Una delegazione di imprenditori fiorentini del settore moda e del made in Florence, si è incontrata oggi, 3 febbraio, nella sede Confesercenti di Via Condotta con Valeria Fedeli, Vicepresidente del Senato e parlamentare della nostra circoscrizione.
La delegazione era composta dagli orafi Riccardo Cascio, Gianni Mercatali e Massimo Campaioli, presidente degli orafi di Confesercenti, da Enrica Paoletti, direttrice della Fondazione Artigianato artistico fiorentino, da Maria Pilar Lebole dell'Osservatorio Mestieri d'Arte, da Olvia Turchi, presidente dell’Associazione Antiquari di via Maggio e dal presidente cittadino della Confesercenti Claudio Bianchi, oltre ad altri imprenditori del settore manifatturiero di Firenze. La Senatrice Fedeli è la prima firmataria di un progetto di legge per l’istituzione del marchio “Italian Quality” per il rilancio del commercio estero e la tutela dei prodotti italiani, attualmente in discussione presso la decima Commissione del Senato.
Dopo aver illustrato il contenuto del disegno di legge, la Senatrice Fedeli, ha ascoltato i commenti e le proposte che gli imprenditori fiorentini hanno sollevato per migliorare il testo e renderlo maggiormente vicino all’obbiettivo di salvaguardare e rilanciare le nostre manifatture artigianali e industriali nelle quali la maggior parte delle lavorazioni sono realizzate in questo nostro territorio.
L’obiettivo dell’incontro promosso da Confesercenti è stato quello di sostenere e contribuire a migliorare un testo che nell’allineare la normativa nazionale in materia di marchi di origine delle manifatture, deve valorizzare quelle conoscenze e quelle tradizioni, basate su creatività, manualità ed eleganza, che hanno fatto dei nostri processi produttivi l’essenza dell’immagine italiana nel mondo. Pertanto è importante mirare a tutelare il produttore e il consumatore con l'istituzione di un marchio che sopperendo all'attuale carenza di informazione e garanzia, consenta condizioni di equa competizione.
Per questo si chiede che le caratteristiche qualitative intrinseche e oggettive del prodotto marchiato "Italian Quality" si basino su processi produttivi che in più fasi siano avvenute nel nostro Paese, e non solo "l'ultima trasformazione sostanziale" come invece avviene oggi per il "made in Italy".
Fonte: Confesercenti Firenze - ufficio stampa
