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Primarie PD, prime scintille. Betti attacca Capecchi: "La bandiera del cambiamento non è solo la sua candidatura". L'ex segretario: "Basta con incarichi da migliaia di euro per Palazzo Pretorio"


Da sinistra Francesco Betti, candidato primarie PD Certaldo, Giacomo Cucini, candidato primarie PD Certaldo, Yuri Furiesi, segretario PD Certaldo e Federigo Capecchi, candidato primarie PD Certaldo (foto gonews.it)

Da sinistra Francesco Betti, candidato primarie PD Certaldo, Giacomo Cucini, candidato primarie PD Certaldo, Yuri Furiesi, segretario PD Certaldo e Federigo Capecchi, candidato primarie PD Certaldo (foto gonews.it)

Si è tenuto martedì 4 febbraio al Barrino di via Carlo Marx a Certaldo uno dei primi incontri del percorso che porterà alle primarie del PD del 9 marzo. I nomi in campo sono ormai noti: Giacomo Cucini, assessore alla cultura, Francesco Betti, vicesindaco, e Federigo Capecchi, consigliere provinciale ed ex segretario locale. Tutti uniti sotto la bandiera del PD ma in corsa per essere il sindaco della Certaldo che verrà dopo maggio 2014, quando si concluderanno i due mandati del primo cittadino Andrea Campinoti. Alla partecipata assemblea pubblica del 4 febbraio alle 21.30 c'erano, oltre ai diretti interessati, i sostenitori dei rispettivi candidati, e un gruppo ristretto di cittadini che ha partecipato al tema. Il segretario Yuri Furiesi ha introdotto il dibattito ripercorrendo tutte le fasi che hanno portato a questa rosa di nomi e il documento sottoscritto dai rispettivi candidati che, dopo la decisione che arriverà il 9 marzo, dovranno impegnarsi nel sostenere il vincitore. Un rispetto che si basa sulla bozza di programma elaborata con le primarie delle idee alla discoteca Ypsilon dove è stato realizzato un programma di base per costruire la Certaldo del futuro. Sono stati affrontati vari temi, dalla viabilità fino alla riorganizzazione del personale, fino alle piste ciclabili. Ognuno ha espresso il proprio programma ed idee in minutaggi fissati, gestiti dal segretario Furiesi. Villa di Canonica, ex Aeronautica, Casa della Salute, cinema teatro Boccaccio, nuova 429 e turismo: temi gettonati, cavalli di battaglia ormai noti per la politica locale e argomenti ridondanti per la stessa cittadinanza. Tutti i vari candidati hanno presentato le loro idee che sono rintracciabili su Facebook, nel caso di Giacomo Cucini, lo stesso vale anche per Francesco Betti che con video e post aggiorna il suo programma e Federigo Capecchi. Dall'incontro sono emersi scenari interessanti per il paese come la possibilità di realizzare ad esempio piste pedo - ciclabile sul fiume Elsa, oltre che le singole idee di ogni candidato che sono state messe in campo. Toni moderati e contenuti ma ad accendere la miccia con qualche frecciatina al PD e all'amministrazione comunale di Certaldo, dove ricoprono ruoli i due sfidanti, Betti e Cucini, c'ha pensato Federigo Capecchi che, fin dall'inizio della sua discesa in campo, si è presentato sotto l'effigie della discontinuità: "Non si possono tollerare errori come gli oltre 400mila euro che il Comune dovrà pagare per la questione relativa ai campi da tennis di via Don Minzoni, così come l'incarico che è stato dato a un professionista per i lavori di restauro a Palazzo Pretorio che avrebbe sforato notevolmente i parametri e i requisiti previsti dalla legge". Non ci sono cifre ufficiali ma si parla di 380mila euro elargiti, senza un bando, che rientrerebbero in una parcella del valore di un milione di euro. Giacomo Cucini e Francesco Betti al sentir la parola 'discontinuità' hanno risposto a questo attacco: entrambi sono nella giunta Campinoti, con il vicesindaco che da molti anni pratica politica rispetto al giovane assessore Cucini.

Francesco Betti, con un post molto piccante su Facebook, alza i toni della discussione, anche a seguito del dibattito dei giorni a Radio Lady: "A proposito di "cambiamento" Federigo Capecchi, nella presentazione rilasciata nell’intervista a Radio Lady, ha voluto ancora una volta ribadire che la bandiera del cambiamento è rappresentata soltanto dalla sua candidatura. Trovo l’affermazione poco convincente. Tutti e tre i candidati, in un modo o nell’altro, hanno da tempo “masticato” politica, in ruoli diversi si intende, ma nessuno può dirsiestraneo a questo mondo. Io nel ruolo di vicesindaco, Cucini nel ruolo di assessore e Capecchi nel ruolo di segretario del partito dei Democratici di Sinistra prima e del Partito Democratico poi ed infine quale consigliere provinciale, come lui stesso ha dichiarato in trasmissione. In occasione delle ultime elezioni amministrative del 2009 ebbe un ruolo importante nell’organizzazione delle primarie fra Campinoti e Migliorini; poi, d’intesa con il primo, nell’allestire la squadra di governo cittadino. Nessuno, quindi, politicamente è nato ieri. Se poi si vuol legare il concetto di cambiamento ad un personaggio che, con la sua inesauribile energia, è salito alla ribalta della cronaca fino a diventare segretario del nostro partito, allora è bene che si sappia come i tre candidati a sindaco hanno votato nelle ultime due primarie:
1) Giacomo Cucini prima Bersani e poi Cuperlo
2) Federigo Capecchi prima Bersani e poi Renzi
3) Francesco Betti prima Renzi e poi ancora Renzi.
Si intende che tutte le scelte hanno una loro dignità dal momento che sono frutto di valutazioni che implicano un modo di vedere le cose ed il mondo, prefigurando, però, soluzioni di segno diverso.
L’unico “cambio di verso” che al momento può essere attribuito a Capecchi è sulla linea politica da lui abbracciata. Ciascuno è padronissimo di cambiare idea: di folgorati sulla via di Damasco è piena la storia, ma rimane sempre il dubbio se ciò sia frutto solo di convinzione."

Giacomo Cucini invece durante il dibattito ha ribadito che la sua esperienza da assessore, il profondo amore ed interesse per il paese, sono basi di partenza ottimale per poter sognare e cullare l'idea di diventare sindaco di questo paese.

Ma gli animi restano comunque agitati e sempre su Facebook, dopo un primo intervento pubblico, Federigo Capecchi è intervenuto nuovamente per esprimere un concetto: le sue idee e la sua candidatura sono farina del suo sacco e alle spalle non c'è nessuna regia.

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