Rispetto a quanto registrato per la domanda di credito da parte delle famiglie, con queste ultime che durante gli ultimi 5 anni si sono adoperate in un sostanziale deleveraging riducendo in modo significativo sia il numero delle richieste sia l’importo di mutui e prestiti, le imprese italiane non hanno di fatto mai smesso di rivolgersi agli Istituti di credito per sostenere la propria attività.
Anche nel mese di dicembre appena concluso, infatti, il numero delle domande di finanziamento da parte delle imprese è cresciuto del +5,7% (dato ponderato sul numero di giorni lavorativi) rispetto allo stesso mese del 2012, portando l’incremento complessivo nei 12 mesi ad un +1,7% rispetto all’anno precedente.
Queste evidenze emergono dal Barometro CRIF sulla domanda di credito da parte delle imprese elaborata sulla base del patrimonio informativo di EURISC - il Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF che raccoglie i dati relativi a oltre 77 milioni di posizioni creditizie di cui più di 8 milioni attribuite a utenti business e che rappresenta un indicatore fondamentale per tastare il polso, in modo sistematico e tempestivo, alle nostre imprese.
In particolare, dall’ultima rilevazione condotta da CRIF emerge che, su scala nazionale, il numero di istruttorie formali presentate nel semestre luglio-dicembre risulta essere il più elevato in assoluto dal 2009 ad oggi, ovvero da quando la crisi economica ha iniziato a far sentire i suoi effetti, a conferma del fatto che le imprese italiane non hanno smesso di rivolgersi agli istituti di credito in questa difficile fase del ciclo economico.
Distinguendo tra Imprese Individuali e Società, nel corso del 2013 l’andamento aggregato è risultato quasi speculare, con le prime che hanno fatto segnare un +1,66% rispetto all’anno 2012 a fronte di un +1,73% per le seconde.
Il Barometro CRIF conferma anche una significativa crescita dell’importo medio dei finanziamenti richiesti da parte delle imprese italiane: nei 12 mesi dell’anno appena concluso, infatti, nell’aggregato di imprese individuali e società, l’importo medio si è attestato a 70.700 Euro contro i 57.503 Euro del 2012 (+18,7%).
Scendendo maggiormente nel dettaglio, le imprese individuali hanno fatto registrare un importo medio dei finanziamenti richiesti pari a 36.608 Euro (+17,3%, era stato di 31.200 Euro nel 2012), mentre per le società si è attestato a 94.568 Euro (+24,6%, contro i 75.927 Euro del 2012).
La situazione in Toscana
L’andamento delle richieste di credito disaggregato per singola regione presenta, come spesso accade, dinamiche estremamente variegate, influenzate da peculiarità e dinamiche locali che non sono state approfondite nell’analisi.
Nello specifico, in Toscana il numero di richieste di credito presentate dalle imprese nell’ultimo anno rispetto al 2012 ha fatto registrare una crescita del +5,9%, performance nettamente migliore rispetto alla media nazionale, pari al +1,7%. In forte aumento anche l’importo medio richiesto, che con 89.554 Euro ha fatto segnare un incremento del +33,8%.
Entrando maggiormente nel dettaglio, relativamente al numero di richieste presentate, la spaccatura per provincia mette in evidenza una crescita del +22,6% per le imprese della provincia di Pisa, seguita da quelle di Livorno, con un + 20,7%.
Le uniche due province in regione a far registrare una contrazione sono state quelle di Lucca (-1,6% rispetto al 2012) e di Grosseto, con un calo del -0,9%.
Scenario positivo anche per quanto riguarda gli importi medi richiesti: tra le province della Toscana spiccano Arezzo, con una media di 191.483 Euro e un +2,4% rispetto all’anno precedente, e Livorno con 132.424 Euro, che fanno registrare un valore ben superiore sia alla media regionale che a quella nazionale.
La posizione più bassa nel ranking è occupata dalla provincia di Massa e Carrara, con un importo medio di 32.174 Euro e un incremento, rispetto al dato registrato nel 2012, che si ferma al +1,8%.
Le imprese della provincia di Firenze, infine, si caratterizzano per un incremento del +2,6% nel numero delle richieste presentate agli Istituti di credito e per un importo medio pari a 60.979 Euro.
PROVINCIA | Variazione Numero richieste | Importo Medio 2013 in € |
AREZZO | 3,7% | 191.483 |
FIRENZE | 2,6% | 60.979 |
GROSSETO | -0,9% | 71.894 |
LIVORNO | 20,7% | 132.424 |
LUCCA | -1,6% | 80.427 |
MASSA E CARRARA | 8,0% | 32.174 |
PISA | 22,6% | 110.052 |
PISTOIA | 3,7% | 64.908 |
PRATO | 12,3% | 65.291 |
SIENA | 1,9% | 88.314 |
TOT. TOSCANA | 5,9% | 89.554 |
TOT. ITALIA | +1,7% | 70.700 |
Fonte: EURISC – Il Sistema CRIF di Informazioni Creditizie
Evidentemente le prospettive di ripresa, per quanto modeste esse siano, contribuiranno ad incoraggiare le imprese a riprendere progressivamente gli investimenti e per questo avranno necessità di reperire adeguate risorse finanziarie. Dopo una prolungata fase di difficoltà, da parte soprattutto delle piccole e medie imprese, ad accedere ai finanziamenti oggi si registra una grande attenzione anche ai canali alternativi o comunque complementari a quello tradizionalmente rappresentato dagli istituti di credito. In particolare, anche grazie alla spinta normativa avviata con il Decreto Sviluppo del 2012, si stanno infatti determinando i presupposti affinché il mercato dei cosiddetti mini-bond possa definitivamente decollare, come testimoniano anche le prime recenti emissioni.
A questo riguardo, come evidenziato anche da un recente studio realizzato da CRIF Rating Agency, in Toscana sono più di 600 le società di capitali che presentano le caratteristiche potenziali per poter accedere al mercato dei mini-bond e più in generale delle obbligazioni, quindi con la possibilità di raccogliere le risorse finanziarie necessarie a sostenere piani di sviluppo o di espansione anche internazionale.
“L’andamento delle richieste di finanziamento rappresenta un indicatore fondamentale per tastare il polso, in modo sistematico e tempestivo, alle imprese – spiega Simone Capecchi, Direttore Sales & Marketing di CRIF -. Nel 2013 appena concluso la domanda di credito ha sicuramente risentito dell’andamento negativo della nostra economia e delle prospettive ancora incerte che caratterizzano la quotidianità di molte imprese. Piuttosto, quella che è cambiata nel corso degli ultimi anni è la finalità dei crediti, richiesti non tanto per finanziare i progetti di investimento quanto, frequentemente, per sostenere l’attività corrente”.
Fonte: Crif - ufficio stampa
