Don Pierfrancesco Amati, proposto di Certaldo, in occasione dell'arrivo del nuovo anno, scrive ai fedeli:
Carissimi, inizia un nuovo anno e ci facciamo gli Auguri perché ci attendiamo grandi cose o che comunque le cose vadano meglio. Ma perché? Siamo degli inguaribili ottimisti? Non si tratta solo di ottimismo a buon mercato o di facciata perché dobbiamo esserlo ed è politicamente corretto essere ottimisti. A mio avviso c’è ben altro. Tutti conosciamo la fatica della vita, spesso siamo appesantiti da un’infinità di problemi, dolori e preoccupazioni non mancano: eppure restiamo ottimisti. Se andiamo al fondo del nostro sentimento, cioè del nostro modo di percepire le cose, ci accorgiamo che scopriamo un atteggiamento positivo nei confronti della vita. Cioè percepiamo che la vita vale la pena di essere vissuta. Che ha senso, magari senza sapere quale sia nel dettaglio. Sembrano osservazioni ovvie ma in realtà non è così. Da dove sorge questa positività della vita, della realtà tutta? Dal fatto che la vita non ce la diamo noi ma la riceviamo da un Altro. Come non sentire riecheggiare le parole del primo capitolo della Genesi quando durante i giorni della creazione spesso si ripete che Dio: “ vide che questo era buono”. L’ultimo giorno, poi, dopo aver creato l’uomo, maschio e femmina, a sua immagine e somiglianza, “Dio vide tutto quello che aveva fatto, ed ecco era molto buono” (Gen. 1,31). In questi giorni delle festività natalizie abbiamo anche sentito ripetere che se grande è stata la creazione, ancora più grande è la redenzione che si opera in Cristo Gesù grazie alla sua incarnazione. Questa è la radice profonda della positività della vita e di tutta la realtà: proviene da Dio. In questo mondo, successivamente segnato dal peccato, è entrato Gesù, il Dio fatto Uomo. Non sempre ce ne rendiamo conto ma è in questi eventi che sorge la prospettiva positiva dell’esistenza: se tutto viene da Dio significa che tutto ha un senso, cioè una direzione, un significato. “Tutto è per voi” (2Cor.4,15) diceva San Paolo. Ma come tutto diventa positivo in Cristo Gesù? Mi ha colpito la spiegazione che ne da Papa Francesco: “L’incontro con Cristo, il lasciarsi afferrare e guidare dal suo amore allarga l’orizzonte dell’esistenza, le dona una speranza solida che non delude. La fede non è un rifugio per gente senza coraggio, ma dilatazione della vita. La fede non è luce che dissipa tutte le nostre tenebre, ma lampada che guida nella notte i nostri passi, e questo basta per il cammino. All’uomo che soffre, Dio non dona un ragionamento che spieghi tutto, ma offre la sua risposta nella forma di una presenza che accompagna”. Ognuna di queste parole merita di essere guardata con attenzione perché mostra il reale fondamento di quella positività che niente riesce a toglierci dalla vita. Quando invece non siamo più in grado di volgere lo sguardo degli occhi e del cuore a quel piccolo bambino che nella sua carne ci mostra come Dio diventi compagnie a noi, allora tutto diventa confuso e la disperazione predomina, qualunque sia la situazione in cui ci troviamo. Allora iniziare un nuovo anno e farci gli “Auguri” significa chiedere ed augurarci di penetrare sempre di più in questa compagnia che è l’unica capace di trasformare la nostra vita. Tanti Auguri di Buon Anno in Cristo Gesù.
Fonte: Don Pierfrancesco Amati, proposto di Certaldo
