Un mese. Un mese di Matteo Renzi segretario PD, un mese o giù di lì all’elezione del segretario regionale. In particolare di questo, cioè dell’agenda avviata dal sindaco di Firenze come responsabile della segreteria, e della visione del nuovo partito democratico che ha lui, il nostro ospite, Dario Parrini, deputato, si è parlato in trasmissione.
L’onorevole, candidato alla segreteria regionale democratica, è stato ospite di Facoltà di Parola, il programma di Radio Lady nato per dare voce ai parlamentati dell’Empolese Valdelsa.
In merito alle Primarie per la scelta del segretario Parrini ha spiegato: “Penso a un ampio progetto di cambiamento, non per stravolgere quello che è stato fatto in passato ma perché c’è bisogno di un aggiornamento. Il PD deve essere capace di stare nel dibattito pubblico in un modo più deciso e determinante per lo sviluppo della Toscana a più livelli. Penso in termini di promozione e internazionalizzazione di tutti i settori. La Toscana è certamente una terra di cultura, dedita al turismo di grande livello, ma è anche un luogo, e deve sempre più esserlo, in cui un’azienda può trovare facilità di guardare al futuro, di sviluppare e far lavorare i suoi talenti e quelli che arrivano da fuori, anche nell’artigianalità. Per questo il sostegno alle Start Up è fondamentale e tutte le possibilità che un’azienda ha di innovare devono essere sfruttate”.
Sull’accelerata avuta dall’agenda politica nazionale dopo le tre riunioni della segreteria Renzi, Parrini ha spiegato: “Legge elettorale, tagli alle province e ai costi della politica, jobs act. Cose reali, concrete, riforme che servono all’Italia, alla gente che lavora. Di questo modo di agire vorrei sottolineare la capacità di aprire i dibattiti, di discutere sempre e con tutti, ma anche quella di decidere e di assumersi alla fine dei conti la responsabilità di quella decisione”.
“Renzi – prosegue Parrini a RadioLady – ha abbandonato i tatticismi. Lo aveva sempre detto, non c’è possibilità di attendere. Il paese e anche la Toscana hanno bisogno di cambiamenti e di non aspettare”.
Per quanto riguarda la sua lunga campagna elettorale, iniziata a maggio scorso con l'annuncio del suo nome da parte di Matteo Renzi: "Mi aspettavo un voto a settembre a ottobre. Fin dall'estate ho iniziato a girare la Toscana, a incontrare le persone, a capire e conoscere i loro problemi, le aree della nostra regione. Una campagna elettorale che adesso riparte con entusiasmo sempre in mezzo alla gente. Sì lunga, ma almeno ho iniziato fin da subito a comprendere ciò di cui le nostre città e i nostri paesi hanno bisogno".
Per la Toscana Parrini pensa a un Nuovo Codice del Lavoro anche per la Toscana: "Il Jobs Act nazionale diventi legge al più presto e la nostra regione si candidi ad essere la prima a sperimentare, non appena sarà approvata, la riforma dei servizi all'impiego, degli ammortizzatori sociali, della formazione professionale e delle condizioni burocratiche e regolamentari del fare impresa. Accanto a quello nazionale, anche un Tuscan Jobs Act".
Indiscrezioni giornalistiche hanno già parlato di una possibile candidatura di Parrini anche per il ruolo di governatore della Toscana: "Primo è troppo presto per parlare di elezioni che ci saranno nel 2015, secondo sarà il PD a deciderlo. Come sta avvenendo per molti sindaci, i quali ricevono dalle assemblee comunali la fiducia per un secondo mandato, credo che questo dovrà avvenire anche per Enrico Rossi e l'assemblea regionale. Saranno i delegati a dire se lui tornerà a candidarsi alla presidenza della Regione".
