Sono proseguite anche oggi, mercoledì 5 febbraio, le indagini sulla morte di Gina Bonciolini, l'anziana di 84 anni trovata morta ieri mattina nella sua abitazione di via del Giardino a Ponte a Egola dopo aver subito una truffa da parte di due falsi addetti dell'acquedotto.
Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri, la donna sarebbe deceduta per cause naturali in seguito allo spavento e alla disperazione conseguenza dell'aver subito un furto da parte di due falsi addetti al controllo dell'acqua.
I carabinieri del nucleo investigativo di Firenze sono tornati oggi nella casa della pensionata per raccogliere altri rilievi, cercare impronte o tracce dei malviventi che potrebbero essere pregiudicati e quindi schedati con impronte digitali nel registro.
Intanto il magistrato che si occupa del caso non ha ancora dato incarico al medico legale per effettuare l'autopsia sulla salma della donna che si trova ancora a Pisa.
Oggi sono stati effettuati anche altri posti di blocco nella Zona del Cuoio per cercare di rintracciare i mlaviventi: la sensazione è che le stesse due persone abbiano agito anche in altre circostanze nei Comuni del comprensorio dove tentativi di truffare gli anziani sono all'ordine del giorno.
Le aziende di pubblica utilità, i gestori di luce, gas, acqua, non inviano mai i controlli nelle case senza aver affisso preventivamente avvisi nei palazzi, dunque "non fate entrare in casa chi pretende di visionare bollette o contatori".
E' il primo avvertimento della Polizia per il vademecum contro le truffe agli anziani, un consiglio che avrebbe potuto salvare la vita della signora Bonciolini.
Un fenomeno, quello degli anziani raggirati, in crescita in un'Italia che invecchia. Le mutate abitudini sociali che non prevedono quasi più la convivenza di diversi nuclei familiari portano gli anziani a vivere spesso da soli. Ed e' proprio questa situazione a favorire i truffatori che approfittano della debolezza dell'anziano, portato a parlare e a dare fiducia a chi gli rivolge la parola per la strada, spesso l'unico scambio umano di una giornata in solitudine.
Tra l'altro i truffatori usano spesso il nome del figlio o di un parente stretto nei loro approcci per millantare una conoscenza stretta con la famiglia.
Sembra che nel caso della signora di Ponte a Egola i malviventi abbiano proprio detto all'anziana di essere amici del figlio e di aver già fatto controlli delle tubazioni nella sua casa.
