"Lezioni di Memoria, un pomeriggio parlando della Shoah. Meditate.
Questa è stata la conclusione della chiacchierata di ieri pomeriggio presso il Circolo Arci Stella Rossa di Signa, un percorso di “memoria” attraverso il racconto di una storia e della Storia con ‘s’ maiuscola, accompagnato da alcune letture tratte da lettere di giovani deportati e da un libro-racconto di una deportata. L’evento si è svolto a quasi una settimana dal Giorno della Memoria perché certi fatti storici vanno ricordati sempre e non devono essere solo momenti commemorativi, ma occasioni per riflettere su ciò che è stato e ciò che può ritornare a corrompere di nuovo le menti, come lo stesso Primo Levi sottolineava. Ciò che ci ha portato ad organizzare questa iniziativa è stato anche il pensiero che tra i tanti deportati (ebrei e non) c’erano anche tanti giovani ragazzi e ragazze della nostra età a cui, a differenza di noi e in un diverso spazio temporale, era stato tolto il futuro e a coloro che erano sopravvissuti, non era rimasta neanche la dignità. La prof.ssa Gabriella Ceccarelli ha raccontato di Elisa Springer, che per anni aveva taciuto sull’orrore da lei vissuto, per paura di non essere creduta o semplicemente per voler dimenticare e su cui poi ha deciso di raccontare la sua storia ne “Il Silenzio dei vivi”. Questo ha evidenziato il voler porre un velo nella storia di Europa su ciò di cui tutti si vergognavano.
Gabriele Scalini (professore di Storia e Filosofia) ha invece illustrato il punto di vista di coloro che erano i persecutori, partendo da un libro storico “Uomini comuni” di Christopher R. Browning, che pone scientificamente l’accento su questi uomini “normali”, appunto comuni e di quanto la divisione dei ruoli evidenzi il peso della supremazia dell’autorità sulla volontà e da qui la “banalità del male” della filosofa ebrea Hannah Arendt. Collegandosi a ciò, il segretario del PD Signa, Sara Ambra ha fatto poi un confronto con ciò che accade oggi con l’indebolimento delle coscienze.
Questa parte di storia ci ricorda come il potere di “distruzione” degli ebrei abbia un carattere di sistematicità ed è questo che si innesta nelle coscienze per durare nel tempo.
Tanti gli interventi delle persone che hanno partecipato con sentimento all’iniziativa: chi ricordava i propri viaggi della Memoria, chi, come Roberto Nistri, presidente di Anpi Signa, ha sottolineato della nostra responsabilità italiana nello sterminio o di chi ancora ha posto l’accento su nuove forme di antisemitismo e di intolleranza che esistono oggi.
Dobbiamo riflettere su ciò che è stato e i luoghi della memoria servono a questo. La negazione non ci aiuterà. Non dobbiamo vivere credendo che ciò non accadrà più o non volendo guardare con i nostri occhi ciò che è stato, dobbiamo comprendere e guardare anche con il cuore ciò che l’essere umano può arrivare a fare".

Pamela Calamai, Segretaria Giovani Democratici Signa