Il ministro della Pubblica amministrazione e la semplificazione Gian Piero d'Alia sarà a Pisa lunedì 3 febbraio, ospite d'eccellenza del convegno “Semplificazione amministrativa come motore di sviluppo”, promosso da ConfcommercioPisa e CNA Pisa.
I lavori si svolgeranno presso la Camera di Commercio di Pisa, a partire dalle 15 e 30, vedranno la partecipazione, oltre al ministro per la semplificazione, del presidente della CCIAA Pierfrancesco Pacini e dei presidenti provinciali di Confcommercio e Cna, rispettivamente Federica Grassini e Andrea Zavanella.
“Come rendere la vita più facile alle imprese e far crescere il paese e l'occupazione” è questo il sottotitolo del convegno che vuole cogliere l'opportunità della presenza del ministro D'Alia, per rilanciare il tema della burocrazia e della necessaria semplificazione delle procedure che grava sulle imprese, oltre a evidenziare l'opportunità di una maggiore trasparenza nella pubblica amministrazione, secondo i più moderni indirizzi normativi.
Così illustrano l’appuntamento i rispettivi Presidenti delle due associazioni di categoria.
Federica Grassini (Presidente di ConfcommercioPisa): “Di fronte all'attuale crisi, il peso della burocrazia e l'incidenza degli oneri amministrativi è sempre più intollerabile per le imprese, soprattutto se di dimensione medie e piccole. Ogni anno la burocrazia costa alle imprese 31 miliardi di euro, pari a due punti percentuali di Pil. Settemila euro è il carico che grava su ciascuna impresa italiana. Così, l'eccesso dei costi della regolazione rappresenta una delle cause principali dello svantaggio competitivo dell'Italia.
Nella graduatoria della Banca Mondiale l'Italia è al 25 esimo posto su 27 paesi dell'UE, mentre su un totale di 185 paesi l'Italia è all'84° posto per l'avvio di impresa, al 103° posto per il rilascio del permesso di costruire, al 131° per il pagamento delle tasse, al 160° per i tempi della giustizia civile.
Burocrazia e procedura la fanno da padrone a causa di una stratificazione delle norme e degli adempimenti nel tempo, la sovrapposizione degli oneri imposti dai diversi livelli di governo, la pluralità di soggetti pubblici a cui rivolgersi senza alcun tipo di coordinamento, con la conseguenza di una inutile duplicazione delle comunicazioni e degli adempimenti, tempi lunghi e incerti, una continua proliferazione di nuovi adempimenti.
La cosa più sconvolgente è che si registra una totale assenza di proporzionalità in relazione alla dimensione e al settore di attività delle imprese, il 98% delle quali non supera i 9 addetti. I costi della burocrazia e dell'inefficienza della Pubblica Amministrazione sono costi occulti, che motivano la debolezza degli investimenti e che spiegano la crisi di competitività e di produttività che sta vivendo il nostro paese.
Costi che vanno abbattuti se vogliano rimettere in moto crescita e occupazione”.
Andrea Zavanella Presidente CNA Pisa: “La materia della semplificazione è diventata un elemento decisivo della competitività del “Sistema Paese”.
La particolare complessità del sistema amministrativo-burocratico è fonte di grande svantaggio per il complesso dell’economia nazionale e rappresenta un vero e proprio problema per milioni di cittadini e di imprenditori. Nel corso degli anni passati sono state messe in campo molte iniziative per semplificare la vita alle imprese, da parte di tutti i governi nazionali e regionali che si sono susseguiti alla guida del Paese intero e delle Regioni. I risultati sono stati importanti, ma nettamente al di sotto delle necessità.
I dati raccolti nell'indagine IpsosCNA questo mese ce lo dimostrano chiaramente:
• Per il 72% degli imprenditori l’aspetto meno accettabile sono i costi che queste comportano e per il 68% la perdita di tempo
• Il 64% si sente vessato dalle pratiche fiscali
• Nel 40% dei casi le pratiche burocratiche sono pure formalità prive di qualsiasi utilità e …
• …. nel 32% dei casi sono indebitamente attribuite all’azienda
• Il tempo è denaro: l’imprenditore, oltre a dover disporre di consulenza esterna, per assolvere alle pratiche burocratiche, deve …
• … sottrarre 47 dei propri giorni lavorativi in un anno e rinunciare a 28 giorni lavorativi dei propri dipendenti
In aggiunta si consideri anche che “il quadro di forte immobilismo – come recita il Rapporto Eurispes Italia 2014 pubblicato ieri- e decadimento della condizione economica del nostro Paese produce un atteggiamento di forte pessimismo nella popolazione”. La perdita del potere d’acquisto è una realtà per 7 italiani su 10. Secondo l’Eurispes, inoltre, esiste un preoccupante scollamento tra i cittadini e le istituzioni, che si manifesta attraverso un grado di sfiducia diffuso e generalizzato. In sette casi su dieci (70,6%) gli italiani indicano che la propria fiducia nelle istituzioni è diminuita. Per questo la nostra voce è tutta concentrata a chiedere una vera semplificazione normativa ed un minor carico fiscale al governo per far ripartire l’economia e l’occupazione, al paese servono prestosegnali netti e fatti concreti ”.
Fonte: Confcommercio Pisa
