Colorobbia abbandona il progetto Ecobit, per l'impianto di trattamento di sottoprodotti di origine animale.
La notizia non è ufficiale, ma attende solo la comunicazione pubblica da parte dello stesso gruppo aziendale con sede a Montelupo Fiorentino.
Le pressioni delle forze d'opposizioni e una commissione comunale molto accesa, diciamo pure troppo accesa, hanno portato la famiglia Bitossi a ripensare al progetto, bloccandolo di fatto. Lo aveva fatto capire Olivia Bitossi, general manager del gruppo, la più attaccata il 9 gennaio durante l'assemblea aperta alla popolazione per parlare di quello che, forse un po' strumentalmente, è stato definito 'inceneritore'. Al di là delle definizioni, le parole che si sono levate in aria, le polemiche, tutto quell'astio avevano fatto dire alla rappresentante della multinazionale che la proposta di progetto poteva anche saltare.
E in effetti, nel giro di pochi giorni, tutto è andato in fumo prim'ancora di accendere qualsiasi fiamma.
Come detto la sensazione è che la famiglia Bitossi, legatissima a Montelupo, abbia deciso di non proseguire. Sebbene il progetto e l'impianto rieantrassero nella norma e nonostante non ci sia stata di fatto possibilità di spiegarlo totalmente.
Il 29 dicembre scorso era uscita la richiesta di Sel, di far avviare una Valutazione di impatto ambientale su Ecobit, siamo al 12-13 gennaio e tutto sembra essersi arenato davvero. Poi era intervenuto M5S e anche Fratelli d'Italia, ma l'ago della bilancia l'ha spostato definitivamente quella serata in Comune e tutta l'attenzione mediatica che ha provocato.
