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L'arcivescovo Betori all'oratorio, poi incontro con le comunità cattoliche straniere: filippina, polacca e africana

Il cardinale di Firenze Giuseppe Betori in visita all'oratorio di Empoli con Don Guido Engels e i piccoli del catechismo. Qui con Lorenzo Ancillotti presidente dell'Associazione 'Monsignor Giovanni Cavini'

Il cardinale di Firenze Giuseppe Betori in visita all'oratorio di Empoli con Don Guido Engels e i piccoli del catechismo. Qui con Lorenzo Ancillotti presidente dell'Associazione 'Monsignor Giovanni Cavini'

E’ terminata la visita pastorale del cardinale Giuseppe Betori, Arcivescovo di Firenze, alla parrocchia della Collegiata di Empoli.

Dopo la visita ai malati nelle loro case, l'Arcivescovo si è recato all'oratorio Sant'Andrea (voluto da Monsignor Cavini) dove gli sono state illustrate la storia della struttura, la novità dell'accordo stretto (grazie all'interessamento di don Andrea Malavolti) col Centro Sportivo Italiano del quale potranno usufruire bambini e genitori e gli sono stati presentati gli animatori.

Betori ha detto ai presenti di interpretare l'oratorio come luogo formativo e di evangelizzazione, prima di effettuare la premiazione dei presepi (organizzazione a cura del presidente dell'Azione Cattolica, Alessandro Trinci) esortando le famiglie a proseguire questa tradizione, in quanto segno che va lasciato in un mondo che si allontana dalla fede.

Successivamente l'Arcivescovo ha visitato e apprezzato il museo della Collegiata come momento significativo del passaggio da arte gotica a rinascimentale.

Alla sala "Il Momento" il cardinale ha tenuto la lectio magistralis su "La fede nel mondo di oggi", sottolineando che le difficoltà che incontra la fede nel mondo non devono scoraggiare, ma anzi tenere pronti a dare da una parte l'annuncio del Vangelo in tutti gli ambienti di vita e dall'altra testimoniare in maniera coerente il Vangelo stesso.

Il cardinale di Firenze Giuseppe Betori in visita all'oratorio di Empoli con Don Guido Engels e i piccoli del catechismo

 

L'Arcivescovo ha anche ripreso alcuni punti della esortazione apostolica di Papa Francesco, come ad esempio l'importanza della gioia  sperimentata nella propria vita dal credente per essere poi portata agli altri.

Sempre dalla "Evangelii gaudium", Betori ha ricordato la dimensione sociale della evangelizzazione. La domenica il cardinale ha celebrato in Collegiata la Santa Messa, sottolineando l'importanza del battesimo e celebrandone uno, imponendo ad un bambino il nome Simone.

Dopo la celebrazione, incontro gioioso coi bambini del catechismo, esortati a continuare il catechismo stesso e a partecipare alla Messa, mentre nel pomeriggio c'è stato l'incontro con le comunità cattoliche straniere, ovvero filippina, polacca e africana.

Nella introduzione Betori ha invitato gli stranieri a non perdere l'identità culturale d'origine, ricchezza per loro e per gli italiani; allo stesso tempo gli stranieri devono cercare una integrazione in cui devono accogliere i valori buoni stando attenti ai pericoli.

Betori ha anche citato due esempi estremi di integrazione, ovvero quello francese in cui si tende a forzare i tempi facendo entrare subito lo straniero nello stile di vita locale e quello inglese in cui si tende a ghettizzare.

La strada da percorrere, secondo Betori, è invece quella di coltivare le buone tradizioni dei vari popoli. L'Arcivescovo ha inoltre esortato anche gli stranieri a farsi evangelizzatori in Italia, sperando che anche qualcuno di loro bussi alla porta del seminario.

La numerosa comunità filippina, proveniente anche da altre città toscane e guidata dal compatriota don Crisostomo Celo Crisostomo, della parrocchia di Castelfiorentino, ha salutato il cardinale con balli e canti. Non c'è invece stato l'incontro con le comunità cristiane non cattoliche in quanto la più numerosa, quella georgiana, era alla sentita festa religiosa del battesimo che si svolgeva a Firenze.

 

Il cardinale di Firenze Giuseppe Betori in visita all'oratorio di Empoli con Don Guido Engels e i piccoli del catechismo

 

Fonte: Ufficio Stampa

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