Incendio all'Osmannoro, le reazioni politiche. Del Carlo (Udc): "L'abusivismo non è più tollerabile". Saccardi: "L'origine è dolosa. Qui i controlli li facciamo"

L'incendio all'Osmannoro (foto Simone Gianfaldoni membro Comitato Firenze + sicura)
“L'incendio sviluppatosi questa notte in un capannone dell'Osmannoro fiorentino, sede di alcuni laboratori cinesi, deve indurci a una riflessione: questa situazione non è più tollerabile, chiediamo agli organi competenti, e alla giunta regionale, un intervento deciso a salvaguardia di quei lavoratori . Bisogna contrastare con ogni mezzo il proliferare di ditte abusive per scongiurare che ci si ritrovi di fronte a una nuova tragedia come quella accaduta a Prato”.
Questa la dichiarazione del presidente del gruppo Udc in Consiglio regionale, Giuseppe Del Carlo, in merito al grave episodio di cronaca verificatosi in nottata nella zona industriale di Firenze. “Rivolgo ai vigili del fuoco, impegnati dalle prime ore della mattina nello spegnimento dell'incendio, il mio personale ringraziamento per la loro instancabile opera di soccorso. E chiedo con forza – conclude il presidente Del Carlo – che le istituzioni facciano la loro parte e diano il via a una serie di controlli a tappeto per scovare sfruttatori ed evasori”
Picchi (FI): "Tutti sanno che in questi capannoni c'è sfruttamento dei lavoratori e si producono merci falsando la concorrenza tra aziende"
"L'incendio di oggi a Firenze ha sollevato ancora una volta il problema delle aziende fantasma, sconosciute al fisco che non rispettano alcuna norma nè in materia sanitaria, né di sicurezza sul luogo di lavoro e con lavoratori completamente in nero, spesso gestite da cinesi e presenti in una vasta posta tra la periferia Nord di Firenze e Prato. Da decenni tutti sanno che in questi capannoni c'è sfruttamento dei lavoratori e si producono merci falsando la concorrenza tra aziende. "
Così Guglielmo Picchi, deputato di Forza Italia e candidato sindaco di Firenze, commenta l'incendio dei capannoni cinesi a Osmannoro.
"Tuttti sapevano ma le istituzioni non hanno mai fatto niente per porre rimedio a tutto questo. Adesso arrivano gli incendi che aprono il vaso di Pandora e tutti si indignano. La magistratura non ha mai agito forse perché istituzioni locali erano conniventi. Adesso però si deve cambiare registro e non tollerare più il sottobosco di illegalità che quotidianamente avviene in questa parte della Toscana."
Torselli e Donzelli (Fratelli d'Italia): "Da tempo denunciamo situazioni di illegalità e pericolo"
Un capannone su due livelli, in Via dei Cattani a Brozzi, che ospitava al proprio interno tre laboratori cinesi ha preso fuoco alle prime ore della mattinata di oggi, per fortuna senza che all'interno vi fossero delle persone. Sul luogo dell'incendio sono intervenuto forze dell'ordine e vigili del fuoco, ma purtroppo nessun rappresentante delle istituzioni, ad eccezione del consigliere regionale di Fratelli d'Italia, Giovanni Donzelli.
"Dobbiamo solo ringraziare il cielo che gli occupanti dei capannoni di fianco a quello coinvolto nell'incendio siano riusciti a fuggire indenni prima di essere raggiunti dalle fiamme - spiega Donzelli - altrimenti saremmo a raccontare una tragedia. Da queste parti si lavora in condizioni di precarietà assurda dal punto di vista della sicurezza, esattamente come in quei capannoni di Prato dove la tragedia, purtroppo, si è già consumata".
"Dopo la tragedia di Prato - fa eco a Donzelli, Francesco Torselli, consigliere comunale di Fratelli d'Italia a Palazzo Vecchio - abbiamo effettuato una serie di sopralluoghi a capannoni cinesi a Firenze, denunciando anche in consiglio comunale le condizioni assurde nelle quali queste persone lavorano e vivono: fuochi accesi per cucinare in mezzo a stoffe e pellami, bambini che giocano in mezzo ai bidoni di solventi e di colle, mercati di generi alimentari improvvisati agli angoli delle strade o nei cassoni di furgoni arrigginiti". Una situazione surreale".
"Di fronte a quanto accaduto oggi - concludono Torselli e Donzelli - non possiamo non soffermarci su due aspetti: il primo riguarda la totale assenza da parte delle istituzioni: dov'erano il sindaco Renzi e la giunta questa mattina? Cosa avevano da fare di più importante che non catapultarsi in un luogo della città che amministrano dove è stata sfiorata una tragedia e dove l'illegalità è sotto gli occhi di tutti? L'incendio di oggi appare di carattere doloso, forse causato da motivi di racket e di mafia cinese. Il secondo aspetto riguarda invece le nostre denunce, che riporteremo nuovamente nel prossimo consiglio comunale: perchè fino ad oggi nessuno le ha ascoltate e prese sul serio? Cosa aspetta l'amministrazione ad intervenire? Che si consumi una tragedia per poi versare lacrime in diretta su Sky?".
