgici, ai quali il cardinale ha detto che la liturgia non è innovazione nè scambio di idee nè dove va posizionato l'altare, ma sopratutto una questione di fede al centro della quale c'è Gesù insieme al quale dobbiamo innalzare la lode al Padre. Il dopo cena, sempre in un affollata sala "Il Momento", c'è stato l'incontro vicariale con i catechisti, inziato con tante domande e osservazioni da parte del pubblico: dalla flessione della partecipazione al dopocresima, alla preparazione al battesimo e al matrimonio che spesso restano eventi isolati, al come portare i bambini a una presenza liturgica partecipata.

Betori ha parlato di un mondo che è cambiato e che il pericolo è gravare sulla catechesi tutte le contraddizioni della società. Si deve parlare, secondo l'Arcivescovo, di corresponsabilità della Chiesa: guai se la catechesi divenisse un mondo a sè e puntare invece al concetto di unità della Chiesa, con un impegno della comunità cristiana nei confronti della persona nella sua interezza. "Chi comanda - ha proseguito Betori - ha paura dei cristiani perchè nel Vangelo c'è una carica eversiva verso il dominio dell'uomo sull'uomo. Fare dell'esperienza di fede un'esperienza di vita è essenziale e non bisogna rimpiangere vecchi modelli ma cercare di dare rilevanza pubblica alla fede perchè spesso, anche nel territorio fiorentino, non si trovano le forme per essere presenza importante".

Il cardinale ha anche affermato come l'ideologia non sia realtà e che bisogna reagire con forza a questo concetto e alle manipolazioni che ne derivano e come i genitori debbano essere presenza viva nella società per difendere i propri figli. "Non c'è appartenenza - ha aggiunto Betori - se  non c'è militanza sociale e in questo momento i cattolici sono troppo remissivi. Bisogna ribaltare l'idea della Chiesa come "stazione di servizio" e farla diventare invece compartecipazione. Il prete non può delegare al catechista l'educazione alla fede, ma ha comunque bisogno della collaborazione del catechista stesso".

Ancora oggi Betori sarà ad Empoli con due incontri alla sala"il Momento": alle 17.30 incontrerà il mondo del lavoro e alle 21.oo movimenti e aggregazioni laicali.

LA NOTA DELL'ISTITUTO 'FERRARIS-BRUNELLESCHI'

Il giorno 10 Febbraio 2014 alle ore 11 nei locali dell’Istituto Ferraris-Brunelleschi, in via Raffaello Sanzio, il Cardinale Arcivescovo Giuseppe Betori, accompagnato dal Vicario Foraneo Don Guido Engels, ha incontrato gli studenti, il Dirigente Scolastico e tutto il personale dell’istituto.

Il Cardinale non si è sottratto alle molteplici domande degli studenti sul suo ruolo, sulla funzione della Chiesa e sul valore della fede nella società odierna.

Successivamente gli alunni del Team Accoglienza con la loro professionalità e motivazione hanno accompagnato il Cardinale, con il Dirigente Scolastico e i docenti, a visitare la scuola, i laboratori, la sede IPIA e il plesso nuovo. Favorevolmente colpito dalle realtà incontrate, ultime ma non meno importanti, quelle attività facoltative come il Team Accoglienza che impegnano numerosi studenti e producono continui ed interessanti progetti, l’Arcivescovo si è complimentato con tutti.

La Dirigente, gli studenti, i docenti e tutto il personale esprimono la loro soddisfazione per questa occasione di incontro e di dialogo, ossia di crescita culturale ed umana.

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Fonte: Ufficio Stampa

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