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Rifondazione sull'assemblea in Comune: "Colorobbia si getta in un'attività che non conosce"

Un momento della commissione consiliare congiunta a Montelupo Fiorentino (foto gonews.it)

Rifondazione comunista ha diffuso questo comunicato dopo la affollata riunione di ieri nella quale è emersa la prevista opposizione al progetto di trasformazione rifiuti di Colorobbia a Fibbiana.

Ieri sera a Montelupo si è tenuto l’incontro delle commissioni consiliari aperto alla cittadinanza. Credo sia necessario da parte di una delle forze politiche che sostengono l’attuale amministrazione esprimere una posizione politica e alcune considerazioni di merito.

Intanto non possiamo non riconoscere all’attuale amministrazione ed in particolare al suo sindaco, Rossana Mori, la volontà anche questa volta di portare fuori, fra le persone, le scelte e i problemi che si trova di fronte e che hanno un impatto sulla cittadinanza.

In questa amministrazione abbiamo riposto e riponiamo la massima fiducia anche per la lucidità espressa in questa fase. La richiesta di ottenere una collegialità da parte dei soggetti preposti (Unione dei Comuni, Arpat, ASL) al rilascio dei pareri per l’analisi del progetto e partita dall’amministrazione stessa  va proprio nella direzione della massima tutela dei cittadini. La questione portata sul tavolo del Sindaco riguarda un territorio ben più vasto di Montelupo Fiorentino. L’Unione non può tacere e non prendere una posizione.

Venendo al punto, sulla proposta di Colorobbia non possiamo non esprimere una duplice preoccupazione, oltre a quella dell’impatto sulla salute dei cittadini e sulla qualità dell’ambiente: da una parte una proposta industriale che esula completamente dalle caratteristiche produttive dell’azienda stessa e dall’altra le, seppur velate, prospettive nel caso di rifiuto del progetto. In effetti alle preoccupazioni dell’amministrazioni circa l’impianto di trattamento dei residui di macellazione  e alla contrarietà della popolazione si somma la preoccupazione per alcune affermazioni proprio per bocca della rappresentante del gruppo, la dott. ssa Olivia Bitossi circa le prospettive occupazionali. Non ci sfugge che tale affermazione sia avvenuta in un contesto, ovviamente, acceso e dove non sono mancate affermazioni fuori dal merito verso la stessa rappresentante a cui va almeno il merito di essersi prestata ad incontrare la cittadinanza (che non era scontata). Sia chiaro che secondo noi questo progetto, il Gruppo, non avrebbe dovuto neppure presentarlo proprio per i tanti anni passati sul territorio stesso.. Noi, come forza politica, ci siamo occupati di salvaguardia dell’ambiente continuamente in questi venti anni. La nostra posizione è chiara così come quella intorno alla difesa del lavoro. Non è accettabile che si scarichi la contraddizione ambiente-lavoro o sull’ambiente e sul lavoro stesso. L’impianto presentato, per quanto non si tratti di un termovalorizzatore o inceneritore per rifiuti (di quelli, per intenderci che noi, per primi abbiamo e continuiamo a contestare dove si fanno) non è accettabile. Pur capendo che esistono regole da seguire per respingere e valutare il progetto la nostra convinzione è che certi tipi di impianti hanno un impatto ambientale negativo: esprimiamo ciò sulla base della tipologia stessa del progetto. Siamo dunque a fianco sia del complesso percorso burocratico che l’amministrazione deve seguire che della cittadinanza che ha portato dubbi e paure in sala del consiglio comunale. Sul piano del lavoro non possiamo non esprimere forte preoccupazione per l’occupazione stessa. A fronte di un paese (l’Italia) dove la deindustrializzazione ha toccato livelli massimi ci domandiamo il senso di un’operazione dove si cambia totalmente la prospettiva produttiva da parte del gruppo Bitossi. Del resto le prospettive occupazionali stesse del nuovo impianto sono risibili (poche decine di unità) soprattutto per un gruppo internazionale che ha stabilimenti in mezzo mondo e che, questo glielo riconosciamo, ha comunque deciso di mantenere un forte rapporto con il territorio stesso.

Vorremo chiudere con una considerazione. Tutti si rendono conto che un’azienda che mantiene la produzione localmente è fondamentale. Ma non si deve incorrere nell’”equivoco” di credere che un’azienda è il soggetto che “da”: da posti di lavoro, da opportunità a giovani etc. Ricordiamo che un’azienda, compreso la Bitossi ha anche ricevuto molto da questo territorio a partire dai lavoratori stessi e dalle amministrazioni locali. Il produttore è anche consumatore, per esempio di territorio e ambiente. In definitiva tutti, compreso Bitossi, si ha l’obbligo di cercare scelte differenti ma rispettose del territorio (ambiente) e delle persone che lo abitano.

Fonte: Rifondazione Comunista

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