Ventinove posti di lavoro al calzaturificio Baracchino di Fucecchio, famoso per il marchio Sax. La ditta, che da tempo ricorreva alla cassa integrazione, ha informato la Filctem Cgil nel corso del mese di gennaio di voler cessare l’attività. Duro il sindacato: per Silvia Mozzorecchi “le soluzioni per affrontare la crisi potevano essere altre, come ad esempio procedere per ‘crisi aziendale’. L’azienda meritava un ulteriore tentativo e siamo stupiti”.
“Siamo comunque riusciti a firmare in Provincia un accordo di cassa straordinaria – prosegue la sindacalista – adesso entro gennaio 2015 c’è da trovare qualcuno in grado di rilevare il tutto salvando posti di lavoro e manualità”.
“Siamo di fronte a un quadro più generale di aziende malgestite, di una grave crisi e di una mancanza di fiducia complessiva – è la chiosa della sindacalista – non è possibile che si sia lasciati soli nella gestione delle crisi aziendali del territorio. Le autorità locali devono spronare il Governo a occuparsi dei problemi delle persone. Tutti i politici, di qualsiasi colore, devo assumersi impegni nel salvare le aziende, rispondendo al loro elettorato. Il lavoro sia al primo posto della campagna elettorale per le amministrative. Ci sono centinaia di situazioni di questo tipo – conclude – in imprese piccolissime si licenziano magari due dipendenti su tre, oppure si arriva a chiedere ai lavoratori trasformazioni in cooperativa, riduzione dei diritti, rinunce a parte di stipendio, o di diventare a propria volta imprenditori per rilevare le aziende. Se i politici non capiscono questo, smettano di fare politica”.
“Forse non si ha il quadro della situazione – dichiara il collega della Filctem Cgil Giuseppe Dentato – il territorio si è trasformato. Serve un piano complessivo di rilancio del lavoro, altrimenti questa zona farà importanti passi indietro”.
