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Vitiello (Sel): "Bullismo, si muovano istituzioni e partiti"

Andrea Vitello, SEL circolo Empolese Valdelsa, ha diffuso questo comunicato sul tema del bullismo.

 

Il bullismo è un “pratica sociale” che distrugge molte persone. Alcune hanno smesso di studiare, alcune si sono suicidate. Purtroppo, spesso, i prof sono indifferenti e non intervengono. Questo fenomeno distrugge i ragazzi dal punto di vista psicologico perché alla fine ti senti inutile, ti sembra di non valere nulla e spesso non riesci a reagire e tu stesso ammetti di essere un insulso. Può avvenire anche quel fenomeno che è stato descritto per le minoranze oppresse, in cui la persona pensa di “meritare” quello che subisce. Mi sono sentito dire che quelle persone non ci sono più perché non sopportavano più il bullismo, non ci sono più perché sono deboli e che il bullismo è una cosa “normale”.

Basta! Dobbiamo reagire, organizzare la presa in carico del problema da parte di tutta la società e le istituzioni, a partire dai Comuni e ASL. Dobbiamo provare a togliere il “velo di Maya” (termine usato dal filoso Shopenhauer) è guardare in faccia la realtà. Se una cosa c’è sempre stata è “normale” che ci sia? Il razzismo la violenza sono cose molto presenti ma non sono “normali” non sono una condizione dalla quale non possiamo uscire. Sono invece cose anomale che dobbiamo e possiamo contrastare, altrimenti verrebbero giustificate.  Istituzioni e anche partiti devono combattere il bullismo e la violenza in generale anche attraverso iniziative nella scuola e all’università.

Ho scritto questo intervento dopo l’ennesimo atto di bullismo avvenuto nei confronti di un ragazzo a Empoli, riferito dai giornali in questi giorni. Quello che è successo a questo ragazzo potrebbe succedere a qualunque altro e mi dispiace molto che il prefetto dica solo che sono i genitori che devono stare più attenti. Per combattere il bullismo bisogna smettere di essere indifferenti fare una legge contro questa pratica e costruire, insieme a ragazzi e insegnanti, un codice di comportamento nelle scuole. In Inghilterra a causa di questo fenomeno hanno deciso di introdurre un codice di comportamento da rispettare. Non possiamo rimanere indifferenti o sottovalutare questi cattivi comportamenti,  dobbiamo invece organizzare occasioni di incontro ed iniziative scolastiche contro il bullismo, il razzismo, la violenza contro le donne e l’omofobia.

Fonte: Andrea Vitiello (Sel Empolese Valdelsa)

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