E’ di poche ore fa la notizia che l’assessore alle Pari Opportunità del Comune di Firenze Cristina Giachi avrebbe annunciato la volontà di rottamare i termini “madre” e “padre”
per sostituirli con un più generico “genitori”. Il provvedimento, fatto per venire incontro alle coppie arcobaleno, si applicherebbe a tutti i servizi comunali dotati di modulistica, dai trasporti agli asili nido. I militanti del “centro sociale di destra” Casaggì Firenze e di Fratelli d’Italia hanno immediatamente reagito esponendo uno striscione sotto Palazzo Vecchio. Nello stesso la scritta: “Madre e padre non si toccano. Giù le mani dalla famiglia”.
“Dietro a questa proposta - annunciano i militanti di Casaggì e di Fratelli d’Italia - si nasconde la volontà di preparare il terreno, in ogni ambito possibile, ai riconoscimenti delle coppie gay. Quello in atto è un processo di progressivo smantellamento della famiglia tradizionale, la cellula primaria e fondamentale della nostra società: quella composta da una madre, un padre e dei figli”.
“Le affermazioni dell’assessore Giachi vanno di pari passo con la recente introduzione, a Venezia, delle fiabe gay nelle scuole materne ed elementari:
provvedimenti che non hanno nulla di solidale e che non richiamano nessun diritto, ma che sono proposti al solo scopo di smembrare, attraverso la provocazione, quel sistema di valori che attraversa la nostra Civiltà".
“E’ la nuova mentalità progressista, quella delle unioni effimere, liquide ed occasionali, quella senza punti fermi, quella della solitudine dell’Io, del singolo a misura di tutte le cose, del rigetto dei legami solidi ed ereditari.
Quella in atto – concludono Casaggì e Fratelli d’Italia - non è una tappa sulla strada dei diritti, ma il palese tentativo di snaturare la struttura portante della vita pubblica, il punto di mediazione tra individuo e società, il rifugio del singolo, l’alveo rituale e naturale degli affetti, il legame di sangue che unisce e afferma l’identità”.
Fonte: Casaggì - Fratelli d'Italia
