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Unione dei Comuni, Forza Italia-PdL: "Il danno è fatto, comporterà danni in un crescendo inarrestabile. Ecco il perché del nostro no"

Roberto Ferraro (foto gonews.it)

"I consiglieri comunali di Fi-Pdl hanno chiesto che la nascita del nuovo Ente denominato Unione dei Comuni fosse sottoposta a referendum popolare consultivo come prevede lo Statuto comunale, in modo da consentire ai cittadini di esprimersi  in merito all’introduzione del nuovo Ente che andrà a sommarsi all’Ente Comune.

Sulla questione referendum i consiglieri del PD, di SEL e l’Amministrazione comunale si sono espressi negativamente, quindi il referendum non si terrà e l’Unione dei Comuni fra qualche settimana diventerà una realtà.

Poiché oramai la frittata è fatta e poiché i danni che questa innovazione comporterà  per i cittadini li vedremo a breve in un crescendo inarrestabile, è opportuno che i cittadini siano informati dei motivi per i quali il centrodestra ha fortemente avversato l’Unione dei comuni.

MANCATA INFORMAZIONE

L’Ente Unione dei comuni è stato introdotto senza informare minimamente i cittadini circa il suo reale contenuto. L’Unione dei comuni è per la maggioranza dei cittadini un soggetto sconosciuto. I cittadini non sono stati messi in condizione di  rendersi contro della rivoluzione copernicana che tale innovazione provocherà nella amministrazione pubblica, né è stato consentito loro di esprimersi con un referendum.

AUMENTO DELLA BUROCRAZIA

Il progetto è sbagliato perché è in netta controtendenza con la generale volontà di semplificare l’apparato pubblico. Si  crea un nuovo Ente pubblico che assomiglia molto alla Provincia. I cittadini d’ora in avanti dovranno dialogare con la Provincia di Pisa, con l’Unione dei comuni e con i quattro Comuni che ne fanno parte i quali, va sottolineato,  continueranno ad esistere anche dopo la costituzione dell’Unione dei comuni.

RIDUZIONE DEL LIVELLO DEMOCRATICO

Il progetto è sbagliato perché gran parte delle principali funzioni dei Comuni saranno gradualmente trasferite all’Ente Unione dei Comuni, i cui organi -  la Giunta dell’Unione ed il Consiglio dell’Unione -  non saranno direttamente eletti dai cittadini, con la conseguenza che il comprensorio del cuoio verrà amministrato da un Ente non elettivo, nel quale il principio democratico della libera scelta da parte dei cittadini dei propri amministratori sarà solo un lontano ricordo.

MENO RAPPRESENTATIVITA’

L’Unione dei comuni segna una grave perdita di rappresentatività poiché degli attuali 20 consiglieri comunali di San Miniato, solo sei di essi andranno a rappresentare  il Comune in seno all’Unione. Nella scelta dei 6 consiglieri comunali da destinare al Consiglio dell’Unione non avrà  alcun valore il peso delle preferenze espresse dai cittadini  al momento delle elezioni comunali, in quanto la scelta sarà delegata ai partiti.

Nella stragrande maggioranza dei casi le decisioni dell’Unione dei comuni verranno assunte  con votazioni e con maggioranze che non terranno conto del diverso peso demografico dei quattro comuni.

COSTI

L’Unione dei comuni comporterà più costi per la collettività. Non è stato presentato alcun documento che tenti di dimostrare economie di scala conseguenti alla nascita del nuovo Ente

L’aumento dei costi sarà una logica conseguenza dell’aumento della burocrazia. La coesistenza di due Enti, l’Unione dei Comuni ed il Comune,  non potrà comportare una diminuzione di costi per quanto riguarda il personale, come ben stanno a dimostrare le richieste che in materia hanno già avanzato le rappresentanze  sindacali del settore.

Un importante capitolo di spesa sarà poi quello che si aprirà quando l’Unione si vorrà dotare di una sede amministrativa, analogamente a quanto accaduto in  limitrofe Unioni dei comuni".

Roberto Ferraro, capogruppo Fi-PdL al Comune di San Miniato

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