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Chiusa la tre giorni di visita del Cardinale Betori. Dalla Misericordia al Comune tutte le frasi più toccanti

Il consiglio comunale di Empoli con ospite il cardinale Giuseppe Betori (foto gonews.it)

Sono terminati i primi tre giorni della visita pastorale del cardinale Giuseppe Betori, Arcivescovo di Firenze, nel vicariato di Empoli – Montelupo, iniziata dalla parrocchia di Sant’Andrea coi vespri in Collegiata, alla presenza di tanti fedeli "Io sono ciò che si vede, la visita reale è quella di Dio" ha detto Betori all’apertura della visita.

Il secondo giorno nuova permanenza in Collegiata col proposto Don Guido Engels, dove l’Arcivescovo ha visionato le numerose opere d’arte e studiato come adeguare gli spazi alla liturgia. Successivamente ci sono state la visita alla Caritas diocesana e alle chiesette di Sant’Antonio (in piazzetta Garibaldi) e di San Rocco, entrambe apprezzate in quanto presenze sparse sul territorio. Durante il pranzo alla mensa Emmaus di via XI febbraio il cardinale si è intrattenuto con alcuni commensali, per poi recarsi al centro di attività motoria di piazza San Rocco dove è stato accolto dai responsabili della Asl 11 e dagli operatori e dove ha incontrato anche i genitori dei ragazzi che frequentano il centro, dialogando e invitando a guardare con realismo al futuro dei ragazzi stessi.

Alla Rsa di via delle Chiassatelle Betori ha incontrato responsabili della Asl, operatori e volontari del Delfino Azzurro e dell’Auser, ha dato l’unzione agli anziani e li ha incoraggiati ad affrontare la vecchiaia e la malattia secondo quanto scritto nel Vangelo. E’ stata quindi la volta di Sant’Agostino, dove l’Arcivescovo ha incontrato i vertici della Misericordia apprezzando le attività svolte dall’Arciconfraternita e infine del Santuario della Madonna del Pozzo, dove è stato accolto dai gruppi biblici. Il dopo cena è stata l’occasione per incontrare a porte aperte il consiglio pastorale e il Copae della parrocchia di Sant’Andrea: Betori ha invitato le parrocchie a interpretare la dinamicità delle tante realtà carismatiche presenti al loro interno, per integrare la dimensione territoriale a quella universale e la struttura al carisma stesso. Per compiere questa operazione Betori ha tracciato tre strade: una maggiore integrazione pastorale (legare le realtà all’interno delle singole parrocchie e le parrocchie fra loro), maggiore collegamento fra pastorale e formazione culturale (per orientare ragazzi e famiglie) e portare la Chiesa fuori da se stessa, privandola della autoreferenzialità. Betori ha ricordato più volte il pensiero di Papa Francesco (la Chiesa deve andare nelle periferie del mondo; il Vangelo contiene la gioia e va dato con gioia) e ha anche risposto alle domande dei presenti ad esempio sulla crisi (nella quale bisogna procedere con gli aiuti concreti ma anche formare alla crescita solidale della comunità, tanto che la prima finalità della Caritas è proprio l’educazione alla solidarietà) e sulla carenza di matrimoni (per sfiducia nella stabilità dei valori dell’esistenza e nell’idea che una scelta sia per sempre).

Il mercoledì mattina Betori, sempre accompagnato da Don Engels, si è recato alla Santissima Annunziata dove c’è stato un dibattito coi giovani delle superiori che hanno posto al prelato tante domande,  anche personali, (ad esempio sulla sua vocazione, sulla sua decisione di entrare in seminario e su come era diventato cardinale) e di attualità. All’Istituto Calasanzio l’Arcivescovo ha tenuto un incontro all’aperto con studenti e insegnanti di tutti gli ordini scolastici, fermandosi poi a pranzo con la Comunità dei Padri Scolopi. Nel pomeriggio, benedizione al Cimitero Comunale e  a quello della Misericordia, poi visita al Centro Accoglienza di via Barzino dove Betori ha ricevuto, complimentandosi con gli animatori, un’ampia panoramica sulle cooperative operanti nel centro stesso.

Successivamente c’è stato l’incontro coi religiosi e le religiose di Santa Maria, esortati, seppur conoscendo le difficoltà esistenti, a proseguire nella loro opera. La sera l’Arcivescovo è intervenuto al comunale di Empoli, dove il presidente Sandro Piccini ha presentato il consiglio stesso non secondo gruppi politici ma ordini di lavoratori (ne fanno parte artigiani, operai, disoccupati, ecc.), sottolineando il capitolo dell’accoglienza della città (48000 abitanti di cui 6000 stranieri) e ricordando in questo il ruolo di due associazioni di volontariato quali la Misericordia e i gruppi Scout. Betori ha ringraziato il Comune in quanto "Non è scontato che un’amministrazione pubblica voglia ascoltare un Vescovo. La Chiesa verso la vita sociale ha un primo concetto che vede al centro la persona, quindi non individualismo né collettivismo. Un altro concetto è quello della libertà, senza la quale la persona non può essere se stessa. Poi ci sono i diritti della persona, radice della dignità, universali, inviolabili e inalienabili: quello alla vita, alla famiglia, al lavoro, alla maturazione della conoscenza, alla libertà religiosa secondo quanto scritto nella Centesimus Annus".

Il cardinale ha invitato i politici a non distaccare le istituzioni dalla vita reale, condividendo ideali e istanze della popolazione pena il diventare una casta e ricordato i cardini della dottrina sociale della Chiesa: dignità umana, bene comune, sussidiarietà e solidarietà. La Chiesa, ha affermato Betori, non fa politica ma deve dialogare con la politica in quanto presenza sul territorio e quando il futuro diviene oscuro ci vuole la speranza che la Chiesa può dare, senza confusione dei ruoli ma rispetto reciproco e capacità di collaborare, perché il popolo è lo stesso. Dopo i saluti e gli interventi dei vari gruppo consiliari, il vicesindaco Carlo Pasquinucci ha concluso ribadendo la collaborazione fra Chiesa e Comune esistente in città, ma ricordando come anche ad Empoli ci sia una progressiva perdita di valori  e chiedendo per questo all’Arcivescovo di lavorare sugli animi della gente.

Fonte: Ufficio Stampa

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