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La Regione si 'lega' alla Rete Geotermica per avere nuove tecnologie a basso impatto ambientale. C'è anche la Idrogeo del certaldese Murratzu

Il geologo certaldese Alessandro Murratzu

Via libera ad un nuovo modo di produrre energia geotermica, mettendo in campo tecnologie a ridotto impatto sull'ambiente, opportunità inedite per chiudere la filiera nel rispetto delle esigenze dei singoli territori e con ricadute positive per l'occupazione.

Questi, in sintesi, i punti che il presidente della Regione Enrico Rossi ha sottolineato descrivendo il deciso cambio di passo segnato dal Protocollo d'intesa siglato oggi dalla Regione Toscana e dalla Rete Geotermica (RG), il network di imprese che si è costituito nell'ottobre scorso e di cui fa parte la grande maggioranza degli operatori attualmente titolari di permessi di ricerca in Toscana e soggetti industriali della filiera della geotermia.

Nel corpo di questi operatori spicca per l'Empolese Valdelsa la Idrogeo srl del certaldese Alessandro Murraztu.

"E' la prima volta che firmiamo un'intesa sulla geotermia – spiega Rossi – in un tavolo dove Enel non è presente. Ovviamente non abbiamo nulla contro Enel, con cui abbiamo lavorato e siglato numerose intese, ma credo sia un fatto positivo, che ha fra l'altro effetti regolatori del mercato, che oggi siamo in grado di dimostrare che, in Toscana, la geotermia è anche altro".

La seconda ragione che rende importante l'intesa sta nel fatto che l'orizzonte nel quale opera la rete geotermica è quello della media e bassa entalpia, una metodologia di estrazione a circuito chiuso, che permette una quasi totale riduzione delle emissioni in atmosfera.

Ma per i territori c'è, secondo Rossi, un'altra buona notizia. Ovvero, spiega, "la volontà delle imprese che operano nella Rete di contestualizzare l'intervento, di dialogare a livello locale con istituzioni e cittadini, in modo da non rispondere solo a logiche di profitto, ma assecondando potenzialità, cultura, vocazione, esigenze economiche dei diversi territori". "I cittadini devono sapere – prosegue Rossi - che si apre un capitolo nuovo che, oltre a dare risposte a una buona parte delle perplessità sollevate, negli anni, nei territori interessati dagli impianti geotermici, avrà ricadute positive anche sul fronte della produzione di tutto il know how che serve per il nuovo modo di produrre energia, con conseguenze positive anche sull'occupazione".

Romanelli (SEL): “Una buona notizia per l’economia e l’ambiente della Toscana, e per il pluralismo del mercato”.

“Saluto con favore - dichiara Mauro Romanelli Consigliere Regionale di Sinistra Ecologia e Libertà – la firma del Protocollo d'intesa siglato oggi dalla Regione Toscana e dalla Rete Geotermica (RG), la rete d’imprese che lavorano nel campo della bassa e media entalpia, ovvero quel tipo di sfruttamento della risorsa geotermica non impattante sull’ambiente”.

“Finalmente la Regione, da noi fortemente e da tempo sollecitata, ha fatto questa scelta coraggiosa che rompe con una situazione di monopolio ultradecennale, aprendosi a tecnologie innovative, basate su piccole centrali di estrazione a circuito chiuso, con reiniezione di gas nel sottosuolo, e quindi non inquinanti a livello d’emissioni”. “E’ la vittoria di chi da anni s’impegna per una geotermia realmente rinnovabile”.

“Tutto questo non solo fa bene all’ambiente, ma creerà un mercato aperto, concorrenziale, con importanti ricadute economiche e occupazionali: in questo senso è prioritario l’impegno delle imprese del network a sviluppare una filiera corta (regionale e nazionale) e a confrontarsi con le istituzioni locali e i cittadini, nel rispetto della specificità di ogni territorio”.

“La storia della geotermia in Toscana è stata fino ad oggi una storia di profitti giganteschi in regime di monopolio senza sufficienti ricadute positive per il territorio e i cittadini, e anzi con un impatto sull’ambiente che probabilmente poteva essere in gran parte evitato se solo si fossero adottate subito le nuove tecnologie a disposizione”.

“Spero che adesso inizi un percorso che possa riconciliare i cittadini, finora giustamente ostili e sospettosi, nei confronti di una fonte energetica sicuramente pulita e rinnovabile se sfruttata nel modo corretto” - conclude Romanelli.

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