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Monterappoli accoglie il cardinale Giuseppe Betori. Prosegue la visita pastorale dell'arcivescovo di Firenze

Giuseppe Betori in visita a Monterappoli

Si è conclusa anche a Monterappoli la visita pastorale dell’Arcivescovo Betori, iniziata con la visita ai malati della frazione empolese nelle loro abitazioni, dei quali il cardinale ha apprezzato la capacità dell’accettare la sofferenza. Nel pomeriggio Betori ha incontrato i ragazzi del catechismo insieme ai loro genitori e ha risposto con semplicità alle tante domande poste, dalle più originali (in paradiso incontreremo i nonni? In paradiso si potrà fare sport?) alle più elaborate (perché le donne non possono diventare sacerdoti? Che differenza c’è fra fede e religione?). La discussione è stata talmente interessante che l’Arcivescovo ha raccolto le domande postegli per rifletterci anche in seguito. Successivamente ci sono stati il colloquio col parroco, col consiglio pastorale e col Copae, che è iniziato col racconto della storia della parrocchia, nata dopo la morte di Don Colzi nell’85 dalla fusione delle due precedenti entità separate di San Giovanni e San Lorenzo e guidata da allora da Don Vincenzo Mugnaini.

Al cardinale è stata poi esposta la situazione finanziaria della parrocchia, con le diminuite entrate e le crescenti spese, in primis per i restauri sia delle strutture che delle opere d’arte; ciò non ha comunque impedito iniziative culturali quali pellegrinaggi a luoghi di fede e cultura più o meno lontani, da Firenze alla Terrasanta. La domenica è stato il turno della visita al cimitero, seguita dalla Messa cantata nella Pieve con la benedizione delle candele.

"La visita pastorale è peri ricordare che ogni giorno della nostra vita siamo visitati dall’amore di Dio e quindi non siamo abbandonati e lasciati soli, perché il Signore è una presenza viva nella vita di ogni giorno – ha detto l’Arcivescovo nell’omelia – Gesù vuole essere totalmente uguale a noi: ha in comune il sangue e la carne  e si sottomette anche lui a questo rito. Maria e Giuseppe lo offrono a Dio per riceverlo di nuovo da Lui. La presentazione di Gesù anticipa già il senso della sua vita perché Egli è il dono del Padre fatto su di noi". Ha proseguito Betori: "La prima finalità della presenza del  Vescovo è ricordare che Dio è presente nella nostra vita, “ci visita” e la seconda è che ci visita come comunità e che dobbiamo rinsaldare la vita comunitaria".

Alla fine, pranzo insieme al consiglio pastorale, al gruppo teatrale e al coro coi familiari, con Don Mugnaini che ha ringraziato l’Arcivescovo  per la due giorni di gioia, armonia e fraternità e per aver avuto la certezza di far parte tutti di unico corpo che è la Chiesa.

Fonte: Ufficio Stampa

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