Dopo il deposito delle motivazioni della sentenza n. 1/2014 della Corte Costituzionale che ha dichiarato l’incostituzionalità di alcune norme della legge elettorale 270/2005 (il c.d. porcellum) ci si attendeva una proposta di legge che si rifacesse ai principi costituzionali richiamati dalla Corte : rappresentatività del Parlamento e voto libero e uguale.
Duole invece constatare che il dibattito politico, prima e dopo la sentenza, si presenta del tutto impermeabile alle argomentazioni e ai principi richiamati dalla Corte.
La stessa proposta Renzi /Berlusconi presenta gli stessi elementi di incostituzionalità evidenziati dalla Corte e consiste sostanzialmente, con pochi correttivi, in una riformulazione della vecchia legge elettorale riproducendo vizi analoghi a quelli appena dichiarati incostituzionali. In particolare la proposta finora divulgata prevede:
° premio di maggioranza sproporzionato, pari a circa 100 deputati (15%-18%)che può arrivare a capovolgere la volontà degli elettori,
° assenza di voto di preferenza pur in presenza di una formula elettorale proporzionale,
° liste bloccate con nominati dai partiti ,
° aggravamento delle clausole di sbarramento (5% per i partiti in coalizione-8% per quelli senza coalizione – 12% per le coalizioni) per escludere le aree di dissenso .
Per questo motivo il Comitato in difesa della Costituzione dell’empolese-valdelsa, aderisce all’Appello dei Costituzionalisti: “ Italicum peggio del Porcellum” pubblicato domenica scorsa sul il Manifesto e riproposto su “Micromega” e invita tutti i cittadini a fare altrettanto esprimendo il loro dissenso per l’accordo PD, Forza Italia e NCD sulla legge elettorale che contrasta con tutti i principi della democrazia rappresentativa e che consiste in una riedizione della legge dichiarata in buona parte incostituzionale.
Chiede ai rappresentanti di partiti politici presenti in Parlamento, che la nuova legge elettorale trovi nelle Aule Parlamentari il luogo naturale di una approfondita discussione e confronto sui meccanismi di rappresentanza democratica (definita un valore costituzionalmente protetto) che non può essere “compressa” da alcuna esigenza di “governabilità” o “stabilità” .
Il Comitato ribadisce infine il proprio impegno a tutti i livelli per creare occasioni di confronto e discussione su queste tematiche, puntando non solo a far conoscere i principi della Costituzione, ma soprattutto a creare una coscienza civile consapevole e vigile sulle scelte della politica al fine della piena attuazione di tali principi, nel forte convincimento che oggi più che mai, proprio per un potenziamento e rafforzamento della democrazia e delle sue Istituzioni, potrà aprire una stagione costituzionale, fatta di buone leggi e di accurate scelte politiche.
Fonte: Il Comitato in difesa della Costituzione dell’Empolese-Valdelsa
