"Sollecitato dall’appello di Confindustria nonché dalla richiesta di un “Patto per lo Sviluppo” affinché la politica del territorio si esprima nel merito al progetto Colorobbia (e al futuro industriale dell’Empolese) finalizzato alla realizzazione di un impianto di trattamento degli scarti animali, ritengo di dover prendere una posizione chiara rispetto al diritto delle imprese a presentare progetti e piani d’investimento e che questi s iano valutati imparzialmente e senza condizionamenti da parte degli Enti preposti al rilascio dei pareri e delle autorizzazioni.
Io mi auguro che Colorobbia non ritiri il progetto e che le autorità incaricate esprimano i pareri vincolanti sulla VIA procedendo secondo l’iter previsto dalle norme in tempi rapidi. L’azienda ha diritto di ricevere in tempi “europei” detto parere cosi come ha altrettanto diritto ad ottenere una risposta certa, sia essa positiva, che negativa sul progetto. I cittadini hanno diritto, otre all’accesso completo alle informazioni, di sapere quali sono le posizioni delle forze politiche prima delle elezioni amministrativepoiché sarebbe inaccettabile riporre progetti nel cassetto, invisi alla popolazione, per ripresentarli poi ad elezioni celebrate.
Premesso questo, sappiamo che due dei tre siti del territorio Colorobbia Italia e Colorobbia SPA sono in regime di cassa integrazione per oltre due terzi del personale con il coinvolgimento di circa 200 lavoratori per i quali, secondo fonti CGIL, è a rischio il posto di lavoro già dal prossimo febbraio quando scadranno gli ammortizzatori, e che ci sono, peraltro, molti altri aspetti di cui tenere conto ai fini della salvaguardia delle maestranze e della competitività dell’impresa.
Diversificare l’attività industriale valorizzando scarti derivanti dalla macellazione degli animali consentirebbe all’azienda di recuperare competitività poiché sappiamo bene quanto pesi la componente energia sui costi delle attività industriali. Produrre energia elettrica dalla combustione dei grassi estratti dagli scarti animali aiuterebbe l’azienda ad abbattere detti costi. Abbattimento dei costi vuol dire recuperare efficienza e conseguentemente tutelare livelli occupazionali. La generazione d’energia derivante dalla valorizzazione degli scarti equivale ai consumi di quasi 3000 utenze civili. Detta energia è individuata dalla legge come fonte rinnovabili anche se sussistono dubbi circa l’impiego del grasso animale nei motori endotermici.
In Toscana non ci sono impianti destinati al trattamento degli scarti da macellazione e pertanto la presenza diun’infrastruttura di questo tipo sarebbe di supporto alla filiera carni che ha da sempre un problema di costi per lo smaltimento degli scarti. Le organizzazioni agricole, Coldiretti in testa, che protestano per l’importazione di carni a ba sso costo dall’estero, sanno molto bene quanto siano sempre più insostenibili i costi d’allevamento. Lo stesso vale per tutto il bestiame su cui gravano costi e difficoltà burocratiche per lo smaltimento delle carcasse.
Nel considerare gli impatti che un impianto, di questo tipo comporta, credo che vadano soppesate tutte le variabili di contesto, poiché non vorrei che tra qualche settimana, gli stessi che oggi si stracciano le vesti impedendo persino una valutazione preliminare del progetto alzassero la voce per gli eventuali esuberi derivanti dalle difficoltà di un’azienda che tanto ha dato in termini di sviluppo e d’occupazione per questo territorio.
Negare persino la facoltà di presentare progetti mette a seriamente a rischio il “fare impresa” in questo territorio. Sinceramente trovo imbarazzante, e forse persino più grave del catastrofismo, il silenzio tombale del Partito Democraticoche ha la responsabilità, quale partito di maggioranza assoluta in quasi tutti i comuni, di governare queste zone. Nessuna voce si è levata, ne dall’Unione dei Comuni, dai Sindaci dei Comuni interessati, dai Consiglieri Regionali e provinciali, ancor meno dai parlamentari locali del PD, Parrini e Cantini.
Per quanto mi compete, nel caso in cui i Governi Locali non vogliano o non siano in condizione di raccogliere l’appello in tempi rapidissimi, giorni o poche settimane, avanzerò proposte e atti d’indirizzo nel Consiglio dell’Unione dei Comuni che vadano nella direzione chiesta dalle categorie produttive".
Il Consigliere indipendente eletto nella lista PDL – Comune di Castelfiorentino e Consiglio dell’Unione dei Comuni dell’Empolese-Valdelsa