"L'onere dei controlli - aggiunge Roselli - non può ricadere tutto sulle spalle di Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza. I Comuni e gli enti locali devono utilizzare la Polizia Municipale non solo per far multe, ma per istituire squadre interforze in grado di controllare a tappeto le ditte e i capannoni della Piana, per contrastare sia le situazioni di degrado, di illecito, di sfruttamento, sia l'evasione fiscale e contributiva che spesso caratterizza queste realtà. Il campanello d'allarme è suonato già da tempo".
È quanto dichiara la vicesindaco Stefania Saccardi replicando alle prese di posizione di alcuni esponenti del centrodestra sulla vicenda del capannone andato a fuoco stanotte a Brozzi, zona Osmannoro.
“Per evitare pericolose strumentalizzazioni da parte di alcuni esponenti del centrodestra che hanno pensato bene di fare una 'simpatica' passerella sul luogo dell'incendio di un locale a utilizzato come deposito a Brozzi, è bene precisare che il caso avvenuto a Firenze non ha niente a che vedere con quanto è accaduto ad inizio di dicembre a Prato".
Stanotte è andato a fuoco un deposito in via dei Cattani dove erano stoccate valigie arrivate dall'estero e in attesa di essere spedite a varie attività di vendita e le fiamme sembrano, ad un primo esame, di appare, di origine dolosa. Niente a che vedere quindi con l'incendio avvenuto in un laboratorio molte persone e che sembra sia stato causato da un evento accidentale o comunque di origine colposa.
"Ci rendiamo conto che l'approssimarsi della scadenza elettorale spinga alcune forze politiche a cavalcare le situazione più varie senza nemmeno avere la capacità di distinguere e capire come stiano veramente le cose. A Firenze da tempo facciamo controlli e tentiamo di tenere sotto osservazione un fenomeno diffuso in particolare la zona nord della città, vicino ai comuni di Sesto Fiorentino e Prato. Questa zona è sempre monitorata anche se – precisa la vicesindaco – il caso del capannone di via dei Cattani è ben diverso da quelli normalmente sottoposti ai controlli della Polizia Municipale, visto che si tratta di un deposito e non di un laboratorio".
Per quanto riguarda i controlli, l'ultimo in ordine di tempo risale al 17 dicembre ha portato alla scoperta di un capannone in via di Buozzi trasformato in un laboratorio con tanto di soppalchi realizzati abusivamente ad uso abitativo. L'edificio, di proprietà di un cittadino italiano, versava in condizioni igieniche pessime ed è stato sequestrato dalla Polizia Municipale per abusi edilizi.
"Naturalmente l'attenzione non è mai abbastanza e per questo apprezziamo molto il recente provvedimento con cui la Regione ha stanziato le risorse per assumere 50 persone proprio per intensificare i controlli. Si tratta di un intervento che va nella giusta direzione. Per parte nostra, anche noi non abbasseremo la guardia di fronte a rischi di illegalità che possono pregiudicare la salute e i diritti delle persone" conclude la vicesindaco Saccardi. (mf)
Rossi: "La Regione fa la sua parte con 70 nuovi ispettori lavoro"
"La Regione farà la sua parte con 70 nuovi ispettori del lavoro al fianco della squadra interforze. La legalità e la sicurezza dipendono però dallo volontà dello Stato che deve marcare forte la sua presenza rispondendo ai bisogni primari dei territori". Lo scrive su Facebook il presidente della Regione Enrico Rossi dopo l'incendio nel capannone che ospitava ditte cinesi a Osmannoro-Firenze.
"Questa volta l'incendio è di origine dolosa. Un episodio inquietante. Con una matrice (forse criminale? forse razzista?) ancora da chiarire. Ringrazio - scrive ancora Rossi - i vigili del fuoco che hanno domato le fiamme per l'intera giornata".
Il vicesindaco Saccardi: "No alle strumentalizzazioni del centrodestra"
"Quello che è accaduto a Firenze è ben diverso da quanto avvenuto a Prato a dicembre. Il centrodestra farebbe bene ad evitare facili e pericolose strumentalizzazioni da campagna elettorale". Lo afferma la vicesindaco di Firenze Stefania Saccardi replicando alle prese di posizione di alcuni esponenti del centrodestra sulla vicenda del capannone andato a fuoco nella zona dell' Osmannoro.
"Per evitare pericolose strumentalizzazioni da parte di alcuni esponenti del centrodestra che hanno pensato bene di fare una 'simpatica' passerella sul luogo dell'incendio di un locale utilizzato come deposito a Brozzi, è bene precisare - prosegue Saccardi in una nota - che il caso avvenuto a Firenze non ha niente a che vedere con quanto è accaduto ad inizio di dicembre a Prato".
"Ci rendiamo conto che l'approssimarsi della scadenza elettorale spinga alcune forze politiche a cavalcare le situazione più varie senza nemmeno avere la capacità di distinguere e capire come stiano veramente le cose. A Firenze da tempo facciamo controlli e tentiamo di tenere sotto osservazione un fenomeno diffuso in particolare la zona nord della città, vicino ai comuni di Sesto Fiorentino e Prato. Questa zona è sempre monitorata anche se - precisa la vicesindaco - il caso del capannone di via dei Cattani è ben diverso da quelli normalmente sottoposti ai controlli della polizia municipale, visto che si tratta di un deposito e non di un laboratorio". Per quanto riguarda i controlli, conclude Saccardi, l'ultimo in ordine di tempo risale al 17 dicembre ed ha portato alla scoperta di un capannone in via di Buozzi trasformato in un laboratorio con tanto di soppalchi realizzati abusivamente ad uso abitativo.