Domenico Sammartino, consigliere comunale “Fratelli d’Italia – Centrodestra Nazionale”, ha inviato questo comunicato stampa per raccontare e commentare l'approvazione in consiglio comunale del regolamento urbanistico.
Centro congressi, albergo, ristorante, sale riunioni, servizi connessi (reception, suite, spazi espositivi, bar, auditorium, palestra, spa); attrezzature sportivo‐ ricreative (piscina, tennis, ecc.); area di parcheggio alberato.
Non si tratta di una nuova costruzione a Dubai, ma bensì parte di quello che prevede il Regolamento Urbanistico approvato in Consiglio comunale il 24.1.2014. Il documento, illustrato dai redattori arch. Goffredo Serrini e ing. Claudio Zagaglia, prevede una serie di progetti, cosiddetti norma, che permetterebbero, nel capoluogo e nelle frazioni, svariate realizzazioni immobiliari nuove, nonché recupero e conservazione di vecchie cubature.
E’ un regolamento che secondo i tecnici riprende in toto le indicazioni del Piano Strutturale dagli stessi redatto e successivamente approvato in consiglio comunale nel 2010.
Sarà anche vero, ma nel corso della discussione sono emerse alcune perplessità che gli stessi tecnici non sono riusciti a dirimere. Il progetto di cui sopra è il recupero della cd “Villa Martelli” in Vinci capoluogo che l’arch. Serrini riteneva fosse già stato avanzato. Strano che non sapesse la storia di detto edificio.
Anni fa, quando a Vinci governavano i figli di primo letto del PCI, alcuni industriali della zona presentarono un progetto di fattibilità che avanzava delle ipotesi analoghe a quelle oggi in discussione. Quei “fessacchiotti” (in senso solo ed esclusivamente d’affetto) si fecero abbindolare dall’allora sindaco(a) e dopo aver speso una bella sommetta (in lire) si videro bocciare il progetto. Analogamente a quanto più o meno sarebbe avvenuto anni dopo per il campo da golf. Il progetto che viene presentato oggi con il Regolamento Urbanistico, nonostante venga enfatizzato è, causa crisi, praticamente irrealizzabile al momento e resterà, vorrei sbagliarmi, un sogno nel cassetto.
Tra i progetti che potrebbero svilupparsi vi è quello, cd. “PN10”, che prevede addirittura, ma l’architetto non vuole che si chiami così, un “grattacielo” di 6 piani, idealmente perpendicolare all’Arno e comunque nei pressi di esso. In merito a questo progetto si è chiesto se non fosse un azzardo e comunque se ci potessero essere problematiche connesse al rischio idraulico. La risposta dell’arch. Serrini era a dir poco raccapricciante. In contrasto a tutte le norme e le regole di prevenzione, dichiarava che poteva considerarsi, nel calcolo dei rischi, anche il sacrificio del piano terra. Parliamo dell’immobile, e le persone?
Ad una specifica domanda dello scrivente circa la previsione di una viabilità alternativa per l’accesso a Vinci capoluogo l’ing. Zagaglia, ricordando che già il Piano Strutturale prevede una simile ipotesi, illustrava quella che secondo lui poteva essere, perché già in parte esistente, una viabilità sostenibile turisticamente e che, passando da Petroio, potrebbe valorizzare zone altrimenti depresse e fare in modo che non si passi più obbligatoriamente dalla zona industriale di Mercatale.
Non si può che essere d’accordo per dare finalmente a Vinci, anche nel solo accesso alla città, l’aspetto di un borgo votato al turismo, ma voglio ricordare che intanto, dal Piano Strutturale sono passati 5 anni e nulla si è fatto per iniziare, quantomeno, un iter di progetto del piano.
A domanda dello scrivente se il Regolamento Urbanistico recepisse o meno il Piano di Emergenza, così come previsto dalla legge 12 luglio 2012, n. 100 (Disposizioni urgenti per il riordino della protezione civile), il vicesindaco Alberto Casini, credo anche nella sua veste di delegato alla Protezione Civile della Giunta dell’Unione dei Comuni del Circondario Empolese‐Valdelsa, rispondeva di no perché non ancora approvato dall’Unione.
E poi si pretende il rispetto delle leggi da parte dei semplici cittadini.
Parte integrante del Regolamento Urbanistico è il Programma di intervento per l’abbattimento delle barriere architettoniche e urbanistiche che si limita ad un censimento delle zone già accessibili o da sottoporre ad intervento. Sarà cura del sottoscritto verificare che l’Amministrazione programmi interventi in questo senso affinché Vinci, ricordiamolo pure patria di Leonardo, sia resa accessibile a tutti.
Il Regolamento Urbanistico, così come strutturato e documentato, appare un libro delle favole dove però in alcuni episodi diventa un giallo per la sola interpretazione delle norme. Così come strutturate le Norme Tecniche di Attuazione, se mai si iniziasse un iter progettuale, la fine lavori potrebbe essere: MAI
Un plauso ai consiglieri di maggioranza che, avendo ben compreso oltre 816 pagine e 55 tavole di cui è composto il Regolamento Urbanistico, non ritenevano opportuno fare domande e al momento del voto si esprimevano, con pensiero unico, favorevoli all’approvazione.
Fonte: Domenico Sammartino, consigliere comunale “Fratelli d’Italia – Centrodestra Nazionale”
