La memoria storica è spesso e volentieri qualcosa di soggettivo, bisogna tenere vivo il ricordo ed istruire sulla tragedia che colpì degli italiani innocenti, l'idea gli italiani infoibati fossero “morti di serie B” non deve prevalere.
Nel 2004, a distanza di diversi decenni da quei terribili avvenimenti, è stato finalmente istituito il “giorno del ricordo” una solennità civile che purtroppo ha fatto discutere al momento della sua creazione e che oggi deve sopportare incomprensibili ed anacronistiche censure.
I giorni precedenti al 10 febbraio sono sempre caratterizzati da avvenimenti deplorevoli che vogliono zittire o intimidire coloro che ricordano tali accadimenti attraverso iniziative culturali o la semplice posa di qualche corona di fiori presso qualche cippo commemorativo o targa.
L'insolente aggressività di certi ambienti legati alla sinistra più estrema non sono mancati nemmeno durante la messa in scena del musical “Magazzino 18” a Scandicci creando sconforto negli esuli presenti il cui dolore non è mai abbastanza testimoniato da documentari o approfondimenti storici.
Credo che l'imprecisato numero di vittime e le migliaia di esuli meritino il dovuto rispetto e, al fine di colmare i decenni di omertoso silenzio da parte della Sinistra, bisognerebbe attivare maggiori iniziative per costruire una vera e propria memoria storica la quale dovrebbe trovare la sua esaltazione nella scuola ed in iniziative da essa sviluppate magari attraverso le testimonianze dei superstiti.
Non possiamo vivere e sperare di avere un futuro né come popolo né come nazione se non ci sforziamo di prendere pieno possesso di ciò che è la nostra storia, non possiamo continuare a permetterci un sistema scolastico che non fa crescere le menti e gli individui limitandosi a riempirli di nozioni.
Concludo citando quanto detto sulla questione dal presidente della Repubblica sui massacri delle foibe e sull'esodo giuliano-dalmata. : “ un moto di odio e di furia sanguinaria, e un disegno annessionistico slavo, che prevalse innanzitutto nel Trattato di pace del 1947, e che assunse i sinistri contorni di una "pulizia etnica"
Fonte: Miro Scariot, Fratelli D'Italia – Montelupo nel Cuore
